Veneto Banca, centinaia di immobili e terreni sottratti dai vertici

Emergono ancora dettagli su Veneto Banca e i suoi vertici e dirigenti che hanno nascosto case a Cortina, Roma, Firenze, uffici a Padova, terreni in Puglia e milioni e milioni di euro

Veneto Banca, centinaia di immobili e te

Veneto Banca, Popolare di Vicenza


E' davvero senza fine lo scandalo che coinvolge Veneto Banca in liquidazione che sta cercado di riorganizzarzi epr evitare il totale fallimento.

Nuovi dettagli emergono dai tentativi fraudolenti degli amministratori di Vento Banca con case a Cortina e terreni in Puglia e patrimoni sottratti e messi al sicuro, mentre nel frattempo si cerca di riorganizzare e salvare le banche

Fiducia sempre meno

Sono almeno 19 amministratori, secon quanto riportato dal Corsera, che hanno gestito Veneto Banca e hanno loro stesso raggirato i risparmiatori contribuendo al suo fallimento. 
Vi sono case a Cortina e terreni in Puglia, uffici a Padova, case e immobili a Roma e Treviso e milioni e milioni di euro sottratti e messi al riparo al meglio o addirittura prescritti tanto è ero che difficilmente potranno essere recuperati dalla magistratura che vi sta lavorando.
Ora, la banca è in liquidazione, e il tempo stringe e i beni portati in un fondo immobiliare da Falvio Trinca, ex presidente, per fare u esempio, potrebbe non essere recuperabili proprio a casa del tempo che scorre inesorabili.
Discorsi simili per Gian Quinto Perissinotto e Vincenzo Chirò che hanno creato fondi e sistemi finanziari per mettere al riparo decine di beni e case  con fondi sempre immobiliari, patrimoniali o distribuendoli in famiglia.

Fiducia sempre meno

Mentre si cercano di riorganizzare compaiono, sia Banca Popolare di Vicenza  che Veneto Banca sono considerati da un indagine sociologica realizzato dall'istituto di scienze socialiNicolò Rezzara dei luoghi dove stare alla larga per il 63,9% come in generale tutte le banche. A questo sondaggio, hanno partecipato circa 3500 persone, 2375 studenti e 117 adulti. I giovani sonoa ncora più lontani, come fiducia, dalle banche presentando il 78,3% di chi non ci crede. E si richiede una maggiora trasparenza, organi di vigilanga più seri e capacità di fornire risposte alle richeite reali delle persone come prestiti o risparmi.
Nello stesso tempo semrpe queste stesse persone, comunque, si rendono conto che una scoietà senza banche difficilmente può funzionare. 
Nel frattempo si sta cercando di riorganizzare e di eliminrae i crediti detriorati e stanno venendo a galla i nomi dei debitori tra cui ex calciatori, politici e in generale un risprmio dati in moso sbagliato anche oggettivo.
 

Riorganizzare, i tentativi

Proprio queste sono le ore calde per il presente e il futuro di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Se da una parte c'è la volontà di tutelare risparmiatori e correntisti, dall'altra c'è il livello occupazionale a rischio. Ma è l'intero sistema bancario italiano che non è ancora riuscito a levarsi di dosso gli Npl, i cosiddetti crediti deteriorati. Dalle tensioni nel credito cooperativo al piano di integrazione Intesa SanPaolo delle ex popolari venete, il livello di tensione continua a rimanere alta. La strategia individuata è adesso quella dell'accorpamento di Veneto Banca e Popolare di Vicenza all'interno di Intesa SanPaolo, con tanto di passaggio di lavoratori e dipendenti. Molte filiali hanno già cambiato le insegne per adottare quelle nuove. Ma attenzione anche agli istituti di credito cooperativo, impegnati in un profondo processo di riforma che porterà alla nascita di tre holding.

Situazione ancora critica per i crediti deteriorati

Sono già tanti i progetti di ridimensionamento aperti e altri ne potrebbero arrivare se il settore del credito non riuscirà a trovare un'adeguata redditività. I crediti deteriorati sono ancora un problema e complici i tassi ai minimi storici che erodono i margini e la crescita del canale de web, occorre un deciso colpo di spugna. A livello europeo è stata di recente l'agenzia di valutazione Fitch a lanciare l'allarme sulla situazione di Monte dei paschi di Siena in Italia e Banco Popular in Spagna. Subito prima di lei è stata la volta di Moody's a denunciare la presenza di di 549 miliardi di titoli tossici in pancia a Ubs (Svizzera), Deutsche Bank (Germania), Barclays (Regno Unito), Royal Bank of Scotland (Regno Unito), Credit Suisse (Svizzera).

Così altre banche evitano il fallimento

Non ci sono solamente le banche venete sotto le luce dei riflettori perché la cronaca finanzaria ricorda come sano anche altre le situazioni da tenere sotto controllo. Credit Agricole Cariparma, ad esempio, ha firmato l'accordo per acquistare dal Fondo interbancario per la tutela dei depositi le casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato, pagandole 130 milioni di euro e scongiurandone il fallimento. Un ruolo decisivo nell'operazione è stato giocato da Atlante 2, che gestirà la dismissione dei circa 3 miliardi lordi di crediti deteriorati delle tre banche. A differenza dei salvataggi di Monte dei paschi di Siena, degli istituti veneti e delle good bank, questa operazione avviene interamente fra soggetti privati. Le casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato entreranno a far parte del gruppo francese entro la fine dell'anno, quando l'operazione avrà ottenuto i via libera delle autorità di vigilanza e della Commissione europea.

Credit Agricole ha garantito che verranno tutelati i depositanti, che verrà salvaguardata l'occupazione e che saranno valorizzate le banche. In cambio, il gruppo francese potrà contare su un incremento delle quote di mercato in territori ad alto potenziale e limitrofi a quelli di radicamento storico di Credit Agricole Cariparma: la Romagna e la Toscana, con oltre 400.000 nuovi clienti. Il Fondo interbancario per la tutela dei depositi, che già controlla la cassa di Cesena, parteciperà agli aumenti di capitale degli istituti di Rimini e San Miniato per garantire un Cet 1 Ratio delle due banche pari al 10,7% per cento. La dismissione degli Npl sarà gestita da Atlante 2 attraverso una cartolarizzazione. La cessione avverrà a un valore molto superiore a quello a cui sono state vendute le sofferenze di Monte dei paschi di Siena. Differenza legata alla diversa qualità dei crediti deteriorati.