Bando 5G confermato per l'assegnazione diritto d'uso delle frequenze

Le frequenze 3,6-3,8 GHz e 36,5-27,5 GHz saranno disponibili dal primo gennaio del prossimo anno, quelle 700 MHz dal primo luglio del 2002.

Bando 5G confermato per l'assegnazio

Frequenze e durata del 5G


Si attende l'uscita ufficiale in Gazzetta per la conferma del bando sull'assegnazione delle frequenze per il 5G. Finalmente l'Italia sembra accellerare sulla necessità di dotare il paese su infrastrutture tecnologiche ad altissima velocità. Lo fa prima con la banda larga, che grazie al nuovo player OpenFiber sarà una reatà per milioni di familia entro breve anche lì dove non è economicamente vantaggioso per gli operatori e ora con il banda che porterà la velocità di navigazione tramite una sim (quindi in mobilità) a velocità mai viste prima.

Tutto pronto: il bando di gara e il disciplinare del Ministero dello Sviluppo economico sono stati definiti e adesso resta solo l'ultimo passaggio, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Significa che nelle oltre 80 pagine sono definiti tutti i dettagli relativi al lancio delle telecomunicazioni 5G. Sono cioè definiti durata e obblighi dei diritti d'uso, procedure di ammissione e di assegnazione (gli operatori interessati dovranno presentare la domanda per le frequenze entro il 2 agosto), fase dei miglioramenti competitivi. Inevitabile allora per il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio utilizzare toni enfatici e annunciare l'apertura di una stagione nuova per lo sviluppo di Internet. Anche dopo gli eccezionali risultati con un test effettuato nella città de L'Aquila che ha un impianto 5G già funzionante.

Frequenze e durata del 5G

Le frequenze 3,6-3,8 GHz e 36,5-27,5 GHz saranno disponibili dal primo gennaio del prossimo anno, quelle 700 MHz dal primo luglio del 2022. In tutti i casi avranno durata fino al 31 dicembre 2037. Ci sono tre dati che aiutano meglio di altri a inquadrare l'attuale situazione. Il consumo di banda e traffico dati su rete fissa è cresciuto del 30% con aumento del 48% nella telefonia mobile. In seconda battuta, il mercato delle comunicazioni è sceso del 12% fra 2012 e 2017. I pesi relativi dei settori si stanno modificando: il mercato delle tlc pesava per il 62,7% nel 2012 e ora pesa il 59,4%. Infine, l'accelerazione sulla rete fissa nel 2017 (+3,8% a 16,4 miliardi) fa da contraltare al calo del mobile: -1,9% a 15,8 miliardi di euro.

A detta del ministro dello Sviluppo Economico, la connessione sarà sempre più veloce e alla portata di tutti, coerentemente con gli obiettivi della Next Generation Mobile Networks Alliance, l'associazione di operatori, venditori, produttori e istituti di ricerca operanti nel settore della telefonia mobile, che prevede che le reti 5G dovranno anche soddisfare le esigenze di nuovi casi d'uso, come l'Internet of things nonché servizi di trasmissione e linee di comunicazione d'importanza vitale in occasione di disastri naturali.

Non parteciperanno all'asta solo i classici Vodafone, WindTre e Tim, ma anche la nuova Iliad