Banca Mondiale, prospettive 2018 migliorate in positivo. Il rischio è l'Italia

Perché anche l'area euro, oltre che gli Stati Uniti e i Paesi emergenti, costantemente con il segno più davanti agli indicatori economici, suscita fiducia?

Banca Mondiale, prospettive 2018 miglior

Banca Mondiale, stime crescita mondiale


La Banca mondiale aumenta le stime di crescita per il 2018 tracciando un quadro realativamente tranquilizzante e di una buona crescita, seppur non straordinaria anche eprchè devono essere risolti vari problemi. A suscitare, invece, preoccupazione di diversi esperti e analisti è l'Italia che seppur vista in moderato rialzo dovrà affontare una serie di problematiche molto delicate e rispetto ad alcune di esse da come ne verrà fuori, potrà amentare o meno la fiducia verso anche la nostra nazione, in modo particolare per come andranno o potranno essere risolti i problemi sistemici che ci portiamo dietro da decenni.

Aumenta l'ottimismo delle grandi istituzioni economiche rispetto alle possibilità di crescita delle economie mondiali. E, sorpresa, non riguarda solo gli Stati Uniti, ma anche l'area euro, da sempre caratterizzata da un andamento a doppia velocità. Rispetto alla prima stesura, la Banca Mondiale riscrive le sue stime e invita a mettere in conto un 2018 migliore del previsto. Dall'1,5% iniziale, previsto sei mesi fa, è adesso passata a stimare il 2,1% di crescita. Sono ipotesi e come tali possono variare a ogni rilevazione. Tuttavia segnalano un mutamento di clima ovvero una maggiore fiducia sulla ripresa in tempi stretti dell'economia continentale. Secondo l'ultima edizione del rapporto Global Economics Prospects, la ripresa generale dell'economia mondiale dopo la crisi finanziaria degli ultimi anni è ufficialmente in corso.

Europa e Stati Uniti: stime di crescita a confronto

Ma se il 2018 andrà meglio rispetto alle aspettative iniziali, è pur vero che i due anni successivi non sono considerati particolarmente brillanti. Per la Banca Mondiale si registrerà una frenata (+1,7 nel 2019 e +1,5 nel 2020), ma non tale da compromettere il trend della crescita. Stessa tendenza negli Stati Uniti, ma con numeri leggermente diversi ovvero +2,5% nel 2018, +2,2% nel 2019 e +2,0% nel 2020. Guai però a credere che la situazione sia rosea. Certo, la tempesta è ormai alle spalle, tuttavia la cautela non è mai troppa e la variabile decisiva per potere innescare un processo virtuoso è rappresentate dalla scelta dei prossimi mesi. Più facile a dirsi che a farsi, ma rispetto al recente passato, gli spazi di manovra sono evidentemente ben maggiori.

Le ragioni della maggiore crescita

Ma cosa ha spinto la Banca Mondiale a iniettare questa dose di ottimismo? Perché anche l'area euro, oltre che gli Stati Uniti e i Paesi emergenti, costantemente con il segno più davanti agli indicatori economici, suscita fiducia? Tre i motivi principali:

  1. la ripresa degli investimenti
  2. il rimbalzo della produzione manifatturiera
  3. la stabile crescita del commercio mondiale

Insomma, se si coglieranno le opportunità e si tornerà a investire e scommettere sul capitale umano e fisico per rafforzare la produttività dei Paesi, allora gli sforzi e i sacrifici degli ultimi anni saranno ripagati. In qualche modo, i governi sono davanti a un bivio e le decisioni assunte saranno decisive. Riusciranno ad andare al di là degli strumenti monetari e fiscali per stimolare la crescita di breve termine e considerare iniziative per aumentare il potenziale di lungo termine?