Monete 1, 2 e 5 centesimi da ritirare per beneficenza quando andranno fuori corso

Dal primo gennaio 2018 stop al conio delle monete 1, 2 e 5 centesimi che continueranno comunque a circolare. Ma c'è chi punta a raccogliere tutte o quasi.

Monete 1, 2 e 5 centesimi da ritirare pe

Tra quattro mesi addio alle monetine


La rotta è stata già tracciata perché l'attuale classe dirigente ha già approvato un provvedimento che sospende dal primo gennaio 2018 il conio delle monete 1, 2 e 5 centesimi. Quelle piccole e ramate che gli italiani (a differenza dei cittadini degli altri Paesi europei) non amano tenere in tasca, preferendo piuttosto pericolosi e antieconomici arrotondamenti. A ogni modo, è stato previsto un meccanismo di arrotondamento se si paga in contanti al multiplo di 5 più vicino, misura che punta a evitare speculazioni. Resta il corso legale delle monete. Il Garante dei prezzi sarà chiamato a vigilare su eventuali abusi già paventati dai consumatori che prevedono, come dice il Codacons, una raffica di rincari selvaggi.

Monete 1, 2 e 5 centesimi: la raccolta per beneficenza

Succede adesso che con l'addio alle monete, un benefattore le vuole raccogliere una a uno, convinto che il mare sia composto da tante gocce. La ragione? Destinarla alla ricerca o all'assistenza. L'obiettivo è ambizioso: mettere da parte 80 milioni di euro all'anno per un triennio. Dietro a questo progetto c'è un imprenditore siciliano di 59 anni, Fabrizio Hopps, nato a Mazara del Vallo. L'uomo non è nuovo a iniziative di questo tipo. Con l'addio alla lira, 16 anni fa, Hopps ha ideato il progetto "L'ultima buona azione della lira". Madrina Sofia Loren e campagna pubblicitaria di Armando Testa, furono raccolti 230 miliardi di lire in 45.000 contenitori piazzati tra banche, uffici e supermercati.

Tra quattro mesi addio alle monetine

Ma ora è tempo di guardare avanti e la data a segnare sul calendario è appunto quella del primo gennaio 2018. In base alle nuove disposizioni, durante il periodo di sospensione è previsto, per i pagamenti integralmente in contanti, che l'importo sia arrotondato, per difetto o per eccesso, al multiplo di cinque centesimi più vicino. Le monetine in circolazione, è bene evidenziare, continueranno a essere accettate. Sarà dunque il Garante dei prezzi a vigilare, a verificare l'impatto della misura e a riferire su base semestrale al Ministero dell'Economia e delle Finanze le eventuali anomalie che saranno segnalate all'Antitrust.

Provando a dare uno sguardo a quanto accade al di fuori dei confini nazionali, solo Finlandia e Olanda sono i due Paesi in cui le monetine sono già state abolite. A ruota segue appunto l'Italia. Ma qual è il giro d'affari? Di che numeri stiamo parlando? Ebbene, stando all'ultima rilevazione ufficiale, quasi una moneta su due di quelle messe in circolazione è da 1 o 2 centesimi. Solo nel 2013 sono costate alle casse dello Stato 21 milioni di euro. Negli ultimi anni esecutivo e parlamento hanno tentato di limitare lo spreco di risorse pubbliche, tagliando con la cosiddetta spending review i costi rinunciabili. L'utilità delle monete da 1, 2 e 5 centesimi viene ritenuta (dai politici) molto limitata e rinunciabile se paragonata ai risparmi che ne deriverebbe allo Stato. Più esattamente, rispetto a un valore reale di 174 milioni di euro, l'Italia avrebbe sostenuto un costo di 362 milioni di euro.