Banche, prepara una nuova Commissione d'Inchiesta il M5S

Il Governo si muove per difendere i consumatori sia per le banche fallite che per eventuali potenziali truffe subite.

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Il Governo vuole fare di più per tutti


L'obiettivo è indagare sulle sofferenze e sullo smaltimento dei crediti deteriorati imposto dalla Banca centrale europea. Ma il disegno di legge depositato dal Movimento 5 Stelle in Senato per la formazione di un nuova commissione bicamerale d'inchiesta serve a individuare eventuali comportamenti illeciti nei cofnronti dei consumatori. Idee chiarissime perché l'organismo di nuova formazione sarà chiamato a verificare le cause di incompatibilità e di conflitto di interesse per i piani altissimi di Banca d'Italia, Consob, Ivass e Covip e approfondire il tema delle sofferenze bancarie. Non solo, ma stando a quanto si legge nel testo, sono incluse le indicazioni e l'operato della Banca centrale europea nei confronti dei consigli d'amministrazione delle banche su tale questione. Tra i firmatari c'è anche il giornalista Gianluigi Paragone, secondo cui occorre monitorare e scandagliare gli Npl, una delle criticità per i piccoli imprenditori, e per capire la genesi di certe sofferenze.

Verso la cancellazione dell'onere della prova a carico del risparmiatore

Il governo ha ufficialmente riaperto il dossier delle banche fallite e del risarcimento per i risparmiatori e sta adesso studiando nuove forme per rimborsarli. L'intenzione è di lavorare sul fondo aggiuntivo da 100 milioni di euro in quattro anni che ha già ottenuto il via libera unanime dal Parlamento con l'ultima manovra. In merito ai rimborsi ai risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie italiano, il contratto sottoscritto da Movimento 5 Stelle e Lega prevede che i risarcimenti siano allargati anche ai piccoli azionisti delle quattro banche poste in risoluzione (Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti) e degli istituti di credito Veneto Banca e Popolare di Vicenza con l'utilizzo effettivo di risorse, come da legge vigente, provenienti da assicurazione e polizze dormienti.

Non solo, le indiscrezioni di questi giorni riferiscono che il governo potrebbe eliminare l'onere della prova a carico del risparmiatore. Significa che nel caso di acquisti di obbligazioni prima del 2007, possono rivelarsi difficili. Con questo ritmo sarà necessario più di un semestre affinché l'autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone passi al vaglio tutte le richieste. Già, perché in questo contesto la macchina dei rimborsi, a distanza di più due anni, lavora ancora a pieno ritmo per garantire un indennizzo ai risparmiatori delle quattro banche e delle due banche venete.

Ecco allora che mentre il governo sta già studia come rimettere mano al fondo aggiuntivo da 100 milioni in 4 anni approvato all'unanimità dal Parlamento con l'ultima legge di Bilancio, le procedure per il ristoro forfait all'80%, erogato direttamente dal Fondo di solidarietà, sono ancora in corso e sono rivolte ora ai piccoli investitori di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, mentre iniziano ad arrivare i primi indennizzi al 100% per chi si è rivolto all'arbitro Anac): hanno già avuto esito positivo 301 ricorsi, con la liquidazione, sempre attraverso il Fondo, di oltre 11 milioni di euro.

Cosa si è già ottenuto

I dati del Fondo interbancario rivelano che il ricorso all'arbitro dell'Autorità Anticorruzione dei micro-investitori ha fatto ottenere una compensazione di 11,64 milioni di euro. Di rilevante c'è allora che il risarcimento è stato completo: nessun centesimo dei 301 risparmiatori ricorrenti di Banca Etruria, Banca delle Marche, CariChieti e CariFerrara ovvero delle quattro banche fallite tre anni fa, sono andati persi. Gli investimenti in obbligazioni subordinate è stato recuperato.

Tuttavia è bene precisare che non a tutti i risparmiatori traditi è però stato riconosciuto il 100%. A quelli di Etruria è andato finora in totale il 70% di quanto richiesto ovvero 302 domande accolte su 359, che hanno ricevuto 8,5 milioni di euro su 12 chiesti di rimborso. A quelli degli ex clienti di Carife che hanno ottenuto solo il 37% di quanto chiesto ovvero 991.000 euro su oltre 2 milioni e mezzo sulla base di 158 domande di cui ne sono state accolte 116. Per Carichieti e Banca Marche i dati registrano 876.000 euro su 1 milione e mezzo di euro per il la prima e 8,2 milioni di euro su quasi 15 milioni di euro per il secondo istituto di credito.

Da parte sua, l'esecutivo ha manifestato l'intenzione di tutelare i truffati dal sistema bancario. La priorità individuate è la definizione dei criteri per i risarcimenti legati al danno effettivamente subito. Significa che le strade del click day o dell'ordine cronologico che penalizzerebbero i truffati che si muovono con meno facilità sul web. Tra le ipotesi in pista c'è anche quella di istituire una cabina di regia per regolare tempistiche e universalità del criterio di risarcimento. La volontà è comunque quella di ascoltare tutte le istanze di chi è stato truffato dalle banche con il governo che si è dichiarato pronto a lavorare a risarcire nei tempi più brevi possibili chi ha subito un danno ingiusto.

Cosa si era detto...

Nessuno sconto da parte del vicepremier Luigi Di Maio: le banche devono pagarla cara. Le parole pronunciate al termine della visita a Gioia Tauro nello stabilimento dell'imprenditore Nino De Masi non lasciano di certo indifferenti, per la semplice ragione che a pronunciarle è stata un'altissima carica istituzionale. Ma per Di Maio si tratta di un passaggio inevitabile perché parte del sistema degli istituto di credito avrebbe avuto un atteggiamento arrogante infischiandosene dei risparmiatori e dello Stato. Come si tradurrà in atti concreti questa presa di posizione è tutto da scoprire, ma per ora resta la direzione indicata: ridurre l'arroganza di certe organizzazioni, illegali e legali.