Reddito di cittadinanza e flat tax 2019, le conferme ufficiali e gli aggiornamenti. Cosa cambia

Non solo flat tax e reddito di cittadinanza, innanzitutto, perché il governo ufficializza anche la cancellazione degli aumenti dell'Iva previsti per il 2019.

Reddito di cittadinanza e flat tax 2019,

Flat tax e reddito di cittadinanza


Siamo ancora a livello di Nota di aggiornamento del Def approvato dallo scorso governo. Significa che per la versione definitiva del reddito di cittadinanza e della flat tax, due provvedimenti destinati a entrare in vigore già nel 2019 secondo le intenzioni dell'esecutivo, occorre attendere la prima bozza della manovra da approvare entro la fine dell'anno. Ma anche le tabelle contenente i numeri relativi alle coperture e alla reale portata di queste misure. Tuttavia, sulla base dei documenti ufficiali che circolano e degli aggiornamenti delle ultime ore, è possibile tratteggiare i caratteri principali di due dei principali cambiamenti allo studio a Palazzo Chigi. E allora, quali sono le novità su flat tax e reddito di cittadinanza in seguito all'approvazione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza.

Flat tax e reddito di cittadinanza: conferme ufficiali

Non solo flat tax e reddito di cittadinanza, innanzitutto, perché il governo ufficializza anche la cancellazione degli aumenti dell'Iva previsti per il 2019, il superamento della legge Fornero e il taglio dell'Ires. In merito alla flat tax (ma sarebbe più corretto parlare di dual tax, considerando l'intenzione di introdurre una doppia aliquota), l'esecutivo mette nero su bianco la volontà di ridurre la pressione fiscale su famiglie e imprese e rendere la tassazione più favorevole alla crescita. Due gli aspetti da segnalare. In prima battuta - pur senza indicare numeri - i cambiamenti allo studio prevedono l'innalzamento della soglia di ricavi e delle spese per il personale e per beni strumentali a cui si applica il regime dei minimi, beneficiando così una platea più ampia di artigiani, piccoli imprenditori e professionisti. Si tratta insomma di una conferma.

In seconda battuta - qui ci sono i numeri - per quanto riguarda le persone fisiche, si passerà dalle attuali cinque aliquote a tre aliquote e quindi a due a dal 2021. Il livello sarà quindi ridotto, fino ad arrivare a una sola aliquota del 23% per i redditi fino a 75.000 euro e del 33% a di sopra di questa soglia entro la fine della legislatura.

Reddito di cittadinanza e centri per l'impiego

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, la sua introduzione - spiega l'esecutivo - rafforzerà il contrasto alla povertà e le politiche attive del lavoro grazie anche a maggiori risorse finanziarie per i centri per l'impiego. I requisiti di base per percepire il reddito di cittadinanza di 780 euro sono l'età maggiore di 18 anni, lo stato di disoccupazione o inoccupazione, un reddito inferiore alla soglia di povertà (meno di 780 euro al mese) o di una pensione inferiore alla soglia di povertà (meno di 780 euro al mese).

I passaggi per ottenerlo sono sette: iscriversi a un centro per l'impiego, iniziare un percorso per cercare un lavoro, frequentare percorsi per la qualifica professionale, offrire disponibilità a progetti comunali di pubblica utilità (8 ore settimanali), effettuare ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno, comunicare qualsiasi variazione del reddito, accettare uno dei primi 3 lavori che verranno offerti. Le coperture arriverebbero da gioco d'azzardo, banche, compagnie petrolifere, grandi ricchezze, tagli ai giornali e alle spese della politica.

Ultime Notizie