Auto elettriche con pila mai vista. E finalmente ci siamo pur noi.

Una batteria rivoluzionaria che ha almeno quattro vantaggi importanti e che potrebbe cambiare non solo il mondo delle auto elettriche. E poi, finalmente, anche in Italia le prime auto elettriche si possono comprare davvero e grande fermento

Auto elettriche con pila mai vista. E fi

Auto elettrica, batteria rivoluzionaria


Non è una batteria come quelle viste finora, anche se si è studiato a lungo come farla. E' un generatore basato sul ferro, che si può chiamare pila perchè tra i suoi differenti vantaggi, possiede pure quello delle dimensioni e può essere usato in ogni prodotto potenzialmente perchè piccolo. Ma i benefici non finiscono certamente qui, così come lo studio di altre batterie e soluzioni per la ricarica che sono fondamentali per la diffusione massiccia dell'auto elettrica. E nello stesso modo le colonnine di ricarica, altra questione spinosa, ma per cui si stranno trovando diverse soluzioni come mostrato anche in Italia. E proprio in Italia, finalmente qualcosa si muove concretemente su più fronti....
 

Uno dei problemi maggiori per le auto elettriche è quello delle batterie della loro durata e autonomia, che si riporopone anche sui costi e all'impatto ambientale. Dunque, ogni invenzione di un nuovo tipo di batteria viene vista in modo molto importante. 

Nuova batteria di ioni di litio con il ferro

E l'invenzione della batteria che si prospetta dopo gli studi e le simulazioni fatte con il computer da parte del professore Christopher Wolverton della Northwestern University insiee al su gruppo di ricerca si prospetta molto interessante.

L'obiettivo è quello di sostituire il cobalto, molto costoso e ance potenzialmente inquinante, con il ferro per produrre le batterie delle auto elettriche. 
Ora, in diversi, ci hanno già provato essendo una idea accettabile scientificamente, ma nessuno ci era mai riuscito.
Il merito del prof. Christopher Wolverton, fino a quetso punto, è stato quello di riuscire a realizzare perfettamente a livello empirico una batteria di questo tipo perfettamente funzionante con le simulazioni da computer e poter avviare finalmente la prima vera sperimentazione concreta.
Siamo, dunque, abbastanza vicini alla sua realizzazione, anche se dovrà passare tutti i test concreti. 
Sono tre i punti favorevoli, ovvero la possibilità di misure molte piccole tali da potersi inserire anche in cellalari o smartwatch, il costo olto più basso, con il ferro che costa 77 dollari a tonnellata e la maggiore durata e autonomia. Senza dimenticare ovviamente il minor inquinamento

E una batteria pila eterna italiana...

Davvero una bella vicenda quella dell'ingenere italiano che ha inevtato e brevettato la pila che dura in eterno e che la dimostrazione della grande capacità tecnologia e innovativa tutta italiana. Ma è anche una storia che esemplifica come da noi, per fare qualcosa di buono, occorre avere grinta, sapersi muovere da soli e spendere i propri soldi.

Una pila che duri per sempre in eterno, o quasi è quella inventata e brevettata da un Gianni Lisini, ricercatore italiano.

Gianni Lisini è un ingenere elettronico con specializzazione in astofisica che lavora presso lo Iuss di Pavia, quarantenne, vive a Voghera.
Come racconta lui stesso ha lavorato da solo al progetto e tutto a suo carica l'ha brevettata prima in Italia e poi in tutto il mondo con dei costi non da poco e una procedura non così immediata. L'ha fatta nel 2014 e dopo un anno l'idea era esclusivamente sua, di sua proprietà.

E ora la batteria, che non dura per sempre, ma ben 20 anni è stata, finalmente, resa pubblica e fatta conoscere al mondo a Pisa, durante, il Jotto Fair.
La batteria è stata creata con un accumulatore chimico affiancato da un condensatore innovativo che può avere 5mila Farad e dunque poter effettuare infinite cariche e scariche. E il brevetto illustra come unire questi due sistemi e farli funzionare.
E ora vi già diverse imprese che lo stano contattando e stanno provando le sue batterie, fino realizzate in due prototipi.
E gli ambiti di utilizzo sono davvero tanti, basti pensare al trasporto pubblico elettrico con iìveicoli che potrebbero andare per 20 anni senza nessun ricamabio di batteria. 
E al momento si stanno testando queste super batterie in una centralina per il meteo.

Norvegia, è ancora boom auto elettriche

Parliamo spesso e volentieri di quanto i paesi scandinavi riescano ad avere un marcia in più sul fronte dello sfruttamento delle energie rinnovabili e alternative, ma non sempre abbiamo l'esatta dimensione di questo fenomeno.

I nuovi dati che arrivano dalla Norvegia danno l'idea dell'impatto sul mercato delle auto e non si può non rimanere sorpresi. I mezzi elettrici i ibridi rappresentano adesso più della metà dell'intero parco auto. E a dimostrazione del gusto e della ricercatezza, tra i modelli più diffusi ci sono BMW i3, Toyota RAV4 e Tesla Model X.

Nulla succede per caso perché lo Stato facilita le cose grazie agli incentivi all'acquisto delle auto elettriche, oltre a tagliare i costi del pedaggio delle autostrade, dei parcheggi e dei traghetti. E all'orizzonte si intravede il più radicale dei provvedimenti per il paese norvegese: il divieto della vendita di mezzi riforniti con a gasolio e benzina entro dieci anni. Esattamente entro l'anno 2025.

Nissan Leaf e fermento in Italia

Una possibilità concreta che l'auto elettrica diventi davvero più vicina e accessibile a tutti in Italia, anche da noi, è la Nissan Leaf di seconda generazione un auto che si potrà provare tra pochissimo nei concessionari, ad un costo che dovrebbe essere realmenrte abbastanza accessibike s pinta nell'uso e nell'acquisto da diversi accordi e alleanze come con Enel. E non è un caso che ci sono già 10mila ordini in Europa.

Nissan sembra più avanti sotto diversi aspetti per l'auto elettrica, in modo particolare per la Nissan Leaf, ma non solo

Due colpi in uno: da una parte quello di favorire la diffusione delle sue auto elettrica Nissan Leaf e Nissan Note e-POWER, dall'altra quella di promuovere la mobilità condivisa. Arriva dal Giappone (lo farà dalla metà del prossimo mese di gennaio) la proposta e-share mobi che si basa su un principio molto semplice e differente da quelli fin qui conosciuti. L'automobilista paga solo l'utilizzo effettivo della vettura ovvero il consumo. Nessuna tariffa mensile fissa per intenderci. 

L'Italia per ora deve "accontentarsi" della nuova generazione della Leaf di Nissan che, ricordiamo, è l'auto 100% elettrica più venduta al mondo. Il produttore giapponese ha raggiunto una intesa con Enel, grazie a cui chi acquisterà la nuova Leaf riceverà due anni di ricarica gratis nelle colonnine pubbliche e il kit per la ricarica nella propria abitazione.  Si tratta senza ombra di dubbio di una interessante forma di incentivo all'utilizzo delle auto elettriche che va al di là dei tradizionali sconti per l'acquisto.

Nissan Leaf, 10mila ordini

Ed è un grande successo proprio per la Nissan Leaf con 10mila ordini, dopo la presentazione ad Ottobre, in tutta Europa e che arriverà a Febbraio nelle concessionarie italiane da provare e poter così verificare e toccare con mano l'auto elettrica che al momento, come scritto, è la più venduto in assoluta.
E gli ordini vanno così bene che la società giappine ha dato il via all'aumentod ella produzione, in modo particolare nello stabilimento inglese, il principale che servirà le nazioni Ue.

Caratteristiche

Una singola ricarica della Nissan Leaf sarà di 378 Km e come caratteristiche tecniche ha alcune innovazioni interessanti come e-Pedal che permette attraverso il solo pedale dell'acceleratore di gestire il veicolo interamente ed è presenta nel modello base senza ulteriori costi. E poi altre due tecnologie che aiutano nella guida come il ProPILOT Park per il parcheggio automatico completo e il ProPILOT che mantiene l'auto in mezzo alla corsia e controlla la distanza dl'auto rispetto all'altro veicolo davanti per evitare tamponamenti.

Nuove colonnine di ricarica Enel

Enel ha deciso di accelerare sul mercato delle auto elettriche e lo fa intervenendo con decisione su uno degli aspetti più delicati ovvero quello della ricarica dei mezzi, strettamente legato alla durata della batteria. Se nel medio periodo l'obiettivo è installare 7.000 colonnine di ricarica entro il 2020, da raddoppiare nei due anni successivi, la stretta attualità passa da un gesto che è anche simbolico: cominciare questo percorso da un autodromo, quello di Vallelunga, che si trova a 40 chilometri da Roma. Proprio qui intende dare una scossa e un segnale al comparto con la creazione del polo tecnologico per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni per la mobilità elettrica. Si tratta della prima esperienza di questo tipo in Italia e si pone come aggregatore di istituti di ricerca e start up che operano nel settore.

L'appuntamento di Vallelunga è stato duque strategico per fare luce sulle strategie di Enel ovvero sulle caratteristiche tecniche delle 7.000 colonnine di ricarica per mezzi elettrici che faranno sentire un po' più al sicuro gli automobilisti italiani. La maggior parte di loro sarà installata nelle aree cittadine, e solo il 20% su autostrade e grandi arterie per i lunghi viaggi. Una scelta non proprio casuale perché una ricerca sulle abitudini degli italiani ha svelato che l'87% degli spostamenti quotidiano ha una percorrenza inferiore ai 60 chilometri. A ogni modo, saranno impiegate

  1. le colonnine Quick da 22 kW nelle aree urbane,
  2. le colonnine Fast (50 kW) e Ultra Fast (150 kW) per la ricarica veloce sulle strade extraurbane.

Si andranno ad aggiungere alle 900 colonnine collegate alla piattaforma cloud Electric Mobility Management con cui gestire in remoto e monitorare l'auto. Le infrastrutture di ricarica sono adesso concentrate nei centri urbani e l'autonomia dei veicoli elettrici è di circa 150 chilometri. A oggi l'Italia è il secondo Paese in Europa per densità di auto circolanti, ma il parco veicoli è tra i più anziani in Europa: una su tre ha circa 10 anni ed è inquinanti

Circuito europeo

Pensare di andare in Norvegia con l'auto elettrica senza doversi preoccupare di andare alla ricerca di una stazione di ricarica della batteria, vero e proprio tallone di achille di questa forma di mobilità alternativa. Intanto un primo concreto passo in avanti per trasformare questo scenario in realtà viene adesso compiuto dal progetto delle società E.On e Clever con il supporto della Commissione europea. Quest'ultima mette sul tavolo 10 milioni di euro, la prima delle due è un operatore nel settore energetico e dell'e-mobility, la seconda è un gestore danese di servizi per la mobilità elettrica. E poi ci sono i contenuti del piano ovvero la la realizzazione di un'autostrada elettrica con 180 stazioni di ricarica con la collaborazione della catena di stazioni di servizio YX (solo per la Norvegia) e il coinvolgimento di sette Paesi.

Saranno collocate tra 120 e 180 chilometri di distanza fra loro e ognuna di esse sarà equipaggiata da due a sei colonnine con lo standard CCS ovvero quello europeo per la ricarica rapida. Ma naturalmente occorre una risposta da parte dei produttori di auto nel lanciare nuovi modelli di veicoli elettrici. Il progetto si affianca a quello tutto italiano a firma Enel che prevede la realizzazione di una rete capillare di 14.000 colonnine di ricarica per le auto elettriche entro il 2022, di cui la metà entro tre anni.

Se il principale punto di preoccupazione è l'assenza di stazione di rifornimento di energia per auto elettriche, il secondo è l'eccessiva lunghezza dei tempi di restituzione di una piena autonomia per viaggiare. Il progetto E.On e Clever cerca di porsi all'avanguardia con sistema di ricarica ultra-rapida delle batterie rispetto alle tecnologie standard di settore. Quanto? Per accumulatori che assicurano circa 400 km di autonomia serviranno dai 20 ai 30 minuti. Si tratta di tempi record considerando le diverse ore che sono solitamente necessari. Sarà perché c'è di mezzo l'Europa che vuole tempi certi in cambio della connessione di finanziamenti, questo corridoio verde vedrà la luce nell'arco di tre anni. Si comincia dalla Germania e dalla Danimarca, probabilmente non a caso più sensibili sul fronte auto elettriche, a cui seguono Francia, Italia, Regno Unito, Norvegia e Svezia.

Come spiegato da Casper Kirketerp-Moller, ceo di Clever, la strada da seguire è quella di rispondere alle esigenze dei consumatori per assicurare un'esperienza affidabile in qualsiasi luogo. Secondo Andreas Pfeiffer, responsabile globale E-Mobility di E.On, la combinazione della rete di ricarica ultra-rapida con le soluzioni già sviluppate per le abitazioni pone le basi per un'adozione dell'auto elettrica su larga scala. Insieme hanno invece spiegato che anche se si tratta di un fenomeno ancora agli inizi, è già da dare per certo un passaggio globale ai veicoli elettrici, tenendo conto sia dei primi impegni presi dall'Unione europea e da singoli Paesi per la sostituzione di automobili alimentati a benzina, e diesel sia del crescente interesse di produttori e consumatori nei confronti delle auto elettriche.

Il principale problema quando si parla di auto elettriche? La sua autonomia ovvero la durata della batteria. Soprattutto nel caso di viaggi di lunga percorrenza può rappresentare un problema non di poco conto e difficilmente risolvibile. A questo si aggiungono le questioni correlate, come l'assenza di un numero adeguato di colonnine ovvero di stazione di rifornimento elettriche di tempi di ricarica. Bene che vada, le colonnine più performanti sono quelle di potenza compresa tra 22 kW e 50 kW che permettono di caricare le batterie in circa un'ora. Il tempo varia comunque a seconda del modello e della potenza erogata dalla colonnina di riferimento.
E in questo caso due sono le soluzioni. Permettere una più ampia ricarica dei modelli e su quetso vi stanno lavorando tutte le casa automobolistiche come vedremo e poi avere più colonnine di ricarica e anche questo in caso le case automobilistiche con il progetto ionity si stanno muovendo per dare 400 colonnine di ricarica in tutta Europa. 
E poi vi sono i progetti delle stesse casa automobilistiche di rendere le proprie auto tutte con una versione elettrica. Le mini dal 2019 si potranno acquistare solo elettriche, mentre nell'ultimo Salone del'Auto di Francoforte 
Volkswagen si è impegnata a invetire 20 miliardi per rivedere la sua intera gamma in versione anche alttrica. 
E questo dorvebbe pian piano risolvere sia il problema dell'autonomia della batteria, ma anche del prezzo visto che al momento sono ancora costeose le auto e le batterie possono fare al massimo 350 Km, ma quando va davvero bene.

Quando l'auto elettrica sarà per tutti?

Inizierà probabilmente ad esserci davvero un grande sviluppo dell'auto elettrica nel 2020, quando le emissionici Co2 per direttiva Ue dovannodiminuire sensibilmente, e poi nel 2030, entro il 2030, quando nazioni come Gran Bratagna, Norvegia. Francia e probabilmente anche la Cina hanno intenzione di bloccare la vendita delle auto benzina e diesel. Inizielmente, però, per l'inquinamento nei prossimi anni ci potrebbero essere secondo alcuni esperti l'accoppiata auto elettriche per la città e per i percorsi più lunghi le auto disel che inquinano meno di quelle benzina.
L'unica nazione in Europa davvero avanti per le auto elettrichegrazie agli incentivi che sono arrivati al 40% è la Norvegia che ora, però, ha il problema del gran numero di auto e veicoli elettrici in circolazione.
e della mancanza di colonnine.

In Italia, la situazione

Sotto abbiamo spiegato nel prosieguo, la situazione e i progetti di colonnine in Italia, ma è interessante notare come secondo una ricerca e sondaggio Findomestic, poco menodel 50%, il 45% considera l'auto elettrica interessante e il veicolo migliore a livello ecologico ma è bloccato nell'acquisto per il 31% per i prezzi alti e il 48% per la mancanza di stazioni di ricarica.  Da considerare che da oi sonos atte comperate nell'ultimo periodo sul parco auto totale lo 0,1% poco più di 1400 auto e veicoli elettrici
E si vorrebbero delle agevolazioni per comprare le auto elettriche, in primisi gli incentivi statali, costi minori sulle assicurazioni, parcheggi a pagamento, pedaggi per le autostrade e l'eliminanazione totale del bollo auto. Misure che sono fatte prese nei paesi Nordici nell'unione Europea, Norvegia in primis

Necessarie più colonnine

Una recente ricerca della Morgan Stanley indica proprio l'assenza di colonnine per la ricarica una delle ragioni della scarsa diffusione di auto elettriche. Sul piatto delle bilancia, un peso minore sembra avere l'evidenza che le auto elettriche non hanno bisogno di cambi d'olio o di altre manutenzioni tipiche dei motori meccanici come la sostituzione di filtri dell'aria, dell'olio e del combustibile, quindi i costi di manutenzione sono inferiori. Eppure, stando alle norme attuali, la ricarica delle auto elettriche si potrà fare entro il 2020 non solo attraverso le colonnine pubbliche installate dai Comuni, ma anche presso le stazioni di servizio tradizionali.

Secondo la nuove regole, nel caso di autorizzazione alla realizzazione di nuovi impianti di distribuzione carburanti e di ristrutturazione totale degli impianti di distribuzione carburanti esistenti, le Regioni prevedono l'obbligo di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica di potenza elevata. Di più: la ricarica all'auto elettrica si potrà fare anche in autostrada. Il decreto prevede infatti che i concessionari presentino entro il 31 dicembre 2018 un piano di diffusione dei servizi di ricarica elettrica. Le stazioni di ricarica veloci autostradali dovranno essere posizionate a non più di 50 chilometri sullo stesso asse viario, mentre per strade urbane ed extraurbane la distanza massima sarà di 20 chilometri. Infine, altre disposizioni riguardano il pagamento, che dovrà essere possibile con carta di credito, e il prezzo dell'energia erogata, che dovrà essere ragionevole, facilmente e chiaramente comparabili, trasparente e non discriminatorio.

Il motore elettrico presente nelle autovetture di questo tipo ha delle rese superiori rispetto al motore termico. Nel caso in cui l'energia elettrica da immettere nel sistema di accumulo è generata da fonti rinnovabili il risultato finale sotto l'aspetto energetico è a vantaggio dei sistemi ad autotrazione elettrica. Nel caso in cui la generazione elettrica è da fonte rinnovabile si può parlare di assenza di emissioni in atmosfera per quanto riguarda la combustione, mentre possono comunque esistere polveri sottili generate dall'usura delle gomme e dell'asfalto e in parte dal sistema di frenata. Lo scarso livello di rumore dei veicoli elettrici migliora le condizioni di inquinamento acustico ed evita la realizzazione di barriere fonoassorbenti.

In italia al momento vi è il progetto di Enel di Evo+ che prevede di inserire nei prossimi 3 anni colonnine extraurbane in tutta Italia, circa 180, mentre 20 in Austria. E le prossime due sono state annunciate anche a Siracusa in piazza D'adda, menre le precedenti trenta sono state inserite nei distributori tra Milano e Roma per permettere di fare questo tragitto e viceversa con l'auto elettrica.

A livello Europeo, è stato, invece, siglato un accordo per delle colonnine di ricarica super veloci tra Volkswagen, Daimler, Bmw, Ford chiamato progetto Ionity che in 20 zone principali del continente per permettere tragitti lunghi collocherà 400 colonnine probabilmente tra i 120-150 Km di distanza. Si incomincierà dalla Germania, e saranno previsti pagamenti con bancomat, carta di credito e cellari per fare tutto in totale autonomia

Batterie delle auto migliorate, il piano Honda

Dall'altra parte oltre le colonnine di cui bigna migliorare la velocità di ricarica ma soprattutto l'installazione e la diffusione, bisogna agire sull'autonomia della batteria. E Honda ha annunciato un di avere come obbiettivo entro 7 anni di sviluppare un parco di auto elettriche con batterie che funzioneranno per 240 Km con una batteria notevolmente migliorata e una veloce ricarica, la metà dei tempi delle ricariche super veloci attuali, che impiegano ciraca 30-40 minuti. La finalità è arrivare a 15 minuti. E potrebbe esserci un accordo del tutto nuovo con una società ancora al momento sconosciuta per farle che sostituirebbe o andrebbe ad affiancare l'attuale collaborazione con Panasonic