Assegni digitali al via. Cosa cambia dall'assegno cartaceo

L'assegno digitale sostituisce a tutti gli effetti l'assegno cartaceo. Dal punto di vista pratico l'emissione e la circolazione degli assegni rimangono in forma cartacea.

Assegni digitali al via. Cosa cambia dal

Cosa deve contenere il nuovo assegno digitale


Tutte la volta che si versa un assegno in banca, questo viene trasformato in un documento digitale. La procedura è già in vigore e prende i nome di Check image truncation (più semplicemente Cit). Alla base di questa decisione c'è la volontà di ridurre i rischi operativi legati allo scambio materiale degli assegni e alla successiva lavorazione manuale. Ecco dunque che, come spiega l'Abi, l'assegno digitale sostituisce a tutti gli effetti l'assegno cartaceo. Dal punto di vista pratico, è bene precisare che l'emissione e la circolazione degli assegni rimangono in forma cartacea e il versamento avviene come sempre agli sportelli degli istituti di credito.

Cosa deve contenere il nuovo assegno digitale

Almeno nelle fasi iniziali e prima che si acquisti familiarità con la nuova procedura, occorre prestare attenzione a una serie di aspetti, come la presenza delle indicazioni imprescindibili, senza le quali non è considerato valido e dunque non permette a chi lo riceve di incassare la somma indicata: luogo e data di emissione, importo in lettere e in cifre, nome del beneficiario, firma del correntista che emette l'assegno bancario o della banca che emette l’assegno circolare. E attenzione: sugli assegni di almeno 1.000 euro deve essere presente la clausola non trasferibile, comunque già presente sui moduli di assegni rilasciati dalla banca o da apporre a mano.

La stessa Associazione bancaria italiana suggerisce poi tre passaggi supplementari in tema di di digitalizzazione dell'assegno. Innanzitutto compilare l'assegno con una scrittura quanto più possibile chiara e comprensibile. Quindi apporre le firme di traenza e di girata, gli eventuali timbri e le informazioni rilevanti negli spazi appositi, evitando che i vari dati si sovrappongano e diventino difficilmente leggibili. Infine custodire l'assegno con attenzione, evitando che si danneggi o si consumi. E se un assegno non viene pagato, la banca non restituisce l'assegno cartaceo originario, ma una copia cartacea conforme al documento elettronico con le informazioni relative al mancato pagamento.


Attenzione alla truffa delle foto

C'è poi un aspetto che l'Abi mette in luce ed è quello della richiesta di foto di assegni nasconde tentativi di truffa. Sembra infatti che si tratta dell'esca utilizzata da un numero crescente di maintenzionati per raggirare i correntisti. Da qui il consiglio di diffidare di chi chiede di inviare la fotografia di un assegno per completare un acquisto. La scusa solitamente avanzata è quello dell'indispensabilità per procedere a distanza o sul web. Da un punto non si stacca: gli assegni continuano a circolare in modalità cartacea e ci pensano gli istituti di credito a creare le immagini digitali.