Truffa in banca a Nogara, spariti i risparmi. Le reazioni, banca li deve risarcire

L'impiegata a cui sono contestati i fatti avrebbe girato su conti a lei intestati almeno un milione di euro prima di sparire nel nulla.

Truffa in banca a Nogara, spariti i risp

La truffa del conto vincolato


Siamo a Nogara, nel Veronese, ed è scontato che la la vicenda di una presunta truffa ai danni di un numero imprecisato di utenti sia l'argomento di discussione in ogni piazza e in ogni abitazione. I fatti sono noti e sotto la gogna è finita una ex dipendente della filiale Antonveneta di Nogara, facente parte del gruppo Monte paschi di Siena, che avrebbe convinto parte dei cliente a conservare i risparmi su un conto vincolato con tasso fisso garantito. Tutto apparentemente vantaggioso, almeno in teoria, perché dietro a quello che sembrava un affare per chi voleva mettere le somme al riparo e guadagnarci qualcosa, ci sarebbe stata una truffa a tutti gli effetti.

La truffa del conto vincolato con tasso fisso garantito

Stando alla ricostruzione dei fatti, è stato un imprenditore a rivolgersi per primo ai carabinieri e ad aver rotto il silenzio. Perché sarebbero in tanti coloro che, per vergogna dell'errore, avrebbero scelto la strada del silenzio. A ogni modo, l'uomo avrebbe vincolato oltre mezzo milione di euro, ma quando è tornato in filiale i suoi risparmi erano volatilizzati. I suoi come quelli di altri rispamiatori. Nulla è casuale perché l'impiegata a cui sono contestati i fatti avrebbe girato su conti a lei intestati almeno un milione di euro prima di sparire nel nulla. Gli uomini dell'Arma stanno adesso cercando di capire in che modo l'ex dipendente sia riuscita a spostare questi importi senza far suonare alcun campanello d'allarme all'interno della banca.

I risparmiatori saranno rimborsati?

Sulla vicenda è intervenuto anche il primo cittadino Flavio Pasini, secondo cui Antonveneta è una filiale storica per Nogara e si dice convinto che i clienti saranno presto rimborsati. Le sue parole sono chiare: al di là della condotta dell'ex impiegata, si dice sicuro che la banca in questione risponderà presto degli ammanchi e restituirà i soldi ai suoi clienti, proprio perché si tratta di un istituto di credito "serio, su questo non ho dubbi". Più dura è la posizione di Adiconsum Verona, secondo cui sussiste una responsabilità oggettiva della banca che deve risarcire i clienti in tempi celeri e senza ulteriori disagi per i risparmiatori.

L'associazione a tutela dei diritti dei consumatori si dichiara a fianco dei clienti danneggiati e si rende disponibile ad assisterli per una celere definizione della vicenda che compendi il ristoro totale di quanto sottratto. Come spiega il loro presidente, è difficile fare paragoni poiché le informazioni al riguardo del caso di Nogara sono ancora frammentarie ma la vicenda nogarese pare simile, almeno nelle modalità, a quello che qualche anno fa è capitato a San Giovanni Lupatoto che ha visto Adiconsum Verona protagonista nella difesa dei consumatori con definizione positiva della vicenda.

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