Auto, futuro concreto dei motori diesel. Costi gestione in Italia aumenteranno tanto per eliminarli

Non è così semplice capire quale sarà il futuro dell'auto le stessa casa automobilistiche si muovono su più fronti. Cerchiamo di capire cosa sarà del motore diesel e quali sono le soluzioni migliori per inquinare meno

Auto, futuro concreto dei motori diesel.

I motori diesel inquinano davvero di più?


Nel mirino sono adesso finite le auto con alimentazione diesel. Sia l'Italia e sia l'Unione europea stanno studiano misure ad hoc per limitare l'utilizzo perché considerate più inquinanti e dunque dannose per l'ambiente. Dalle nostre parti l'idea di base è legare l'importo del bollo auto all'inquinamento prodotto. Si ricorda che l'imposta si paga per il possesso di una vettura e non per il suo utilizzo: di conseguenza sarebbero coinvolte tutte le auto a prescindere dai chilometri percorsi. A livello europeo, segnala tra l'altro l'entrata in vigore dello standard Wltp (Worldwide harmonized light-duty vehicle test procedure ovvero il ciclo di calcolo armonizzato mondiale) per l'omologazione delle emissioni inquinanti delle automobili. Ma non si tratta dell'unico provvedimento,

Bollo auto più alto in Italia per chi inquina di più

Non sarà comunque semplice riuscire a far passare questa misura ovvero l'introduzione del bollo auto progressivo in funzione della quantità di inquinanti emessi nell'ambiente. C'è infatti un fronte contrario secondo cui a rimetterci sarebbero i possessori di vetture più datate, i pensionati ad esempio, ma anche chi non ha la disponibilità economica per sostituire l'auto vecchia con una nuova. Di conseguenza si tratterebbe di un provvedimento iniquo. Attualmente il parametro di riferimento per determinare la somma da pagare è la potenza del veicolo, così come indicata nella carta di circolazione. Per le auto di potenza superiore ai 100 KW o 136 CV il calcolo va effettuato aggiungendo all'importo base moltiplicato per 100 KW o 136 CV i singoli KW eccedenti i 100 o i CV eccedenti i 136 moltiplicati per l'importo unitario. Non tutti sono però chiamati a pagare il bollo auto. Tra le esenzioni totali o parziali si segnalano quelle relative a

  1. auto ibride
  2. veicoli storici ultratrentennali
  3. auto per disabili, invalidi e portatori di handicap
  4. auto elettriche
  5. auto alimentate esclusivamente a Gpl e metano

Stretta su emissioni a livello europeo: addio al diesel?

Succede invece che a livello europeo si vuole fare in fretta e viene ipotizzato il divieto di vendere auto e moto con alimentazione a combustibile fossile dal 2040 e in parallello l'incentivo a una maggiore mobilità sostenibile. Ma non si tratta dell'unica idea allo studio poiché si valutano anche

  1. la previsione di tariffe di parcheggio differenziate
  2. finanziamenti per il trasporto pubblico locale
  3. incentivi per la diffusione di veicoli elettrici e piste ciclabili
  4. l'alimentazione dei pullman con combustibili alternativi
  5. il congelamento dei mezzi a combustione interna

Ma è presto per parlare di addio ai motori diesel. Per almeno due motivi: come metterla con le accise sul carburante, preziose soprattutto in Italia? Come contenere l'impatto occupazionale sull'industria automotive? Cambiano poi le norme e le modalità di effettuazione dei test per gli autoveicoli omologati dopo con importanti risultati di cui si potrà usufruire a breve e medio termine. Per effetto della stretta sulle emissioni che è contenuta nelle nuove norme europee, a partire dal 2020 dallo scarico dei diesel e dei motori benzina a iniezione diretta Cdi non uscirà in pratica più particolato, uno dei nemici più temibili dell'apparato respiratorio. Lo ha sottolineato l'Associazione per il controllo delle emissioni tramite catalizzatore, che ha analizzato dettagli e positività delle nuove norme europee Real driving emissions (Rde) che prevedono la misura delle emissioni anche in condizioni reali di guida su strada.

Tra le altre novità ci sono la stretta sugli NOx, misurati su strada e non in laboratorio, e che non potranno superare di 2,1 volte quanto certificato per l'omologazione Euro 6 in vigore attualmente con una ulteriore riduzione a 1,5 volte entro il gennaio 2020. Assieme alle norme Rde, come premesso, sono entrati i vigore anche gli standard Wltp che avvicinano i controlli eseguiti in laboratorio a quelli su strada. Come ribadisce Aecc questa novità servirà a rendere i test più vicini alla realtà dell'uso dell0auto, con maggiori velocità sui banchi prova e durate incrementate.

Toyota, obiettivo 5,5 milioni di auto elettriche, ma rimangono tracce di diesel

Basta fin da subito, stop totale alle auto diesel e benzina nonchè gasolio e solo auto ibride puntando anche sulle auto elettriche. E' la decisione drastica di Toyota, che non è l'unica a copitere passi in questa direzione, grandi passi. E finalmente c'è fermento anche in Italia con incentivi, ma anche la prima auto elettrica che si potrà davvero provare e acquistare nei concessionari italiani.

Un altro grande produttore dice addio ai motori diesel e decide di puntare solo sulle soluzioni ecologiche. La mossa di Toyota di scommettere solo sulle auto elettriche sulle ibride stupisce solo fino a un certo punto perché si tratta di una tendenza sempre più diffusa tra le case automobilistiche. E poi, la stessa Toyota aveva già lanciato la gamma Prius con l'Aygo e la C-HR e di conseguenza si tratta solo di un arricchimento del ventaglio delle offerte. Stiamo parlando di un gruppo che in questo segmento di mercato fa la voce da padrone, considerando che il 43% dei veicoli elettrici e ibridi nel mondo porta il suo marchio. Se le ragioni ambientaliste e di contenimento delle emissioni nella scia del piano Environmental Challenge 2050 sono quelle prevalenti nella decisione di dire addio al diesel, è pur vero che il volume di vendite di veicoli alimentati a gasolio si è ridotto.

Che questo sia un mercato in crescita anche in Italia è dimostrato è dai numeri dell'ibrido: +71% di vendite nell'anno appena concluso rispetto a quello precedente. Sono 180.000 le auto ibride di Toyota e Lexus piazzate nel nostro Paese. L'obiettivo dichiarato pubblicata da Toyota è di vendere oltre 5,5 milioni di vetture elettrificate l'anno entro il 2030. E tra questi un milione di veicoli a zero emissioni. Per farlo lancia nelle concessionarie sin da questo mese di gennaio le varianti elettriche delle popolari Auris, Rav4 e Yaris. Continuano poi a essere acquistabili le versioni diesel di veicoli commerciali e fuoristrada ovvero i modelli Hilux, Land Cruiser, Proace e Proace Verso. I riflettori sono puntati anche e soprattutto sulla Prius, l'auto elettrica più venduta.

C'è poi il precendente dell'annuncio di voler fondare una nuova azienda, insieme a Mazda e alla Denso Corporation, responsabile dello sviluppo di nuove tecnologie per le automobili ibride ed elettriche. Si tratta di un passaggio di grande rilievo perché apre nuove prospettive di miglioramento del mercato, nel contesto dell'aumento dell'autonomia della vetture ovvero delle batterie e dell'immagazzinamento dell'energia. Seigo Kuzumaki, numero uno della ricerca e sviluppo di Toyota ha stimato che entro il 2050 i motori a combustione saranno fuori dal mercato per via delle norme sulla riduzione delle emissioni. E il produttore giapponese non vuole evidentemente farsi cogliere in contropiede.

In Italia, Nissan Leaf da provare e comprare

Una possibilità concreta che l'auto elettrica diventi davvero più vicina e accessibile a tutti in Italia, anche da noi, è la Nissan Leaf di seconda generazione un auto che si potrà provare tra pochissimo nei concessionari, ad un costo che dovrebbe essere realmenrte abbastanza accessibike s pinta nell'uso e nell'acquisto da diversi accordi e alleanze come con Enel. E non è un caso che ci sono già 10mila ordini in Europa.

Nissan sembra più avanti sotto diversi aspetti per l'auto elettrica, in modo particolare per la Nissan Leaf, ma non solo

Due colpi in uno: da una parte quello di favorire la diffusione delle sue auto elettrica Nissan Leaf e Nissan Note e-POWER, dall'altra quella di promuovere la mobilità condivisa. Arriva dal Giappone (lo farà dalla metà del prossimo mese di gennaio) la proposta e-share mobi che si basa su un principio molto semplice e differente da quelli fin qui conosciuti. L'automobilista paga solo l'utilizzo effettivo della vettura ovvero il consumo. Nessuna tariffa mensile fissa per intenderci. 

L'Italia per ora deve "accontentarsi" della nuova generazione della Leaf di Nissan che, ricordiamo, è l'auto 100% elettrica più venduta al mondo. Il produttore giapponese ha raggiunto una intesa con Enel, grazie a cui chi acquisterà la nuova Leaf riceverà due anni di ricarica gratis nelle colonnine pubbliche e il kit per la ricarica nella propria abitazione.  Si tratta senza ombra di dubbio di una interessante forma di incentivo all'utilizzo delle auto elettriche che va al di là dei tradizionali sconti per l'acquisto.

Ed è un grande successo proprio per la Nissan Leaf con 10mila ordini, dopo la presentazione ad Ottobre, in tutta Europa e che arriverà a Febbraio nelle concessionarie italiane da provare e poter così verificare e toccare con mano l'auto elettrica che al momento, come scritto, è la più venduto in assoluta.
E gli ordini vanno così bene che la società giappine ha dato il via all'aumentod ella produzione, in modo particolare nello stabilimento inglese, il principale che servirà le nazioni Ue.

Una singola ricarica della Nissan Leaf sarà di 378 Km e come caratteristiche tecniche ha alcune innovazioni interessanti come e-Pedal che permette attraverso il solo pedale dell'acceleratore di gestire il veicolo interamente ed è presenta nel modello base senza ulteriori costi. E poi altre due tecnologie che aiutano nella guida come il ProPILOT Park per il parcheggio automatico completo e il ProPILOT che mantiene l'auto in mezzo alla corsia e controlla la distanza dl'auto rispetto all'altro veicolo davanti per evitare tamponamenti.

La prova Hyundai ix35 Fuel Cell Napoli- Bruxelles

E' arrivata a Napoli il 12 Dicembre, dopo aver percorso 1800 chilometri a partire da Bruxelles la Hyundai ix35 Fuel cell dei carabinieri, che prenderà poi ufficialmente servizio nel comune di Bolzano dove vi è al momento l'unico punto di ricarica pubblico. Installato 3 anni fa, rifornisce 11 veicoli, soprattutto autobus, che hanno percorso in totale 1 milione di chilometri senza inquinare. Durante il tragitto il veicolo si è fermato per fare rifornimento in stazioni provvisorie, visto che quella di Bolzano è l'unica in Italia.

In occasione dell' European fuel cell conference, H2IT ha organizzato un viaggio dimostrativo con una Hyundai ix35 Fuel Cell da Bruxelles a Napoli: 1800 chilometri passando per la prima stazione di rifornimento ad idrogeno installata a Bolzano.

Il viaggio ha toccato anche Firenze e la capitale, il tutto utilizzando come unico combustile il pulitissimo idrogeno. Non si tratta del primo modello di auto ad idrogeno in circolazione in Italia. Infatti a Bolzano ne girano 11, soprattutto mezzi pubblici e presto ne ariverrano altri. 

Hyundai ha anche confermato che nel 2018 presenterà un nuovo modello di auto ad idrogeno.

Sarà forse perché non tutti sono così convinti che le auto elettriche rappresentino la soluzione ottimale in grado di mixare la riduzione delle impatto ambientale, il contenimento delle spese e le prestazioni su strada, ma ecco che sono già allo studio possibili alternative. A

arrivano proprio quando il trend di crescita del segmento elettrico è davanti agli occhi. Siamo ancora lontani, almeno in Italia, dalla possibilità di parlare di boom, ma la rotta è stata già tracciata. Accanto alle auto alimentate elettricamente, iniziano adesso ad affiancarsi quelle a idrogeno. I vantaggi sono di diverso tipo: vengono considerate più amiche dell'ambiente e, dettaglio di primo piano, il combustibile può essere prodotto dai filtri delle sigarette. Stando all'Università di Nottingham, nota in tutto il mondo per la sua vena ecologista, i resti delle bionde sono in grado di produrre celle combustibile a idrogeno.

Idrogeno dai filtri di sigarette

Insomma, con questa scoperta si raggiungerebbero due obiettivi con una sola operazione: il riciclo di uno dei rifiuti per eccellenza e il suo utilizzo a fini produttivi. A mettere la firma sullo studio che potrebbe aprire prospettive di grande rilievo per le auto a idrogeno, sono stati un professore di Chimica dei Materiali, Robert Mokaya, e uno studente universitario della Scuola di Chimica, Troy Scott Blankenship. Tutto è consultabile sulla rivista accademica Energy and Environmental Science, dalla quale si apprende che la chiave di volta è rappresentata dalla presenza di acetato di cellulosa nei mozzicone di sigaretta. I carboni attivi ottenuti mediante un processo di carbonizzazione e attivazione idrotermale, chiarisce Mokaya, sono molto porosi e hanno una capacità di stoccaggio di idrogeno senza precedenti.

Supercondensatore a Los Angeles

Da un continente all'altro, non cambia il senso delle cose perché all'Università di Los Angeles, in California, c'è chi ha realizzato un supercondensatore a celle solari capace di produrre elettricità e assorbire energia con una cella combustibile a idrogeno. In questo caso, l'utilità di questa scoperta ha una ragione ben precisa: la possibilità di ridurre il prezzo delle auto a idrogeno, sicuramente più alto sia dei mezzi alimentati tradizionalmente a combustione e sia dei veicoli elettrici. Proprio questo è uno degli snodi più delicati che sta frenando le case automobilistiche a puntare con decisione su questa soluzione. Superato questo scoglio potrebbero aprirsi le porte del futuro. Rispetto alle auto elettriche, i mezzi a idrogeno hanno l'asso nella manica della maggiore autonomia su strada. La media è infatti di 312 miglia.

Le idee di Richard Kener, autore dello studio californiano, sono chiare: l'idrogeno è un ottimo carburante per i veicoli e, anzi, è il combustibile più pulito, oltre a essere economico e non inquinante per l'aria. Il suo ragionamento è semplice: le persone necessitano di carburante per far viaggiare i loro veicoli e di elettricità per far funzionare i loro dispositivi. Adesso si può produrre sia carburante che elettricità con un singolo dispositivo. Al di là del versante della mobilità e delle soluzioni più intelligenti, l'idrogeno è un biocombustibile molto ricercato perché, reagendo con l'ossigeno dell'aria è in grado di produrre energia elettrica e calore. In buonissima sostanza, viene considerato il combustibile del futuro e, nel caso di abbattimento dei costi, la sua applicazione potrebbe essere su larga scala per affiancarsi alla graduale ma costante diffusione delle auto elettriche.

La visione di Mercedes

Se a parlare c'è un colosso come Mercedes è inevitabile prestare la massima attenzione. Rispetto al passato i cambiamenti procedono con una velocità ben maggiore per cui riuscire a capire come sarà la mobilità del futuro, se non anticipare i tempi, diventa uno snodo fondamentale. E su questo fronte, le idee della casa di Stoccarda sembrano essere estremamente chiare e lo ha dimostrato in occasione della presentazione della la strategia del Gruppo Daimler per i prossimi anni. E lo ha fatto in occasione della conferenza stampa di fine anno, donando così un tocco simbolico all'appuntamento perché in qualche modo si tratta di dire addio al vecchio per salutare il nuovo. E sono allora quattro le strade individuate da Mercedes-Benz Italia sulla mobilità del futuro:

  1. mobilità elettrica
  2. veicoli ibridi
  3. motori diesel, benzina, ISG ed RSG, rete a 48 volt
  4. servizi e-Mobility

Auto elettriche, ibride e tradizionali

Occorre fare un salto indietro di 10 anni, quando Daimler ha lanciato una vettura elettrica di serie: smart fortwo electric drive. Attualmente smart è il primo marchio automobilistico a programmare la conversione completa alla propulsione elettrica, superando il motore a combustione. Con i veicoli preserie della GLC F-CELL, Daimler lancia un chiaro segnale sul futuro della tecnologia delle celle a combustibile. Un ulteriore e decisivo passo in avanti - ricorda Mercedes-Benz Italia - viene compiuto da Daimler con lo sviluppo di un'architettura per vetture elettriche alimentate a batteria, implementabile su differenti modelli. La EQC, il primo modello di serie del nuovo marchio di prodotti EQ, sarà prodotta nello stabilimento Mercedes-Benz di Brema a partire dal 2019.

L'evoluzione del settore delle auto ha portato a dire addio alle batterie al piombo, ingombranti e poco potenti per passare agli accumulatori nichel-metalidrato (NiMH), leggeri e potenti. L'introduzione della tecnologia agli ioni di litio - fa presente Mercedes-Benz Italia - ha rappresentato una pietra miliare nelle soluzioni di accumulo di energia, trasformando la mobilità elettrica in realtà. Lo sviluppo, la produzione e l'integrazione dei complessi accumulatori agli ioni di litio è una delle principali competenze di Daimler. Nel prossimo decennio sono allora attesi ulteriori passi avanti per quanto riguarda le tecnologie delle batterie con l'introduzione di sistemi post-ioni di litio.

Auto elettriche e veicoli ibridi a parte, Mercedes punta sull'ottimizzazione dei moderni motori a combustione. È proprio il motore diesel a fornire un contributo sostanziale per ridurre i consumi a livello di flotta. Nel corso dell'anno ha debuttato sulla Classe S una nuova famiglia di motori a benzina che definisce nuovi standard in fatto di efficienza. Grazie all'elettrificazione ed alla rete di bordo a 48 volt, questa generazione di motori rende possibile una riduzione dei consumi fino a oggi riservata alla tecnologia ibrida ad alto voltaggio.

E la visione di Volkswagen...

Le strategie di Volkswagen per rimanere sempre ai massimi livelli spiegate dalla stessa società. Un grande programma sulle auto elettriche, ma da subito diesel e benzina ripuliti e non soltanto

Per il dopo scandalo del DieselGate Volkswagen spiega la sua strategia che passa certamente dall'elettrico che avrà un ruolo fondamentale come spiegato sotto, ma passerà prima del diesel ripulito con gli stretti parametri rivisti dall'Ue e dagli Usa per arrivare all'ibrido e al metano anche per le auto più piccole senza dimenticare i combustibi8li alternativi, come anche l'idrogeno.

Tutti i canali sono lasciati aperti per capire che direzione prenderà il mercato ed esserne subito protagonisti. E le iniziative degli ingegneri avranno come obiettivo di riuscire a creare piattafrome tecniche diffenti convergenti per diminuire i costi.

13 anni per una rivoluzione completa

Tredici anni. Questo è il tempo necessario per assistere alla rivoluzione. Almeno stando a quello che si sta muovendo in casa Volkswagen. Archiviato non senza difficoltà il cosiddetto ‘dieselgate’ la casa automobilistica tedesca infatti sta seriamente investendo in un mercato destinato a diventare il nuovo eldorado del prossimo futuro. Le auto elettriche, infatti, sembrano ormai pronte a fare il loro prepotente ingresso nei mercati globali e non più vestendo i panni di un oggetto misterioso da trattare con curiosità e quel pizzico di sfiducia che si riserva sempre alle novità prima che sappiano dimostrare il loro valore. Il loro sviluppo procede da decenni, tanto che il primo veicolo elettrico di Volkswagen arrivato sul mercato risale addirittura al 1972. Il T2 Elektro-Tranporter è stato la base di partenza da cui il gruppo tedesco ha iniziato a sviluppare le proprie tecnologie di propulsione elettrica.

Tanto per capire quali sono stati i passi in avanti compiuti fino ad oggi basti pensare che il nuovo modello e-Golf offre trecento chilometri di autonomia e una velocità massima di centocinquanta chilometri all’ora. La rivoluzione green ormai è pronta a far sentire i propri effetti in tutto il mondo e l’obiettivo è quello di realizzarla entro 13 anni. Cioè domani per l’appunto. Una rivoluzione che non potrà che cambiare il mondo, riuscendo magari a contribuire anche a un miglioramento delle condizioni ambientali e di conseguenza anche delle condizioni di vita dell’uomo e delle altre specie viventi.


Alla base del concetto che lega la Volkswagen allo sviluppo delle auto elettriche c’ la voglia di stupire. La nuova gamma verrà immessa sul mercato a partire dal 2020, secondo la road map della casa automobilistica, sarà composta da tre modelli. I.D. avrà una potenza di 170 cv e un'autonomia dai 400 ai 600 Km. Poi sarà il momento di I.D. Buzz con un'autonomia fino a seicento chilometri e una potenza di ben 374 cv. Infine I.D. Crozz, primo SUV elettrico della casa tedesca, questo con un'autonomia fino a 500 km e e 306 cv. Insomma, all'appello manca solo un'utilitaria, ma solo perché è già disponibile oggi, visto che la UP a propulsione elettrica è già sul mercato.

Entro 13 anni, dunque, potrebbe cambiare il mondo e sono molti ad auspicare che la rivoluzione green delle auto elettriche possa finalmente cambiare il mondo. In meglio, ovviamente. Il 2025 sarà un anno fondamentale per il gruppo tedesco, perché proprio quell'anno vedrà l'arrivo dei primi modelli con guida totalmente autonoma, mentre le stime di vendita dovrebbero assestarsi sul milione di unità elettriche all'anno. Investimenti importanti che si aggirano intorno ai venti miliardi di euro testimoniano la reale volontà del colosso dell’auto tedesco di fare sul serio. Il programma di investimenti ha un orizzonte che arriva al 2030 quando la rivoluzione dovrebbe essere compiuta.

In tutto questo, ruolo fondamentale lo avranno anche le stazioni di ricarica, ecco perché il gruppo tedesco sta puntando forte anche in questo settore parallelo, stringendo partnership strategiche con i fornitori di energia elettrica e anche con i concorrenti, tra cui Nissan, Ford, Renault e BMW, per creare una rete sempre più capillare in Europa. In Italia arriveranno circa duecento venti nuovi posti dove fare la ricarica. Tra gli altri traguardi che rientrano in questo processo che ormai è irreversibile, c’è anche quello di abbattere i tempi di ricarica fino ridurli al tempo necessario per fare un normale rifornimento alla classica pompa di benzina come avviene oggi.







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di Luigi Mannini pubblicato il