Banca Carige, rischi correntisti, risparmiatori. Novità su decisioni Governo oggi giovedì 10 Gennaio

L'incubo del bail in Carige sembra destinato almeno per ora a rimanere tale, ma i cambiamenti sono in realtà dietro l'angolo, anche per azionisti e obbligazionisti.

Banca Carige, rischi correntisti, rispar

Risparmiatori e correnti Carige, cosa rischiano


Novità rischi per chi ha conto corrente, obbligazioni e azioni di Banca Carige e ultime notizie e ultimissime su decisioni Governo Conte, Lega, M5S oggi giovedì 10 Gennaio 2019: La discussione sul piano di salvataggio di Banca Carige sta provocando diverse discussioni all'interno del governo. Stando a quanto riportano le ultime notizie, le intenzioni del vicepremier Matteo Salvini ad oggi giovedì 10 Gennaio sarebbe salvare Banca Carige con una garanzia pubblica statale che può arrivare fino a tre miliardi. Il piano di salvataggio statale dell'istituto bancario non ha chiaramente tardato a suscitare le reazioni del Pd. La reazione dell'opposizione, infatti, con Matteo Renzi in prima fila, non si è fatta attendere e l'ex presidente del Consiglio ha puntato il dito contro l'attuale governo che ha usato soldi pubblici per salvare banche private esattamente come fatto dal precedente governo che per questo era stato attaccato proprio dal M5S. Ma il vicepremier Di Maio ha immediatamente risposto come il piano di questo governo tutela i risparmiatori, contrariamente a quanto accaduto precedentemente quando obiettivo primario è stato il salvataggio delle banche. A conti fatti, però, il decreto salvataggio per Banca Carige non è poi tanto differente dal decreto salvataggio banche del precedente governo.
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Le differenze sono minime: nel piano di salvataggio di Carige, il governo ha seguito il medesimo iter che ha caratterizzato le banche venete (Popolare di Vicenza e Veneto Banca), poi fallite, con gravi ripercussioni su correntisti e risparmiatori. In buona sostanza, lo Stato garantisce emissioni di strumenti di liquidità e prevede l'opzione di accedere a un intervento pubblico precauzionale, al pari di quanto visto con il Monte dei paschi di Siena. L'obiettivo è il salvataggio dell'istituto di credito, ma anche la tutela degli stessi correntisti e risparmiatori, a rischio perdite e con lo spettro del bail in che agita i sonni, di cui si teme la fuga verso altre banche, facendo così finire Carige in una spirale da cui diventa sempre più difficile uscirne. Tuttavia, stando quanto previsto, la garanzia dovrebbe essere sufficiente per far tornare Cassa di Risparmio di Genova e Imperia sul mercato ed evitare che Carige fallisca.

Risparmiatori e correnti Carige, cosa rischiano

Se almeno per ora l'incubo del bail in Carige, in cui i clienti della banca (a iniziare da azionisti e obbligazionisti) sono chiamati in maniera graduale a ripianare le perdite, sembra destinato a rimanere tale i cambiamenti sono in realtà dietro l'angolo. Sono infatti vive le voci che circolano con sempre maggior insistenza di un interesse di Unicredit ovvero di una aggregazione o fusione con Carige. Altri nomi sul tavolo sono quelli di Credit Agricole e Ubi.

Alla base del decreto contenente Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio c'è il mancato aumento di capitale che ha portato Carige a un soffio dal crac. Si tratta dello scenario che l'esecutivo sta cercando di evitare perché in questo caso le conseguenze sarebbero le peggiori possibili, anche per correnti e risparmiatori Carige. Fa però riflettere un altro aspetto perché la la banca non ha attualmente problemi di capitale e la preoccupazione è la perdita di fiducia da parte dei depositanti. Da qui la decisione di un intervento deciso per tentare di spazzare le incertezze.

Banca Carige fallisce, il governo dice no

Al termine di una ispezione della Banca centrale europea, Carige ha visto emergere 250 milioni di euro di perdite su crediti nel terzo trimestre. Per colmare il buco patrimoniale (come capitale totale) il Fitd, cioè il sistema bancario, ha sottoscritto un bond subordinato da 320 milioni di euro. La banca ha chiesto un aumento di capitale da 400 milioni di euro, che il primo socio Malacalza Investimenti ha fatto saltare astenendosi. La Banca centrale europea ha deciso quindi di commissariare l'istituto di credito.

Come messo nero su bianco dall'esecutivo, la volontà è di assumere le iniziative utili a preservare la stabilità e la coerenza del governo della società, completare il rafforzamento patrimoniale già avviato con l'intervento del Fitd, proseguire nella riduzione dei crediti deteriorati e perseguire un'operazione di aggregazione che consenta il rilancio della banca, a beneficio della clientela.