Truffa contro correnti italiani, 1 milione di euro già rubati. Quasi senza difese

A dimostrazione di come la cosiddetta truffa dell'Iban sia tremendamente efficace è dimostrato dal milioni di euro che gli hacker sono stati in grado di intascare.

Truffa contro correnti italiani, 1 milio

La truffa dell'Iban a segno


La truffa dell'Iban è davvero pericolosa, dall'altra parte ha colpito migliaia di persone rubando almeno 1 mln di euro solo in Italia, ma diverse altre truffe stanno colpendo con successo.
 

C'è una ragione ben precisa per cui la truffa dell'Iban risulta difficile da contrastare. Gli hacker non agiscono con il solito invio massivo di messaggi di posta elettronica con richieste più o meno credibili per fare cadere nel tranello il più alto numero di utenti possibili. Questa volta intercettano infatti le email contenenti le fatture dei clienti e i pagamenti da effettuare, modificano l'Iban indicato con quello personale e sbloccano la spedizione del messaggio al destinatario. In buona sostanza diventa impossibile riuscire a rendersi conto dell'intrusione se non nella verifica dell'Iban. Ma naturalmente si tratta di un'operazione praticamente impossibile da effettuare tutte le volte.

La truffa dell'Iban a segno

E a dimostrazione di come la cosiddetta truffa dell'Iban sia tremendamente efficace è dimostrato dal milioni di euro che gli hacker sono stati in grado di intascare solo in Italia. Sono infatti centinaia le aziende e i cittadini che sono rimasti impigliati della rete con oltre 1 mln di euro rubato in Italia. E non è appunto semplice capire come fare a difendersi proprio perché la truffa dell'Iban si consuma sottotraccia. A scoprirla sono stati gli uomini della polizia postale in seguito alle segnalazione dei truffati e il collegamento con quanto è accaduto negl Stati Uniti e in altri Paesi del globo è stato pressoché immediato. Una vicenda che, al di là dell'oceano, si è conclusa con una serie di arresti.

Come difendersi dagli attacchi informatici

Il suggerimento è allora quello di iniziare a conoscere termini come carding matematico ovvero la clonazione di una carta, phishing ovvero l'attività di cattura dei dati personali con email o sms, sniffing ovvero la raccolta di dati attraverso il controllo delle comunicazioni. La tecnica più diffusa è quella del phishing. In questo caso i malintenzionati preparano e spediscono messaggi utilizzando il logo dell'istituto di credito e comunicando l'accredito di una somma sul proprio conto corrente. Unica condizione è cliccare sul link segnalato per accedere al servizio online e verificare i propri dati. Ed è proprio questo il passaggio critico, come fa presente la Polizia di Stato, che nasconde la truffa.

Il primo consiglio è di modificare spesso i codici di accesso all'area riservata e controllare con regolarità i movimenti del conto corrente per assicurarsi che le transizioni riportate siano quelle effettuate. I sistemi di notifica messi a disposizione dalle banche possono essere utili per verificare le operazioni. Per connettersi al sito della banca è meglio digitare direttamente l'indirizzo nella barra di navigazione e controllare che il nome del sito sia scritto correttamente.

A altre del momento contro le banche via email o sms

Continuano a dilagare le truffe nei confronti delle banche, in questo caso sia con flase email che con sms truffaldini e sono presi d'attacco i maggiori istituti bancari. Si potrebbe, inoltre, pensare che viste le tante e quotidiane spiegazioni e annunci non riescano e, invece, molti ci cadono ancora

Stanno arrivando come avvisa la Polizia Postale e le stesse banche migliaia di email, più di una email per account per attirare maggiormente l'attenzione dell'utente, dove si dice che ci sono stati degli accediti e delle spese sul proprio conto che occorre verificare. A quel punto viene inserito un link che manda in una pagina molto simile a quella della propria banca dove si chiede di inserire i dati che vengono catturati in questo modo dai truffatori.

La dinamica degli sms è molto simile. Vengono scritti sms dove si indica che è stato attivato un nuovo servizio di homebaking e che per attivarlo bisogna accedere nuovamente al proprio servizio (o anche per disattivarlo) oppure viene chiesto di resettare le proprie credenziali. E anche qui viene isnerito u link fraudolento.

Fantomatici sms non solo dalle banche

E' differente dalle altre perchè non avviene via email o attraverso Facebook o altri strumenti social, ma via Sms con un messaggino che annuncia il rimborso di una fantomatica iva del 22% deciso da Equitalia.
L'unica azione che viene chiesta all'utente è di linkare sul sito della banca di Cariparma che in realtà sembra identico a quello originale, ma già dall'url è chiaramente diverso ovvero www.cari-parma.it.

A quel punto se l'utente inserisce i suoi dati, i truffatori hanno in mano username e password del contocorrente e ne possono rubare i soldi liberamente.

Al momento la denuncia di questa nuova truffa via sms è stata fatta dallo Sportello dei diritti,
associazione dei consumatori, a cui è seguita la conferma e l'allarme della Polizia Postale e sembra essere legata solo a Banca di Parma.
Ma è fortamente probabili che analoghi sms siano inviati con nomi di altre banche o che lo potrebbero essere in futuro.
Massima attenzione, dunque, e occorre appena si riceve un sms del genere non fare nulla, non seguire il link e denunciarlo online alla Polista Postale.

Truffe online, statistiche peggio che le rapine

C'è un problema di base che riguarda le frodi creditizie. Qualunque siano le regioni e le città più colpite si tratta di un problema che viene troppo spesso sottovalutato. Eppure, dinanzi agli 11.000 casi rilevati dell'Osservatorio Crif occorrerebbe avviare una riflessione più completa. Anche perché l'importo medio rilevato nei primi 6 mesi di quest'anno è stato pari a 7.047 euro per un valore stimato in oltre 80 milioni di euro. E poi, per quanto riguarda la tipologia di finanziamento oggetto di frode, il prestito finalizzato continua a essere preso maggiormente di mira con il 56,5% dei casi che interessano questa tipologia di prodotto creditizio. C'è da essere preoccupati? Sì perché il trend è in ascesa. Nello stesso periodo dei due anni precedenti la media è stata di circa 8.000 unità.

Insomma, la tendenza delle frodi creditizie è in costante aumento, a differenza di quanto accade con le tradizionali rapine. Queste appartengono al passato se nel corso del 2016 ne sono state commesse 360 che hanno fruttato un guadagno di 29.500 euro. La continuità è rappresentata dalla regioni in cui si registra il maggior numero di frodi creditizie. Al pari dello scorso anno, anche in questo periodo l'ordine della classifica non cambia:

  1. la Sicilia con il 18,4%
  2. la Campania con il 16,4%
  3. la Puglia con il 11,5%
  4. la Lombardia con il 10%

La 25esima edizione dell'Osservatorio svela anche che sono colpiti soprattutto i più giovani. I maggiori incrementi hanno riguardato la fascia compresa tra i 18 e i 30 anni e quella tra 31 e 40 anni mentre è diminuita l'incidenza tra i 51 e 60 anni e tra gli over 60. Si acccennava al prestito finalizzato come principale tipologia di finanziamento oggetto di frode. A seguire ci sono quelle perpetrate su carte di credito, quindi il prestito personale. A rivelarsi interessante è anche la graduatoria delle principali categorie di beni e servizi acquistati attraverso un finanziamento ottenuto fraudolentemente:

  1. elettrodomestici 38,0%
  2. elettronica-informatica-telefonia 3,6%
  3. consumi/abbigliamento/lusso 3,6%
  4. arredamento 5,0%
  5. auto-moto 9,1%
  6. spese per immobili/ristrutturazione 8,4%
  7. travel/entertainment 3,4%
  8. finanziarie/assicurazioni 0,5%
  9. trattamento estetico/medico 4,2%
  10. spese professionali 0,6%
  11. altro 23,7%

L'importo medio è stato pari a 7.047 euro per un valore stimato in oltre 80 milioni di euro. Capitolo tempi di scoperta delle frodi, secondo i dati relativi al primo semestre dell'anno, da un lato quasi il 60% viene alla luce entro 6 mesi, dall'altro continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e addirittura 5 anni prima. Dallo studio emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi riguardano cosiddetti small tickets mentre quelli di frode con importi superiori ai 10.000 euro hanno bisogno di tempi più lunghi per essere individuati. Per uno su cinque si superano i 5 anni.

A detta di Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif, frodi creditizie e truffe online stanno diventando la nuova piaga del crimine. Se le rapine in banca sono in diminuzione, si registra l'ascesa di nuove tipologie di reati che sfruttano la tecnologia e la possibilità di effettuare operazioni online.

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