Stato preleva soldi dimenticati in banca e conti correnti bloccati da Ue in diversi casi

L'importanza di una corretta gestione del conto corrente per evitare spiacevoli sorprese. Attenzione al grado di sicurezza del proprio istituto di credito.

Stato preleva soldi dimenticati in banca

Soldi dimenticati, come recuperarli


Occorre traovare una soluzione per lo Stato che preleva i soldi dimenticanti in banca dai cittadini perchè occore che almeno ci siano delle regole giuste e chiare per evitare storie paradossali ed equivoci ai limite del diritto. Non solo. Occorre prestare molta attenzione alle norme in fase avanzata che potrebbero arrivare presto da Ue per il blocco dei conti correnti in dversi avanti 

Può capitare di dimenticare soldi nel proprio conte corrente o nel libretto di risparmio e non ricordarsene più. Può succedere perché le somme non sono molto elevate e non si hanno più rapporti con la propria banca, o semplicemente perché si muore. E stando ai dati più recenti, secondo cui sono circa 2 miliardi di euro gli importi lasciati negli istituti di credito tra polizze, assegni, libretti di risparmio e conti non movimentati, si tratta evidentemente di un fenomeno molto diffuso. Anche perché, normativa alla mano, le banche non sono chiamate a contattare gli eredi e informarli dell'esistenza di un tesoretto, piccolo o grande che sia. Questi soldi finiscono così nei forzieri dello Stato. Almeno in teoria dovrebbero essere utilizzati per indennizzare i risparmiatori vittime di imbrogli. Nella pratica sono impiegati per altri scopi.

Soldi dimenticati, come recuperarli

Nel 2005 è stato costituito un fondo per i risparmiatori vittime del default dell'Argentina, alimentato da conti correnti e polizze assicurative dormienti. Vengono definiti tali i rapporti contrattuali sui quali non sia stata effettuata alcuna operazione da parte del titolare o di terzi da questo delegato, per almeno 10 anni. Secondo l'ultimo Rendiconto generale dello Stato, risalente a due anni fa, nelle casse pubbliche sono arrivati 141,90 milioni di euro sia da polizze e sia da conti correnti dormienti. La Consap è la società del Tesoro che ha il compito di gestire i rimborsi. Dal 2010 al 2016 sono stati restituiti 215,6 milioni di euro. Volendo entrare ancora di più nel dettaglio, le somme dimenticate sono state pari a

  1. 184 milioni di euro nel 2013
  2. 203 milioni di euro nel 2014
  3. 142 milioni di euro nel 2015
  4. 101 milioni di euro nel 2016

Ma è possibile rientrare in possesso dei soldi dimenticati? Sì, ma secondo tempistiche ben precise. Più precisamente si hanno a disposizione 10 anni per recuperarli dallo Stato.

Allarme Unione europea per blocco dei conti

C'è poi un'altra questione che sta tenendo sotto scacco l'Unione europea. Si tratta della corsa agli sportelli dei risparmiatori di una banca in odore di fallimento. Uno scenario per nulla rassicurante anche per la paura del contagio. L'idea che sta circolando per limitare l'impatto, se ce ne fosse bisogno, è l'introduzione del blocco temporaneo dei conti correnti da 5 giorni a 20 giorni lavorativi in base alla situazione. E, dettaglio di primissimo piano, sarebbero coinvolti anche i conti inferiori a 100.000 euro, quelli che generalmente sono tenuti da parte in operazioni di questo tipo. Persone fisiche e piccole e medie imprese titolari di depositi sono infatti chiamate a rispondere al fallimento della banca se l'importo del conto corrente sfonda il tetto di 100.000 euro.

Se una banca va in crisi, in base al bail-in, dovranno pagare nell'ordine gli azionisti, chi ha sottoscritto obbligazioni subordinate, chi ha sottoscritto obbligazioni ordinarie, i correntisti al di sopra dei 100.000 euro che salgono a 200.000 euro nel caso di conto cointestato. Non dovranno pagare i correntisti fino a 100.000 euro e i possessori di obbligazioni garantite ovvero i covered bond. Sono fuori dal bail-in anche i debiti verso i dipendenti il fisco, gli enti previdenziali e i fornitori, i possessori di Btp, oltre che di titoli e azioni che non siano quelli della banca in crisi, i titolari di cassette di sicurezza.

E a proposito di banche sicure e banche a rischio fallimento, sempre al centro dell'attenzione e di aggiornamenti, vale la pena ricordare la classifica elaborata dall'Università Bocconi. La graduatoria tiene in considerazione la stabilità degli istituti di credito operanti nel nostro Paese ed è stilata sulla base dell'indicatore Cet1 ovvero del rapporto fra il capitale di qualità e le attività ponderate per il rischio, dai crediti alle partecipazioni: Bper 13,80%, Credem 13,70%, Intesa Sanpaolo 12,70%, Banca Popolare di Milano 12,30%, Mediobanca 12,27%, Credito Valtellinese 11,78%, Unicredit 11,49%, Ubi Banca 11,48%, Cariparma 11,40%, Banca Carige 11,40%, Popolare di Sondrio 11,09%, Deutsche Bank 9,25%, Monte dei Paschi di Siena 8,17%.







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di Luigi Mannini pubblicato il