Tap: gasdotto fondamentale per Italia da Confidustria. Territori distrutti o risparmi per tutti italiani

Si sono delineati due schieramenti opposti rispetto all'opportunità di costruire il mega gasdotto che collega l'Azerbaigian con il Salento passano dal Mare Adriatico.

Tap: gasdotto fondamentale per Italia da

Tap: gasdotto per l'Italia


Il Tap ovvero il gigantesco gasdotto che dall'Azerbaigian dovrebbe raggiungere le coste salentine sta spaccando non solo l'opinione pubblica. E lo scontro tra fazioni potrebbe essere fatale al progetto che rischia di essere accantonato.

Lo scontro confronto sulla realizzazione del progetto del gasdotto Trans-Adriatico (Tap) in Puglia è appena iniziato. Soppesare pro e contro non è un'operazione facile perché a far pendere il piatto della bilancia da una parte anziché dall'altra ci sono ragioni differenti, sulla base dell'importanza assegnata a fattori economici, di pubblica utilità, di approvvigionamento energetico alternativo o di tutela ambientale. In linea di massima, da una parte c'è chi, come Confindustria, considera il progetto prezioso per rilanciare il Paese sotto il profilo della competitività, quantificandone anche il valore: quasi un miliardo e mezzo di euro. Dall'altra c'è chi pensa che i 200 alberi d'ulivo sradicata per la costruzione di questa infrastruttura energetica che dall'Azerbaigian passa dalla Georgia, la Turchia e la Grecia fino ad arrivare nella Puglia salentina, a San Foca di Melendugno, siano solo un antipasto.

Tap, tra Confindustria che dice sì e il movimento No Tap

I fronti di battaglia sono ben definiti e si intravedono punti di accordo. La realizzazione del gasdotto Trans-Adriatico non è priva di costi per le comunità locali che ne verrebbero coinvolte direttamente. Di conseguenza è essenziale la corretta valutazione di benefici e criticità, pro e contro. Secondo l'associazione nazionale degli industriali è arrivato il momento di metterci al sicuro da situazioni di blocco delle fonti approvvigionamento. Tap viene considerata una opportunità imperdibile che può dare una spinta a una dinamica del Meridione. Gli oppositori dell'opera non hanno alcuna intenzione di trasformare quella fascia di terra tra Torre dell'Orso e Melendugno in un cantiere a cielo aperto con inevitabili ripercussioni sul turismo e la ricettività nel breve e nel lungo periodo.

Da una parte c'è chi magnifica le lodi del Tap, capace di portare in Italia 10 miliardi di metri cubi di gas all'anno pari, l'equivalente del fabbisogno energetico di circa 7 milioni di famiglie. Si tratta di una quantità significativa, superiore al 10 per cento dei consumi annuali nazionale e dunque in grado di accrescere la sicurezza energetica in un'epoca di incertezze rispetto all'approvvigionamento nord-africano e russo-ucraino. Dall'altra c'è chi teme le conseguenze di possibili incidenti secondo la logica che prevenire è meglio che curare, soprattutto quando di mezzo ci sono opere così mastodontiche. Insomma, siamo davanti a un muro contro muro difficilmente conciliabile che va al di là delle semplici ragioni di difesa dell'ambiente.

A oggi è previsto che il Tap resti in funzione per circa mezzo secolo ovvero fino all’esaurimento dei giacimenti di metano azerbaigiani. Tuttavia, potrebbe essere esteso se si riuscisse ad alimentare la condotta con gas proveniente da altri giacimenti di Turkmenistan, Iran e Iraq. La sfida è dunque a lungo termine e come tale va inquadrata. I sostenitori del progetto Tap invitano a non perdere tempo e a non perdere quella che definiscono un'occasione per

  1. aumentare la concorrenza
  2. diversificare l'approvvigionamento
  3. accrescere la sicurezza dell'approvvigionamento
  4. aumentare la liquidità del mercato italiano
  5. favorire l'integrazione del mercato

A loro dire, la costruzione del gasdotto Trans-Adriatico fornisce un primo collegamento diretto tra l'Italia e la Grecia e un collegamento del mercato italiano con i Balcani e i mercati europei del sud-est. Queste interconnessioni potrebbero supportare un'ulteriore integrazione del mercato con queste aree ovvero apportare benefici aggiuntivi.