Aumento stipendi da oggi 1 Luglio al via, ma richiesta anche diminuzione tasse pensioni 2020-2021

di Marianna Quatraro pubblicato il
Aumento stipendi da oggi 1 Luglio al via

Aumento stipendi richiesta diminuzione tasse pensioni

Come cambiano da oggi 1 luglio gli stipendi in busta paga e richieste per revisione tasse per le pensioni: cosa fare con revisione fiscale

Aumentano gli stipendi in busta paga per i lavoratori dipendenti: da oggi, primo luglio, stando a quanto confermano le ultime notizie, aumentano di 100 euro gli stipendi dei lavoratori dipendenti e l’obiettivo è quello di portare gli stessi aumenti anche per le pensioni. Vediamo, dunque, cosa cambia da oggi 1 luglio per gli stipendi di circa 16 milioni di italiani.

Aumento stipendi da oggi 1 Luglio al via

Scattano da oggi primo luglio gli aumenti degli stipendi in busta paga grazie al taglio del cuneo fiscale e, stando a quanto riportano le ultime notizie, sarebbero circa 16 milioni i lavoratori dipendenti che riceveranno un aumento variabile fino a 100 euro in più.

In particolare, come previsto:

  • per lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 8.174 e 26.600 euro agli 80 euro del bonus Renzi si aggiungono ulteriori 20 euro per arrivare ad aumenti fino a 100 netti in busta paga;
  • per lavoratori con redditi superiori ai 26.600 e fino a 28.000, che non percepiscono il bonus Renzi, è previsto un aumento, a prescindere, di 100 euro mensili;
  • per lavoratori con redditi superiori ai 28.000 euro e fino a 40.000 è prevista una nuova detrazione fiscale sperimentale fino a dicembre che decresce al crescere al reddito, compresa tra i 480 euro e zero, fino, appunto, ad azzerarsi per redditi superiori ai 40 mila euro.

Per i lavoratori della scuola, l’aumento netto mensile in busta paga sarà di 73,49 euro, che corrisponde a una variazione del netto del 4,21% e l'aumento più alto interesserà i ministeri, con i relativi dipendenti che si ritroveranno in busta paga 100 euro in più, con una variazione del netto del 5,54%.

Per quanto riguarda le altre categorie di lavoratori, gli aumenti previsti saranno i seguenti:

  • per i corpi di polizia l’aumento sarà di 50,8 euro, con una variazione del netto del 2,24%;
  • per i dipendenti del servizio sanitario nazionale l'aumento sarà di 76,33 euro, con una variazione del netto del 3,49%;
  • per i dipendenti del settore università l’aumento sarà solo di 5,79 euro, con lo 0,24% di  variazione del netto;
  • per gli impiegati della manifattura con un reddito medio annuale di 30.721 euro l’aumento sarà di 92,23 euro mensili con una variazione della retribuzione netta del 4,69%;
  • per gli impiegati nelle costruzioni l’aumento sarà di 20 euro con una variazione della retribuzione nella del 1,26%;
  • per gli operai della fornitura di energia elettrica con redditi medi di 33.972 euro l'aumento sarà di 82,93 euro mensili con una variazione della retribuzione netta del 3,90%.

Aumento stipendi e richiesta anche diminuzione tasse pensioni 2020-2021

L’aumento degli stipendi in busta paga rappresenta solo un primo passo verso aumenti che dovrebbero essere generalizzati e interessare anche i pensionati. I sindacati hanno più volte in questi ultimi mesi rilanciato la richiesta di una detassazione e aumenti anche per le pensioni.

Si tratta di una modifica che, come hanno spiegato le stesse forze sociali, potrebbe rientrare nella revisione generale del sistema fiscale sui cui il Governo dovrebbe lavorare tra settembre e ottobre. Il meccanismo per aumentare i trattamenti pensionistici mensili dovrebbe essere lo stesso degli stipendi: detassarle per aumentarne il valore, cosa che porterebbe anche ad un rilancio dei consumi, dando, di conseguenza, nuova spinta all’economia in generale.  

Potendo avere più soldi a disposizione, infatti, i pensionati, con una maggiore sicurezza, potrebbero spendere di più tra spesa e ulteriori acquisti, dando nuovamente slancio ai consumi e quindi, come detto, all’economica. Del resto, in questi ultimi tempi, i consumi si sono ridotti anche a causa delle perdite di valore delle pensioni che hanno portato a conseguenti contrazioni degli acquisti.

Stando alle stime fornite dalla Uil, a causa della mancata rivalutazione delle pensioni negli ultimi 9 anni i pensionati hanno perso ogni anno tra i 1.000 e gli 8.000 euro e da qui nasce la richiesta dei sindacati di aumentare tutte le pensioni, anche quelle che superano le quattro volte il trattamento minimo, ed estendere la quattordicesima anche ai pensionati che percepiscono i trattamenti più bassi.

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