Mps, premio Key Award per spot ottenuto e risposta Consob a Codacons

Mps vince il 49esimo Key Award per lo spot Più Forza nelle persone ma il quadro rimane molto complesso

Mps, premio Key Award per spot ottenuto

Mps: buco e giochi contabili


Continua l'evolversi della vicenda di Mps con Consob che risponde alla Codacons sulle verifiche fatte e nello stesso tempo la vittoria di un premio che, forse, seppur la banca deve riprtare si poteva almeno attendere di dare vinto con lo spt dal titolo Più Forza Alle Persone

Squarci di luce sullo scandalo del buco in bilancio del Monte dei Paschi di Siena: Banca d'Italia sapeva da tempo che l'istituto di credito stava celando la perdita di 370 milioni di euro verso Deutsche Bank per via del derivato Santorini. Esattamente due anni prima che la questione finisse sul tavolo della procura di Siena. Tempistiche e dettagli sono stati portati alla luce dall'agenzia finanziaria Bloomberg, che ha diffuso i contenuti di una vicenda che vede 16 imputati nel processo penale al Palazzo di giustizia di Firenze, tra cui l'ex amministratore delegato Giuseppe Mussari, l'ex capo area finanza della Banca Gianluca Baldassarri, l'ex direttore generale Antonio Vigni, oltre ai dirigenti di Deutsche Bank. A vario titolo sono accusati di manipolazione del mercato e falso in bilancio. Per gli ex vertici di Mps sono state chieste condanne a 7 anni per Mussari e a 6 anni per gli altri imputati.

Bankitalia sapeva ma non ha assunto provvedimenti

Stando allora a quanto rivelato da Bloomberg, anche sulla base della testimonianza al processo di un dirigente di Bankitalia, Palazzo Koch - all'epoca guidato da Mario Draghi, adesso al vertice della Banca centrale europea - era a conoscenza della vicenda delle perdite Mps, ma non aveva assunto alcun provvedimento. Stando alla ricostruzione ufficiale di Bankitalia, con riferimento all'attività del derivato Santorini, dall'ispezione non erano emersi elementi probanti per avviare una procedura sanzionatoria o una segnalazione all'autorità giudiziaria. Oltre al significativo impatto sulla liquidità, era stato riscontrato un problema relativo alle modalità di registrazione contabile adottate dall'istituto senese e validate dalla società di revisione. Tali modalità hanno suscitato riserve da parte della Vigilanza in riferimento alla rappresentazione in bilancio dell'operazione.

Tenendo conto che la Banca d'Italia non ha poteri in materia di valutazioni di bilancio, in considerazione della complessità dell'operazione e dei possibili spazi interpretativi concessi dalle regole contabili, ha poi deciso nel novembre dell'anno successivo (2011) di sottoporre la questione a specifici approfondimenti contabili in collaborazione con le altre autorità di settore anche al fine di predisporre una nota di chiarimenti all'intero sistema bancario.

Nuovi guai per ex vertici di Monte dei Paschi di Siena

Solo pochi giorni fa e a distanza di dieci mesi, Monte dei Paschi di Siena è tornata in quotazione. Per evitare comportamenti anomali non sono stati consentiti ordini senza limite di prezzo. La precedente quotazione prima dello stop era stata di 15,08 euro. La banca si è ripresentata con una composizione dell'azionariato e una struttura patrimoniale radicalmente diversi rispetto al ben noto 22 dicembre. L'azionista di maggioranza è il Ministero dell'Economia che ha sottoscritto ad agosto l'aumento di capitale precauzionale da 8,3 miliardi di euro. Seguono gli ex titolari di obbligazioni subordinate e infine i vecchi azionisti.

Lo Stato ha pagato 7 euro per azione. Gli ex titolari delle obbligazioni hanno un prezzo di carico di 8,65 euro. I più penalizzati sono i vecchi azionisti che hanno perso il 98% dell'investimento. La Banca centrale europea - adesso guidata da Mario Draghi, ai tempi vertici di Bankitalia - ha quantificato per Monte dei Paschi di Siena un fabbisogno di capitale regolamentare di 8,8 miliardi di euro, l'intervento pubblico potrà arrivare a 5,4 miliardi di euro. Dal documento emerge che gli ex vertici dell'istituto di credito Alessandro Profumo e Fabrizio Viola sono coinvolti in un'altra inchiesta milanese per ostacolo alla vigilanza.

La lista dei 100 debitori

Sono finalmente usciti i nomi dei debitori, almeno quelli più importanti, una lista di 100 e più nomi di Mps, che era stata secretata, e lo è ancora ufficialmente, ma che in realtà erano quelli che tutti già sapevano. Da sottolineare che questi sono solo i primi 100 attuali e mostrano un debito minimo rispetto a quanto negli anni è stato accantontato in crediti ormai inesigibili. Sono solo la cruna dell'ago di anni e anni di cattiva gestione
Il debitore più grande dalle carte riguarda Sorgenia con solo una delle sue controllate che ha un debito di 318,9 milioni. La più piccola ha "solo" 24 milioni di debiti e si chiama Plusvalore Spa e fa parte della Delta che a sua volta fa parte della Cassa di Risparmio di San Marini.
Tra i 100 debitori vi sono due Armatori, Giuseppe Bottiglieri shipping che deve 120,3 milioni di euro e la Rizzo Bottiglieri e De Carlini (RBD) Armatori a 225 milioni. E poi addirittura c'è la Riscossione Sicilia, il Gruppo ufficiale che si occupa dell'esattoria della Regione che deve dare 237 milioni ad Mps.
E c'è anche uno sceicco che è difficile credere che non abbia i soldi per pagare i proori debiti che ammontanto a 26,6 milioni, lo sceicco dell'rabia Saudita di Abu Dhabi, Hamed bin Al Ahmed che aveva chiesto e ottenuto soldi in prestito per la costruzione di un grande resort Hilton Capomulini.
e poi anche nomi del mondo del calcio come Zamparini, ma aanche Coop come la Unieco di Reggio Emilia,   altre imprenditori come Gnutti, i Merloni, i Fratini e diversi altri

Banche meno sicure aggiornate

C'è una lunga lista che sta circolando aggiornata e ha fatto la sua comparsa sui principali media di settore.

A sfogliarlo con attenzione viene fuori che include

  1. Banca di Teramo di Credito Cooperativo
  2. Cassa di Risparmio di Cesena
  3. Unipol Banca
  4. Banca Atestina di Credito Cooperativo
  5. Banca di Pistoia - Credito Cooperativo
  6. Credito Salernitano - Banca Popolare della Provincia di Salerno
  7. Banca Monte dei Paschi di Siena
  8. Banca di Credito Cooperativo "Sen. Pietro Grammatico" - Paceco
  9. Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi
  10. Cassa Rurale della Valle dei Laghi
  11. Cassa di Risparmio di San Miniato
  12. Cassa Rurale Mori-Brentonico-Val di Gresta
  13. Veneto Banca
  14. Cassa Rurale di Rovereto
  15. Banca Carim - Cassa di Risparmio di Rimini
  16. Banca di Credito Cooperativo di Castel Goffredo
  17. Banca per lo Sviluppo della Cooperazione di Credito
  18. Bancasciano Credito Cooperativo
  19. Banco Popolare
  20. Banca Popolare di Vicenza
  21. Banca di Credito Cooperativo del Veneziano
  22. Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano
  23. Banca del Fucino
  24. Banca di Filottrano - Credito Cooperativo di Filottrano e di Camerano

Gli indici patrimoniali valutati nell'identificazione delle banche più sicure e quelle a rischio fallimento sono Cet 1 (Common equity tier 1), Tier1 e Total capital ratio. Il primo è il capitale primario di classe 1. Il secondo è il capitale allargato: comprende il Cet1 più le azioni di risparmio e altri strumenti di capitalizzazione. Il terzo è il totale fondi propri, l'insieme di tutto il patrimonio.

Banche più sicure aggiornate

Per quanto riguarda le banche più sicure c'è una lista aggiornata di Altroconsumo sempre utilizzando i medesimi criteri:

  1. Banca Agricola Popolare di Ragusa
  2. Popolare Emilia Romagna
  3. Banca Sella
  4. Bper Banca
  5. Credito di Ravenna
  6. Banca Malatestiana Credito Cooperativo
  7. Banca Reale
  8. Desio e della Brianza
  9. Cassa di Risparmio di Asti
  10. Cariparma
  11. UBI Banca

E le più famose, almeno quelle finora non citate?

E allora, in un contesto di banche sicure e banche a rischio fallimento, vale la pena ricordare la più recente classifica elaborata dall'Università Bocconi. La graduatoria tiene in considerazione la stabilità degli istituti di credito operanti nel nostro Paese ed è stilata sulla base dell'indicatore Cet1 ovvero del rapporto fra il capitale di qualità e le attività ponderate per il rischio, dai crediti alle partecipazioni: Bper 13,80%, Credem 13,70%, Intesa Sanpaolo 12,70%, Banca Popolare di Milano 12,30%, Mediobanca 12,27%, Credito Valtellinese 11,78%, Unicredit 11,49%, Ubi Banca 11,48%, Cariparma 11,40%, Banca Carige 11,40%, Popolare di Sondrio 11,09%, Deutsche Bank 9,25%, Monte dei Paschi di Siena 8,17%.

E banche continuano a tradire

E poi c'è la questione di alcune banche che sono state condannate ultimamente per aver fattop pagare più interessi del dovuto, interessi su interessi  con il cosietto meccanismo dell'anatocismo e sono stete multate pesantntamente dall'antitrst come spiegato in questo articolo