Banche Sicilia, chiudono 21 filiali Unicredit. Le banche a rischio, quelle più sicuri e la crisi del settore

Continua la crisi degli istituti bancari sicialiani, che continuano a chiudere filiali in assenza di clienti. Questa volte rischiano il posto 170 persone di Unicredit

Banche Sicilia, chiudono 21 filiali Unic

Sicialia: chiudono filiali


La crisi delle banche continua, spesso nascosta sotto altre forme fino al giorno stesso della dichiarazione del crac. Le filiali chiudono, come nel caso Unicredit in Sicialia e molte sono ancora quelle a rischio, più in fondo l'elenco degli istituti bancari più sicuri e meno sicuri.

Con la motivazione della digitalizzazione le banche continuano a chiudere imperterrite filiali su filiali, quest'anno in totale sono 800, di cui 21 filiali Unicredit lasciando a casa 170 dipendenti. Grazie infatti alla diffusione degli smartphone secondo gli Istituti Bancari è sempre meno probabile la necessità di recarsi in filiale per le operazioni bancarie.

A far emergere questo problema è Gabriele Urzì, segretario nazionale di Gruppo First Cisl, che definisce la digitalizzazione una moda e che è inaccettabile che le filiali si stiano trasformando in meri punti vendita piuttosto che uffici di servizi per le operazioni bancarie e consulenza. 
Il problema più grande, poi, secondo lui non è tanto la chiusura di queste filiali in grandi centri abitati dove è possibile, tuttavia, trovare un'alternativa e un altro sportello, ma è la chiusura nei piccoli centri, dove spesso, la filiare oggetto della chiusura è l'unica banca a presenziare il piccolo comune.

Il tutto, secondo Urzì, senza considerare che soprattutto nei piccoli centri abitati l'alfabetizzazione digitale delle persone, spesso in maggior percentuale anziane, è veramente bassa e quindi per loro sarebbe impossibile accedere ai servizi bancari.

Il problema della crisi delle banche

Dal prossimo anno i controlli sugli istituti di credito di piccole e medie dimensioni saranno più serrati. L'obiettivo della Banca centrale europea è prevenire i casi di fallimento per stilare un elenco di banche sicure, affidabili e non a rischio. Più nel dettaglio si punta all'unificazione dei criteri per la vigilanza su 3.200 istituti del vecchio continente. Le banche coinvolte in Italia sono oltre 460 di cui 355 attivi nel credito cooperativo. Ma attenzione a quanto accade anche al di là dei confini nazionali: in Germania l'attesa principale riguarda i controlli sulle 1.600 Landesbanken. 

Nuovi criteri Bce: i principali istituti coinvolti

Da tempo - ricorda Antonio Patuelli, numero uno dell'Abi, sono state invocate regole uniche che consentano di costruire l'unione bancaria e di evitare disparità. E la chiave individuata per fare centro è proprio lo Srep, l'analisi dettagliata, condotta dagli ispettori della Vigilanza della Banca Centrale Europea, dei rischi rilevanti a cui le banche sono esposte nel loro business e dei presidi messi in atto per controllarli. Ogni appuntamento con lo Srep ha caratteristiche rimodulate rispetto a quelli delle edizioni precedenti. Stando a quanto comunicato dalla Banca d'Italia, i principali istituti italiani coinvolti dai nuovi criteri della Banca Centrale Europea sono

  1. Banca Mediolanum
  2. Creval
  3. Unipol Banca
  4. Popolare di Bari
  5. Cassa di Risparmio di Asti
  6. Banca Sella
  7. Banco Desio e Brianza
  8. Volksbank

Rimangono naturalmente in vigore le disposizione secondo cui nella gestione di una eventuale crisi bancaria il costo va sostenuto all'interno della banca stessa. Banca centrale europea e Banca d'Italia hanno a disposizione un insieme di misure in funzione della gravità della situazione, che prevedono anche l'avvio della procedura di risoluzione. 

Banche sicure e a rischio fallimento

Fra le ultime analisi su banche sicure e banche a rischio fallimento, si registra quella dell'Università Bocconi per L'Economia del Corriere sulla base dei bilanci pubblici dello scorso anno 2016.

La graduatoria tiene in considerazione la stabilità delle banche ed è stilata sulla base dell'indicatore Cet1 ovvero del rapporto fra il capitale di qualità e le attività ponderate per il rischio, dai crediti alle partecipazioni: Bper 13,80%, Credem 13,70%, Intesa Sanpaolo 12,70%, Banco Bpm 12,30%, Mediobanca 12,27%, Credito Valtellinese 11,78%, Unicredit 11,49%, Ubi Banca 11,48%, Cariparma 11,40%, Banca Carige 11,40%, Popolare di Sondrio 11,09%, Deutsche Bank 9,25%, Mps 8,17%.