Ripresa nel Mezzogiorno, segnali da Pil e occupati in crescita

Percentuali in rialzo per la spesa di consumo delle famiglie, il Prodotto interno lordo, il tasso di occupazione e le esportazioni fuori dai confini regionali.

Ripresa nel Mezzogiorno, segnali da Pil

Aumentano consumi e migliora il turismo


Forse è un po' presto per trarre le conclusione ovvero per affermare che la crisi nel Paese è alle spalle e che il Mezzogiorno d'Italia si è complessivamente posizionato sui binari della crescita. Ma i dati che arrivano dal 33esimo Report Sud sembrano confortanti. Tre dati su dati sembrano certificare le prime avvisaglie di normalità: un Prodotto interno lordo che viaggia a ritmi superiore rispetto a quanto accade nel resto del Paese, la diminuzione del tasso di disoccupazione, il miglioramenti dei dati relativi alle esportazioni.

Provando a essere più precisi, il Pil registrato (e stimato) da Diste Consulting per conto della Fondazione Curella tra il 2016 e il 2018 è rispettivamente dello 0,9%, dell'1,4% e dell'1,7% ovvero segue un andamento di crescita sempre di segno positivo. E poi, c'è quel segno positivo associato ai dati dell'occupazione che non fa mai male: +1% nel 2017, pari a circa 60.000 unità.

Aumentano anche consumi e migliora il turismo

C'è poi un altro dato che merita di essere segnalato: la spesa di consumo delle famiglie dovrebbe aumentare dell'1,7%. Il merito va anche a un turismo che nelle regioni meridionali l'Italia continua a tirare, anche grazie alla legislazione fiscale d'incentivazione e il basso costo del credito continueranno a sostenere la ripresa degli investimenti in macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto. Tuttavia, per dirla con le parole del presidente Diste Consulting, nonostante gli indicatori si siano stabilizzati sul segno positivo, il sud Italia è ancora distante dal recupero dei livelli precedenti la crisi. I consumi sono comunque inferiori dell'8,5%, gli investimenti in macchinari del 21%, gli investimenti in costruzioni del 40%, il valore aggiunto dell'industria del 27%. Quote di rilievo che segnalano comunque una situazione di difficoltà.

A detta del presidente Svimez, il Paese è crollato e le regioni del Nord Italia hanno perso posizioni nella graduatoria mondiale perché è crollato il Mezzogiorno. Presentato da Alessandro La Monica, presidente Diste Consulting- Fondazione Curella, a discutere del 33esimo Report Sud ci hanno pensato Salvio Capasso, responsabile economia SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno; Antonio Corvino, direttore generale OBI – Osservatorio Banche e Imprese; Giovanni De Falco, direttore generale IRES Campania; Paola De Vivo, professore Università Federico II; Achille Flora, professore Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli; Adriano Giannola, presidente Svimez; Amedeo Lepore, assessore Attività Produttive Regione Campania; Massimo Lo Cicero, professore Università Suor Orsola Benincasa; Claudio Quintano, professore Università Parthenope; Luigi Snichelotto, ceo Community Cooking Leader.

Hanno partecipato anche Marco Musella, direttore Dipartimento Scienze Politiche Università Federico II; Nicola Squitieri, presidente Associazione internazionale Guido Dorso; Francesco Saverio Coppola, segretario generale Associazione internazionale Guido Dorso; Pietro Busetta, presidente Fondazione Curella – Università degli Studi Palermo. Si è comunque trattata di un'occasione di confronto tra chi si occupa di Mezzogiorno in Italia, oltre che un'opportunità per fare rete.