Intesa Sanpaolo, modifiche importanti. Così come per clienti di tutti istituti

Nella seconda metà di febbraio è atteso il piano industriale dell'istituto di credito che aggiorna il precedente esaurito alla fine dello scorso anno.

Intesa Sanpaolo, modifiche importanti. C

Intesa Sanpaolo, al via grandi manovre


Oltre alle cosidette grandi manovre che vedranno impegnate Intesa Sanpaolo, ci sono anche cambiamenti importanti per tutte le banche sia per quanto riguarda il risiko bancario, ma soprattutto per le nuove regole per i clienti, oltre che per servizi e costi.

Fari puntati su Intesa Sanpaolo perché in pentola bollono novità sia nel breve e sia nel lungo periodo. A iniziare dalla fusione sempre più chiacchierata ei due poli di gestione del risparmio del gruppo dell'istituto di credito. Ma se queste sono aspettative che solo il tempo dirà se saranno soddisfatte o meno, dall'altra Mediobanca Securities registra una valutazione di circa 21 miliardi di euro di Eurizon e Fideuram. Più esattamente, 15 miliardi di euro per la prima e 6 miliardi di euro per la seconda. Ed ecco allora che l'investment bank Mediobanca Securities si dice convinta che una eventuale integrazione avrebbe conseguenze di tutto rispetto in quanto consentirebbe di creare sinergie di costi e ricavi. Ma poi, la sua non è una semplice riflesione, ma un auspicio a portare a termine questa operazione. A questo punto non resta che attendere il nuovo piano industriale per conoscere i dettagli di tutte le strategie.

Grandi manovre per Intesa Sanpaolo

A detta di Mediobanca Securities la vendita del 30% del business del wealth management in caso di necessità di risorse per finanziare un deal rilevante o per migliorare i profitti di gruppo tramite l'acquisizione di asset che danno utili a una valutazione più bassa. Conti alla mano, Fideuram può vantare 90,1 miliardi di euro in fondi e gestioni mentre Eurizon a 308,4 miliardi di euro. Insieme mostrerebbero perciò un totale di 398,5 miliardi di euro. Ma non si tratta della sola operazione in cantiere perché in ballo c'è anche la possibile unione tra le reti di consulenti del gruppo. Si tratta di Banca Fidueram, Intesa Sanpaolo private banking e Sanpaolo Invest. E che qualcosa si stia muovendo in questa direzione è dimostrato dall'unione di tutti e tre gli uffici, finora in luoghi separati, in una sola sede. In ogni caso, a breve saranno rivelati i dettagli tanto attesi dal mercato finanziario.

Così Intesa Sanpaolo guarda ai giovani

In questo contesto di continua evoluzione e aspettando nella seconda metà di febbraio il piano industriale che aggiorna il precedente esaurito alla fine dello scorso anno, l'istituto di credito prova ad allargare la base dei suoi clienti e guarda ai giovani. Anzi, ai giovanissimi con un conto corrente ritagliato su misura degli under 18. Si chiama XME Up e come regalo di ingresso in attesa della maggiore età c'è l'album dei calciatori Panini. Proprio quello a cui tutti, chi più chi meno, hanno dedicato tempi e risparmi per comprare le famose bustine con gli adesivi da applicare sulle pagine dell'album. Intesa Sanpaolo aggiunge anche 500 figurine e un pallone Adidas.

A parte gli extra, il conto si caratterizza per essere a canone zero fino al compimento della maggiore età. Accanto al conto corrente vero e proprio sono poi presenti alcuni servizi aggiuntivi, accessibile sia via web dal computer fisso e sia via app da dispositivi mobile, come XME Salvadanaio per la definizione di obiettivi di risparmio, e il parental control, utile per i genitori per monitorare i movimenti bancari.

Mifid II cambio importante per tutte le banche e clienti

E' entrato in vigore, esattamente giorno 3 di Gennaio, il nuovo regolamento Mifid II. I distributori di prodotti finanziari devono fornire ai propri clienti e ai risparmiatori informazioni più approfondite sui target market e costi dei prodotti finanziari venduti ai propri investitori. Inutile far finta di nulla, siamo davanti alla più rilevate riforma regolamentare dei mercati degli ultimi 10 anni con l'obiettivo di garantire una maggiore protezione agli investitori e arrivare a una maggior concorrenza nel trading. La prima direttiva presentava troppi punti deboli, come la compilazione burocratica dei questionari clienti, che non garantivano la corretta conoscenza degli obiettivi e delle caratteristiche dell'investitore.

Mifid II promette di collocare gli utenti al centro dell'attenzione e considera la compilazione del questionario di profilatura un momento essenziale per consentire alla banca di assicurare protezione.

L'obiettivo della diretta Ue è chiaro e conclamato: assicurare maggiori tutele ai risparmiatori e per raggiungere questo scopo sono gli stessi istituti di credito, asset manager e intermediari a lavorare sul versante della trasparenza. Ecco allora il prospetto semplificato per informare i clienti sui costi di gestione e sui rendimenti futuri o sulle perdite. Anche perché nel mondo dei prodotti finanziari il risparmiatore non sempre è in grado di comprendere le soluzioni che gli vengono proposte e la prima direttiva Mifid non ha evitato che gli intermediari se ne approfittassero, dando luogo ai molti casi di risparmio tradito degli ultimi anni. Tanto per fare un esempio, ogni prodotto finanziari viene etichettato ovvero offerto sulla base di un'analisi che identifica le esigenze dei clienti che il singolo prodotto riesce ad assicurare.

Con Mifid II, gli obiettivi di investimento e la conoscenza dei prodotti sono attentamente indagati. E allo stesso tempo viene tenuta sotto controllo l'adeguatezza del singolo strumento e dell'intero pacchetto di servizi finanziari rispetto al personale grado di tolleranza al rischio e alla capacità di fare fronte a eventuali perdite. Di più: i costi e le commissioni per gli strumenti di investimento sono rappresentati prima della sottoscrizione e nel corso dell'investimento. Ai clienti deve essere sempre mostrata l'incidenza di commissioni e costi sul rendimento di investimento. Nel caso di offerte a pacchetto, i risparmiatori devono essere informati della possibilità di acquistare un singolo prodotto o dell'eventuale costo e della commissione applicata.

E siccome non tutti tra istituti di credito e intermediari sono arrivati pronti per implementare le nuove norme Mifid II, ecco che per supportare questo processo tante società si propongono per raccogliere, per i prodotti finanziari scambiati a livello europeo, tutti i dati e i documenti e, allo stesso tempo, e predisporre i metadati che vengono resi disponibili attraverso le loro soluzioni a banche, asset manager, società di consulenza e investimento e compagnie assicurative in tutta Europa. In fin dei conti stiamo parlando di una riforma da 1,7 milioni di regole.







Ti è piaciuto questo articolo?





Commenta la notizia
di Luigi Mannini pubblicato il