Popolare di Vicenza e Veneto Banca: prossimi passaggi salvataggio ed evitare Bail IN e fallimento.Banche migliori e peggiori 2017

Si va sempre a caccia dei migliori e dei peggiori istituto di credito nel 2017, ben sapendo che gli elenchi sono costantemente provvisori.

Popolare di Vicenza e Veneto Banca: pros

Banche a rischio fallimento Bail in


AGGIORNAMENTO: La vicenda che sta tenendo con il fiato sospeso correntisti, azionisti ed obbligazionisti di Banca Veneto e Popolare di Vicenza, apre scenari preoccupanti sull'intero sistema creditizio italiano. Per questo motivo è possibile consultare un elenco sui migliori e i peggiori istituti di credito nel 2017.

Continuano i vertici operativi e le trattative per salvare Veneto Banca e Popolare di Vicenza con aggiornamenti in tempo praticamente reale per discutere del piano di fusione. Gli interlocutori continuano a essere i funzionari della divisione concorrenza della Unione europea, senza tenere conto delle valutazioni sul capitale, di competenza delle Autorità. I negoziati proseguono seguendo l'indicazione di ridurre l'intervento pubblico da 4,7 a 3,7 miliardi di euro dopo aver contabilizzato i 700 milioni di burden sharing derivante dalla conversione dei bond istituzionali. Il tutto anche per evitare lo spettro della bail in e, peggio ancora, del fallimento.

Migliori e peggiori banche nel 2017

Poi si va sempre a caccia dei migliori e dei peggiori istituto di credito nel 2017, ben sapendo che gli elenchi sono costantemente provvisori. Ebbene, tenendo presente l'indice di solidità patrimoniale, in vetrina finiscono il Banco di Sardegna con il suo Cet1 al 30,4% grazie a un utile di 4,44 milioni di euro, Fineco con Cet1 al 22,9% e utile netto di 51,7 milioni di euro, Banca Mediolanum con Cet1 al 20,1% e utile di 84,9 milioni di euro, Banca Generali con Cet1 al 16,7% e utile di 56,2 milioni di euro, Fideuram Ispb con Cet1 al 16% e utile di 223 milioni di euro. In sintesi:

  1. Banco di Sardegna
  2. Fineco
  3. Banca Mediolanum
  4. Banca Generali
  5. Fideuram Ispb

Da ricordare il più focus di R&S su 377 istituti di credito minori con attivi al di sotto della soglia di 5 miliardi di euro. Ebbene, l'attenzione è alta sulla Banca di Teramo, ma anche sulla Cassa di risparmio di Cesena, sulla Banca Carim, sul Banco Emiliano, sulla Banca di Forlì, sulla ChiantiBanca, sulla Banca Cambiano, sulla Banca Atestina, sulla Cassa rurale della Valle dei Laghi, sulla Cassa rurale di Rovereto, sulla Banca popolare di Puglia e Basilicata.

In questo contesto il Gruppo Cassa Centrale Banca chiude in positivo il 2016 con un totale attivo di 4.028 milioni di euro e un utile netto pari a 18,4 milioni di euro rispetto ai 14,8 milioni di euro del 2015, dopo aver pagato 11,4 milioni di euro al fondo risoluzione crisi banche. Questi i dati emersi in occasione dell'assemblea dei soci per l'approvazione del bilancio d'esercizio 2016. «Siamo soddisfatti dei risultati - ha commentato Giorgio Fracalossi, presidente di Cassa Centrale Banca - che confermano la nostra solidità e capacità di produrre reddito. Il 2017 è un anno importante per il nostro Gruppo che sta coordinando oltre 100 Banche di credito cooperativo e Casse di risparmio italiane verso la costituzione di una realtà nuova".

L'indice di solidità (Cet1 Ratio) si colloca al 24,7% rispetto al 20,68% del 2015 e il valore aggiunto globale risulta pari a 80,8 milioni euro (71,5 nel 2015). Il tasso di copertura del totale dei deteriorati è del 74,1% e quello delle sofferenze del 90%. Borsa Italiana ha ammesso in quotazione, nel segmento Etf plus, il New Millennium Pir Bilanciato Sistema Italia, un fondo gestito da Banca Finnat, per il quale è stato fissato il 24 maggio quale primo giorno di negoziazione.