Auto in panne per gasolio male raffinato. Esposto alla Procura e risposta Eni

Indipendentemente da questa vicenda, vengono in mente i tanti tentativi di raggiri che hanno coinvolto le stazione di rifornimento di benzina e gasolio.

Auto in panne per gasolio male raffinato

Auto in panne per gasolio male raffinato


Il caso del gasolio sporco che avrebbe mandato decine se non centinaia di auto in panne in Salento sta assumendo tutti i contorni del giallo. E con conseguenze tutte da scoprire, considerando che è stata formalmente interessante la procura della Repubblica di Lecce. I fatti sono noti: gli automobilisti delle province di Lecce, Brindisi e Taranto giurano di aver fatto il pieno di gasolio nelle stesse pompe, ma dopo pochi chilometri il motore è andato in avaria senza più accendersi. Il punto è proprio questo: tutti i veicoli - almeno stando alle testimonianze raccolte - hanno subito le stesse conseguenze ovvero difetti alle pompe di gasolio e agli iniettori. Da qui, hanno cercato di risalire alla catena di produzione individuato nella raffineria Eni di Taranto la madre di tutti i problemi. A loro dire, il carburante non sarebbe stato correttamente miscelato o comunque presenta problemi di raffinazione.

Le accuse degli automobilisti, la difesa dell'Eni

Alla luce dell'elevato e imprecisato numero di automobilisti coinvolti nel caso gasolio sporco e dell'interessamento degli organi nazionali di informazione, ecco che Eni è stata costretta a prendere una posizione ufficiale sulla vicenda. Ebbene, il gruppo petrolifero ha rigettato al mittente tutte le accuse sulla raffineria di Taranto. Più esattamente, ha messo nero su bianco come la causa dei guasti alle automobili - sebbene comuni - non possono essere ricondotti all'impianto della città pugliese. Il gasolio distribuito nel territorio, giura Eni, è pulito ovvero rispetta i requisiti necessarie. E tanto per essere chiari e non lasciare spazio ad alcun sospetto, utilizza la parola categoricamente per escludere ogni tipo di responsabilità. Ma i problemi ci sono e sotto davanti agli occhi di tutte ovvero lungo le strade del Salento. Eni promette allora di effettuare tutti i controlli del caso per risalire alla fonte del problema.

Indipendentemente da questa vicenda, vengono in mente i tanti tentativi di truffa (anzi, alcuni sono andati proprio a segno) che hanno coinvolto in passato le stazione di rifornimento di benzina e gasolio. In buona sostanza, cercando di guadagnare il più possibile, c'è chi non si è fatto scrupoli dall'allungare la benzina con acqua o con olio più economico e di certo non benefico per la saluti dei veicoli. L'inghippo è presto detto: si crea più miscela e di bassa qualità, incassando di più dai consumatori ma truffando anche le imposte. Le cronache locali di più parti d'Italia riferiscono infatti di ingenti sequestri di benzina e di denunce per interventi sulle pompe stesse e sui meccanismi di erogazioni con l'obiettivo di far apparire dati falsificati a vantaggio del gestore della stazione di rifornimento.

Insomma, si tratta di un comparto caldissimo da monitorare con attenzione perché il giro d'affari è evidente e tutti, chi più chi meno, si trova spesso nelle condizioni di effettuare rifornimento alla propria automobile. Ed è il caso di ribadire che le denunce sono state il filo conduttore di tante regioni d'Italia, senza troppe distinzioni.







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di Luigi Mannini pubblicato il