Autostrade italiane sono le più care in Europa. E i costi per gestione auto sono da record

L'inchiesta di Milena Gabanelli sulla rete autostradale italiana sulla base dei documenti ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Autostrade italiane sono le più care in

Inchiesta sulla rete autostradale italiana

In Italia c'è un problema di concorrenza nella gestione delle autostrade. Da una parte il governo evita le gare ai concessionari in cambio di opere, ma gli investimenti calano, dall'altra quasi il 70% della rete nazionale è in mano a Atlantia e Gruppo Gavio. E il tutto mentre l'Unione europea voleva più competizione, ma ha prorogato le concessioni. La conseguenza? L'aumento medio annuo dei pedaggi a carico degli automobilisti.

L'inchiesta di Milena Gabanelli sulla rete autostradale italiana

Ma come funziona la rete autostradale italiana? Chi gestisce la manutenzione e incassa i soldi del pedaggio. La fotografia attuale è chiara: alla gestione privata vanno 26 concessioni per 6.000 chilometri mentre l'Anas si occupa di circa 100 chilometri. Più esattamente, tra i privati Atlantia (Benetton) ha 6 concessioni per un totale di 3.020 chilometri, il Gruppo Gavio 11 concessioni per 1.200 chilometri, società controllate da enti pubblici locali e concessionarie minori 8 concessioni per 1.650 chilometri. E i costi, come fa notare Milena Gabanelli, sono aumentati con un bel +2,75% di incremento medio annuo dei pedaggi. E fuori dai confini nazionali cosa succede? Quali sono i costi delle autostrade per gli automobilisti in Europa? E anche su questo terreno non mancano le sorprese se li mettiamo a confronto con quelli italiani:

In Germania, Belgio, Olanda e Spagna sono infatti gratuite. In Austria si paga un abbonamento annuo di 87,30 euro, così come in Svizzera, che è però più basso: 35,60 euro. Ma per avere un raffronto ancora più sintomatico, i 450 chilometri che separano Parigi da Lione in Francia hanno un costo di pedaggio di 33,30 euro. La stessa lunghezza in Italia, da Bologna a Ventimiglia, costa invece 40,50 euro. E il tutto senza dimenticare le concessioni prorogate dall'Unione europea che cristallizzeranno molte situazioni per parecchio tempo: Autostrade per l'Italia (Atlantia) vede spostare i tempi di scadenza dal 2038 al 2042. L'A4 Torino-Milano (Gruppo Gavio) dal 2026 al 2030. E si tratta di una situazione che i giornalisti che hanno effettuato questo approfondimento considerano un controsenso: l'Unione europea voleva appunto più competizione, ma ha prorogato le concessioni.

Documenti ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Dataroom è la striscia curata da Milena Gabanelli per il Corsera. Le uscite sono quattro alla settimana sul sito Internet e sulle pagine social del quotidiano italiano. Ogni puntata ospita un video di 3 minuti a cui si aggiunge un approfondimento corredato da grafici e rimando alle fonti. Dataroom si avvale della collaborazione di tutti i giornalisti del Corsera che di volta in volta affiancano Milena Gabanelli in relazione alle loro specifiche competenze. In questa puntata, sul sito del Corriere, viene affrontato il tema delle concessioni autostradali in Italia, dove i pedaggi sono più alti rispetto al resto dell'Europa. E tra le fonti utilizzate per rendere più solida questa inchiesta ci sono i documenti ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla gestione e le concessione delle autostrade in Italia.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il