Banche europee: allarme 6800 miliardi di euro in titoli tossici

Banche Europee in sofferenza e rischi sottostimati a causa dei titoli tossici valutati 6800 miliardi di euro.

Banche europee: allarme 6800 miliardi di

Banche meno sicure: cinque a rischio


Secondo un'analisi della Banca d'Italia le banche europee hanno in pancia ancora titoli tossici per 6800 miliardi, ovvero quei titoli illiquidi iscritti a bilancio che non hanno un valore reale e su cui spesso gli istituti giocano sul valore per far quadrare i bilanci. Si tratta di una cifra enorme, ben più grande dei 549 miliardi precedentemente stimati da Moody's.

La stessa Banca d'Italia, spiega, che gli istituti sono incentivati a utilizzare questa discrezionalità a proprio vantaggio ed è per questo motivo che prima di scegliere una banca sarebbe il caso di valutare maggiormente i titoli tossici piuttosto che quelli detoriati molto meno pericolosi.

L'analisi di Moody's

Attenzione: ci sono cinque grandi istituti bancari che hanno in pancia 549 miliardi di titoli tossici. Una cifra eccessiva a dimostrazione della delicatezza della questione e della necessità di tenere alto il livello di monitoraggio. A rivelare la situazione ovvero a rendere pubblici i nomi degli istituti che non hanno smaltito gli asset illiquidi, eredità del 2007, è stata la società di ricerca di ricerca e finanza Moody's. Il problema della loro esistenza è duplice. Da una parte paralizzano capitale e dall'altra rappresentano fonte di perdita per le banche. Stando alle stime effettuate, solo questi cinque istituti di credito ne accumulate per tre miliardi di dollari nei primi sei mesi di quest'anno. E si tratta di numeri migliori rispetto a quelli esibiti solo fino a pochissimi anni fa.

Banche meno sicure: cinque a rischio

Ecco allora che secondo Moody's, dopo 10 anni il fardello resta pesante

  1. Royal Bank of Scotland (Regno Unito)
  2. Barclays (Regno Unito)
  3. Credit Suisse (Svizzera)
  4. Ubs (Svizzera)
  5. Deutsche Bank (Germania)

Nonostante le vendite, il valore a bilancio è pari a 549 miliardi. Le perdite dal 2011 ovvero il costo per le cinque banche dalla cessione dei legacy assets è invece di 132 miliardi. Le perdite da asset tossici nell'ultimo anno sono invece pari a 10 miliardi.

Intervento da 90 milioni per salvare tre casse

Dall'Europa a casa nostra, per salvare le casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato, il Fondo interbancario di tutela dei depositi ha deciso di spendere altri 90 milioni di euro. Ormai, per raggiungere l'obiettivo manca qualche centinaio di milioni. Ci sono quindi buone possibilità che si riesca a chiudere il cerchio entro il 15 settembre, termine fissato da Credit Agricole CariParma per vedere realizzate le condizioni poste per acquisire le tre banche. Prima fra tutte, la pulizia dai complessivi 1,3 miliardi di crediti deteriorati netti. Lo Schema volontario di intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi gioca un doppio ruolo, intervenendo sia nella cartolarizzazione degli npl, sia nella ricapitalizzazione delle tre casse.

Secondo il progetto di salvataggio, da una parte si accollerà la tranche junior dei crediti deteriorati, per poco più di 200 milioni di euro, dall'altra parteciperà all'aumento di capitale delle casse di risparmio di San Miniato e di Rimini che, altrimenti, rischiano di scendere a livelli patrimoniali da allarme. In questi due tipi di operazione, lo Schema volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi investirà gran parte dei 795 milioni a disposizione. Ma quali sono le banche maggiormente a rischio per via delle sofferenze. C'è una lunga lista che circola da tempo e ha fatto la sua comparsa sui principali media di settore.

A sfogliarlo con attenzione viene fuori che include

  1. Banca di Teramo di Credito Cooperativo
  2. Cassa di Risparmio di Cesena
  3. Unipol Banca
  4. Banca Atestina di Credito Cooperativo
  5. Banca di Pistoia - Credito Cooperativo
  6. Credito Salernitano - Banca Popolare della Provincia di Salerno
  7. Banca Monte dei Paschi di Siena
  8. Banca di Credito Cooperativo "Sen. Pietro Grammatico" - Paceco
  9. Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi
  10. Cassa Rurale della Valle dei Laghi
  11. Cassa di Risparmio di San Miniato
  12. Cassa Rurale Mori-Brentonico-Val di Gresta
  13. Veneto Banca
  14. Cassa Rurale di Rovereto
  15. Banca Carim - Cassa di Risparmio di Rimini
  16. Banca di Credito Cooperativo di Castel Goffredo
  17. Banca per lo Sviluppo della Cooperazione di Credito
  18. Bancasciano Credito Cooperativo
  19. Banco Popolare
  20. Banca Popolare di Vicenza
  21. Banca di Credito Cooperativo del Veneziano
  22. Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano
  23. Banca del Fucino
  24. Banca di Filottrano - Credito Cooperativo di Filottrano e di Camerano

Gli indici patrimoniali valutati nell'identificazione delle banche più sicure e quelle a rischio fallimento sono Cet 1 (Common equity tier 1), Tier1 e Total capital ratio. Il primo è il capitale primario di classe 1. Il secondo è il capitale allargato: comprende il Cet1 più le azioni di risparmio e altri strumenti di capitalizzazione. Il terzo è il totale fondi propri, l'insieme di tutto il patrimonio.