Aumentano entrate, in due mesi +3,6%. Ecco come cambiano accertamenti e categorie più controllate

Aumentano le entrate tributarie nei primi due mesi dell'anno. grazie all'iva e non solo. Ma vediamo anche altre aspetti.

Aumentano entrate, in due mesi +3,6%. Ec

Aumentano entrate, in due mesi +3,6%


Nel periodo gennaio-febbraio 2018, le entrate tributarie erariali ammontano a 66.794 milioni di euro, in aumento di 2.315 milioni di euro rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (+3,6%). Lo comunica il Mef, spiegando che al risultato contribuiscono sia le imposte dirette (+3,6%) sia quelle indirette (anch'esse in aumento del 3,6%).

Ad aumentare del 3,9% è invece il gettito dell'Iva, cresciuto tra gennaio e febbraio di 554 milioni di euro. L'incremento riguarda in particolare la componente sugli scambi interni che aumenta di 519 milioni di euro. Positiva la dinamica del prelievo sulle importazioni 

Il Mef comunica che le entrate trubutarie erariali nel periodo di gennaio-febbraio 2018 sono salite del 3,6% rispetto al mese precedente arrivando a 6674 milioni di euro in crescita rispetto ai 2315 milioni di euro dell'anno scorso nello stesso periodo. Sono aumentate del 3,6% sia le imposte dirette che quelle indirette, mentre al 3,9% il gettito dell'iva, ovvero 554 milioni. Bene, le importazioni, ma anche l'iva dagli scambi interni che è prevalente a 519 milioni di euro. 

Nel frattempo continuano ad essere modificati cercendo di essere più stringenti i controlli contro l'evasione fiscale e vedremo nei prossimi mesi se anche per merito di questi controlli più stringente ci sarà un aumento delle entrate costante

Nuovi controlli e strumenti

L’incubo di un grande fratello che sorveglia dall’alto la situazione patrimoniale di ciascuno, si materializza ogni giorno di più negli occhi dei contribuenti italiani. L’Agenzia delle Entrate ha infatti elaborato un nuovo algoritmo capace, stando alle indiscrezioni che circolano a riguardo, di dare un contributo determinante in questa sfida. Algoritmo che è già stato ribattezzato risparmiometro e già questa parola, per i contribuenti, suona sinistra visto che fa rima con redditometro che ha già provveduto a spargere timori e paure nei cuori dei contribuenti italiani negli scorsi anni. Si tratta, dunque, di un nuovo sistema per controllare e spiare i conti correnti da un Fisco sempre più invasivo.

Risparmiometro nuovo sistema per controllare

Quindi il risparmiometro è il nuovo sistema elaborato dall’Agenzia delle Entrate per controllare le eventuali evasioni da parte dei contribuenti italiani. In maniera non certo sobrio a quanto pare. Il meccanismo alla base di questo strumento è quello di stimare le spese medie di ogni contribuente, confrontarle con il reddito dichiarato e capire se vi sono incongruenze, ovvero se le spese effettuate superano i redditi conseguiti. Il principio che ha ispirato questa misura potrebbe sembrare corretto.

Un accertamento fiscale non può fare a meno di indagare sui conti correnti, conti deposito ed obbligazioni, buoni fruttiferi e carte di credito, nonché prodotti finanziari emessi da assicurazioni e società che si occupano di compravendita di metalli preziosi. Il risparmiometro, però, inverte l’onere della prova: se sul tuo conto corrente ci sono pochi movimenti potresti essere un evasore. L’eventuale incoerenza riscontrata potrebbe essere sintomatica di un “rischio fiscale”. In mancanza di prove verrebbe applicata la tassa sul risparmio, non su tutta la somma depositata in banca ma soltanto su quella parte che, secondo i controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate, ritenuta eccessiva rispetto ai redditi dichiarati.

Spiare i conti correnti da Fisco

Il risparmiometro quindi potrebbe trasformarsi ben presto in un vero e proprio modo per spiare i conti correnti degli italiani ideato dal Fisco per ridurre al minimo le cattive tentazioni. Basta fare qualche esempio però per immedesimarsi nelle paure che in questo momento potrebbero spingere i contribuenti a vivere davvero stati di panico accentuato. Con il Fisco e con l’Agenzia delle Entrate, non si scherza, questo è chiaro. Proviamo a considerare un caso che non è poi così improbabile. Coppia di trentenni, con figli, i cui stipendi non bastano a soddisfare le spese quotidiane.

Ovvio che il ricorso all’aiuto dei propri genitori, magari pensionati, è un’ipotesi tutt’altro che peregrina da prendere in considerazione. E l’aiuto, magari per pagare l’affitto di casa, arriva in questi casi sempre in contanti. Come farebbero questi ragazzi a dimostrare al fisco da dove provengono questi soldi? La speranza è che i test a cui il risparmiometro sarà sottoposto prima di entrare in vigore in maniera ufficiale servano ad evidenziare tutto quello che no va per evitare che la scure dell’Agenzia delle Entrate si abbatta sui soliti noti. Quelli che hanno certamente meno colpe riguardo alla clamorosa evasione fiscale che si registra ogni anno in Italia.

Record di tasse recuperate? Intanto si cambia

Cambia il contrasto all'evasione fiscale e l'Agenzia delle entrate è pronta a scatenare un'offensiva più attenta. Nonostante il record di tasse recuperate sbandierato dal governo, molto è cambiato e tanto altro cambierà. E il tutto avviene in un contesto in cui viene assegnato uno spazio maggiore agli enti locali. Basti vedere il recente accordo sottoscritto tra Agenzia delle entrate e Comune di Grosseto. Stando allo schema di intesa, che potrebbe essere replicato anche in altre città, il Comune invierà alle Entrate le segnalazioni qualificate e individuerà quei casi su cui concentrare l'attività, oltre alle tempistiche e alle modalità operative più adeguate per ottenere i migliori risultati nella lotta all'evasione fiscale, secondo criteri di efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, così come stabilito dalle parti.

Succede allora che gli ultimi due governi sostengono di aver raggiunto livello da record di recupero dell'evasione, oltre la soglia dei 20 miliardi di euro. Ma si tratta di una cifra contestata perché a fare la differenza - in questo caso come in passato con altri governi - è la modalità di calcolo ovvero cosa si far rientrare in questa cifra. Per molti analisti è infatti scorretto sommare il recupero di gettito ottenuto dall'Agenzia delle entrate con l'attività di controllo o con gli avvisi ai contribuenti, così come le entrate straordinarie e una tantum dei condoni. Insomma, tra antieconomicità e riqualificazione di costi, controllo della dichiarazione, disconoscimento di costi e agevolazioni, incrocio dei dati, questionari verifiche in studi e imprese, c'è molto da studiare e da analizzare fino in fondo prima di poter dire che il modello implementato sia perfetto.

A ogni modo, cambia la lotta all'evasione e il fisco adotta nuove strategie e prende di mira settori ben precisi. Quanto fatto evidentemente fino a questo momento non è stato sufficiente o comunque si può fare molto di più per recuperare terreno e soldi evasi da persone fisiche e autonomi, piccole e medie imprese, grandi contribuenti. Ad esempio con l'invio di più lettere. L'aumento dei destinatari degli alert preventivi è attribuibile alle nuove comunicazioni dei dati di liquidazioni Iva e fatture. Con il riassetto a livello centrale dell'Agenzia delle entrate sono da mettere in preventivo controlli differenziati sulle tipologie di contribuenti e imprese. E poi carte di credito, prodotti assicurativi, compravendita di oro e preziosi diventano adesso le nuove spie per misurare il livello di sommerso.

Più in generale, il focus delle Entrate e su ripresa a tassazione dei costi per servizi infragruppo; omessa fatturazione da parte dei professionisti; contestazione delle fatture soggettivamente inesistenti; crediti di imposta a seguito di agevolazioni; ripresa a tassazione dei compensi erogati agli amministratori, recupero a tassazione delle spese che in apparenza sono esenti; recupero di spese non riaddebitate al cliente; recupero degli interessi sui finanziamenti infruttiferi infragruppo.