Bpvi, chi non ha restituito prestiti sono 100 famosi. Cittadini comuni rimasti con nulla

Tra i calciatori coinvolti nella società Champions Re ci sono anche Vincenzo Iaquinta, Sebastian Giovinco, Nicola Amoruso e Matteo Guardalben.

Bpvi, chi non ha restituito prestiti son

Bpvi, grandi debitori sono gli stessi


I grandi debitori sono sempre gli stessi, sono 100 da claciatori a costruttori a società di lusso che non hano restitituito i soldi come spiega Rossi a Bpvi facendola fallirre

Tutto messo nero su bianco proprio come richiesto. L'elenco dei 100 grandi debitori della Popolare di Vicenza è adesso nelle mani della Commissione bicamerale d'inchiesta parlamentare e solo fino a un certo punto è lecito rimanere sorpresi da quanto si legge. Perché tra imprenditori della moda e costruttori sono i soliti nomi quelli che circolano. Al massimo, ma poi neanche tanto, può meravigliare la presenza di ex calciatori. Messe le scarpette al chiodo, cercano di avviare attività facendo fruttare i guadagni da favola incassati nella carriera. Peccato però che anche anche parte di loro, dopo aver percepito generosi finanziamenti, sono adesso finiti nella lista dei 100 debitori più esposti con la Bpvi, guidata all'epoca da Gianni Zonin, adesso indagato per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.

Ecco allora una dopo la società dei grattacieli Sorgente Group, quella di ex calciatori Champions Re (coinvolti anche Vincenzo Iaquinta, Sebastian Giovinco, Nicola Amoruso, Matteo Guardalben e il procuratore Claudio Pasqualin), Burani, quella di costruzioni Ginori Real Estate di Luca Parnasi. Tutte loro sono però alle spalle di Nsh, al primissimo posto della classifica con i suoi 82 milioni di euro di prestito trasformati in sofferenza. Per la Commissione bicamerale d'inchiesta parlamentare, in comune c'è di aver contribuito al crac dell'istituto veneto. Ci sono anche il gruppo Acqua Marcia, la Etruria Investimenti, una delle società legate ai consiglieri di Etruria e indebitate con la banca aretina, la Pari srl, la Tirrenia Navigazione, la Monte Mare Grado che fa riferimento a Maurizio Zamparini, altro nome noto nel mondo del calcio.

Ma che dire del Consorzio per lo sviluppo industriale dell'Aussa Corno, partecipato dalla Regione Friuli o l'Area Stazione spa, che fa capo al Comune di Parma? Tra i tanti casi si segnala quello dalla famiglia Ravazzolo impegnata nel settore del tessile. L'esposizione è per oltre 90 milioni di euro. A tal proposito, provando a dare qualche numero per inquadrare la situazione, Champions Re è esposta per oltre 23 milioni e mezzo di euro, quella del costruttore Luca Parnasi per 16 milioni e 400.000 euro.

Crediti deteriorati, smaltimento più veloce

In questo contesto è in graduale aumento la velocità di smaltimento delle sofferenze degli istituti di credito. A segnalarlo è la Banca d'Italia nella nota di Stabilità finanziaria e di vigilanza secondo cui la quota di posizioni chiuse entro un anno dall'ingresso a sofferenza, scesa sino a un minimo del 20 per cento nel 2012, è risalita al 38 per cento per le posizioni aperte nel 2015. In termini di importi, il rapporto fra l'ammontare delle sofferenze chiuse in ciascun anno e lo stock esistente all'inizio del periodo, che aveva toccato il minimo nel 2013 (6 per cento), nell'ultimo triennio è stato sempre superiore all'8 per cento, attestandosi al di sopra del 9 per cento nel 2016. L'Abi invece precisa nel suo ultimo rapporto che le sofferenze nette a settembre si sono attestate a quota 65,8 miliardi di euro.