Conti correnti 2020 tassata la liquidità e aumento dei costi bancari

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Conti correnti 2020 tassata la liquidità

Tassata la liquidità sui conti correnti 2020

A risultare danneggiati ovvero ad affrontare costi maggiori alla fine dell'anno sono quindi partite Iva e liberi professionisti ovvero lavoratori autonomi.

La strategia seguita dalle banche è sempre la stessa e a rimetterci sono i correntisti ovvero clienti privati, partite Iva e professionisti e aziende che vedranno maggiormente tassata la propria liquidità. I passaggi che portano all'aumento dei costi bancari nel 2020 sono estremamente chiari.

La Banca centrale europea sceglie la strada monetaria dei tassi negativi? Ecco che gli istituti di crediti aggravano gli oneri sui conti correnti e sui conti deposito. Non solo, ma anche le banche che operano esclusivamente online sono adesso un po' meno interessanti perché la gratuità di molto servizi non è più assicurata e le distanze con i conti correnti fisici si sono inesorabilmente accorciate.

A risultare danneggiati ovvero ad affrontare costi maggiori alla fine dell'anno sono quindi partite Iva e liberi professionisti ovvero lavoratori autonomi, ma anche le aziende, come potranno verificare al termine del 2020 in rapporto ai 12 mesi precedenti. Vediamo allora cosa sta cambiando in questo 2020 e più precisamente

  • Tassata la liquidità sui conti correnti 2020
  • Aumento dei costi bancari partite Iva e professionisti

Tassata la liquidità sui conti correnti 2020

Cosa sta quindi succedendo ai conti correnti italiani 2020 e perché clienti privati (semplici cittadini), partite Iva,  professionisti  e aziende sono chiamati ad affrontare maggiori costi di gestione? Molto semplicemente, gli istituti di credito hanno deciso di aggravare i costi, soprattutto per quei depositi con liquidità più alta.

C'è chi parla di scaricabarile perché all'origine c'è l'azzeramento (e anche meno) dei tassi sui depositi bancari sulla Banca centrale europea con gli istituti di credito che recuperano le perdite sui clienti tirando in ballo il cosiddetto salvataggio di sistema.

Alla fine dei giochi gli istituti di credito decidono di limitare o evitare gli ammanchi - la stima è di 25 miliardi di euro negli ultimi cinque anni - e per farlo ritocca verso l'alto le condizioni contrattuali proposte a partite Iva, professionisti e aziende, con particolare riguardo a chi dispone di maggiore liquidità. E come accennato, queste scelte coinvolgono a pieno titolo anche le banche online.

Provando a fare qualche esempio concreto sulla liquidità in giacenza c'è chi ha fatto notare l'applicazione di costi mensili sulle giacenze ovvero 1 euro fino a 5.000 euro, 2 euro fino a 10.000 e 4 euro per gli importi più elevati. 

Il vero problema che in molte banche, le voci non sono chiare e i soldi vengono prelevati sulla giacenza di liquidità tra le varie spese e costi senza che ce se ne si accorga facilmente.

Aumento dei costi bancari clienti privati, partite Iva e professionisti

C'è quindi un problema di fondo alla base dell'aumento dei costi bancari per clienti, partite Iva e professionisti nel 2020. I rincari sono maggiori dall'inflazione e per il risultato finale per il correntista è paradossale: non solo la liquidità non rende, ma finisce per rappresentare una spesa.

Come viene fatto notare, i tassi negativi imposti della Banca centrale europea hanno rotto l'equilibrio tra costo per l'istituto di credito del servizio offerto e condizioni economiche applicate.

Ma non ci sono solo le spese sulla liquidità in giacenza, più diffuse ancora sono gli aumenti delle spese per i conti correnti sia online che tradizionali. Ecco infatti il canone di 12 euro annuo sul conto online e la cifra di 16,3 euro aggiuntivi richiesti per la gestione dei conti base, ma si trattano solamente di alcuni esempi.

Le voci principali oggetto di aumento sono il canone annuo, il costo dell'assegno singolo, i bonifici online, il canone annuo della carta di credito, il prelievo Atm da una banca differente dalla propria e prelievo in un istituto di credito in un Paese dell'Unione europea.

Una in particolare è la voce che fa la differenza: +29% per i bonifici disposti allo sportello. Il costo medio è aumentato dai 2,91 euro iniziali ai 3,94 euro del 2020.

Queste variazioni riguardano sia le banche tradizionali che quelle online, ma queste ultime sono oggetto di ulteriori rincari: movimenti e prelievo contanti allo sportello e bonifici disposti allo sportello. In questo contesto di aumenti, il canone annuo della carta di credito è comunque mediamente calato da 22,77 euro a 21,66 euro e dunque di circa il 5%.

Costi Pos per carte di credito in aumento per professionisti e partite ive

A completamento degli aumenti a carico dei costi bancari per partite Iva e professionisti si segnalano quelli relativi al Pos.

Lo Stato spinge i consumatori a utilizzare di più carte e bancomat e di meno i contanti. Ma per il venditore installare un Pos ha un prezzo variabile da 100 a 200 euro in base ala banca, a ci aggiungerne altrettanti per la futura disinstallazione.

E crescono anche i costi fissi del canone mensile da versare agli stessi istituti di credito, variabili in media da 30 a 60 euro. Da versare appunto ogni mese a a cui aggiungere le spese per le commissioni che sono sempre molto alte, anche quand si va trattare, soprattutto quando l'importo medio dello scontrino risulta piccolo.