Bitcoin, segnalazione Codacons a centinaia tribunali. E indicazioni rendimenti meno rischiosi

Il rischio che i Bitcoin si rivelino una maxi truffa con fini di riciclaggio di denaro sporco ha fatto tendere le antenne del Codacons che ha preso provvedimenti concreti con l'esposto a 104 procure

Bitcoin, segnalazione Codacons a centina

Il Codacons ha fatto un esposto a 104 procure per vederci meglio sulla vertiginosa ascesa dei Bitcoin


Il Bitcoin non ha regole e norme e questo fa sì che vi sia un rischia e non di poco conto per i risparmiatori italiani. Non è un caso, dunque, la segnalazioe e la denucnia con un esposto del Codacons a 104 tribunali per riscchio di truffa e non solo. E nel frattempo alcune indicazioni e suggerimenti su investimenti più certi (anche se di sicuro non c'è nulla)

Le sorti progressive del Bitcoin che con una cavalcata inarrestabile si sta rafforzando in maniera davvero incredibile sui mercati, nonostante la sua vocazione che resta virtuale ha scatenato la curiosità del Codacons che ha voluto vederci chiaro su questo aspetto e non ha tentennato a passare all’azione.

Il rischio, per l’associazione dei consumatori è quello che dietro questo sviluppo vertiginoso del Bitcoin si celi una maxi truffa ai fini di riciclaggio che poi avrà ricadute importanti sempre sui soliti noti: i poveri, ignari risparmiatori attirati con l’inganno in una bolla che, una volta esplosa, produrrà effetti nefasti tutti a carico degli stessi risparmiatori. Ecco perché il Codacons ha presentato un esposto a 104 procure per truffa.

Bitcoin rischio maxi truffa

Il rischio che i Bitcoin si rivelino presto una maxi truffa con fini di riciclaggio di denaro sporco ha fatto tendere le antenne del Codacons che ha preso provvedimenti concreti dopo aver letto centinaia di articoli sui giornali online e su quelli cartacei che sono state inondate da notizie che rappresentano e mostrano l’intensificarsi di questa nuova giungla finanziaria all’interno della quale ad oggi tutto potrebbe succedere, con i prezzi che possono andare vorticosamente verso l’alto, com’è successo quest’anno, ma che possono anche crollare spaventosamente com’è successo nel 2014.

Un’altra bolla, insomma, che sarebbe davvero nefasta per l’economia mondiale in una fase delicata di transizione dopo anni di crisi che hanno gettato sul lastrico migliaia di risparmiatori. Il potere del piccolo risparmiatore nel determinare il prezzo sarebbe naturalmente zero in quanto sarebbero i trader sui mercati professionali a dettare le regole e i rischi sembrerebbero veramente molti.

Le monete alternative, come quelle virtuali, non sono legate a Stati e quindi non hanno una convenzione o un corrispettivo sottostante, non vengono garantite da niente e nessuno; né dal gettito fiscale, né dall’oro e neanche dai diritti sui beni.

Esposto Codacons a 104 procure

Da queste premesse nasce la volontà di procedere all’esposto del Codacons a ben 104 procure. Da un lato fanno bene a segnalare alle procure l’esistenza di numerose truffe, che però non c’entrano nulla con le criptovalute vere e dall’altro dimostrano una conoscenza scarsa e superficiale di queste tecnologie, probabilmente effettivamente come il consumatore italiano medio che rappresentano. Chi non conosce bene queste tecnologie dovrebbe lasciarle perdere.

Prima ci si informa, si cerca di capire cosa siano e come funzionano, e solo quando lo si è capito allora si inizia ad usarle. Altrimenti è difficile sostenere che la colpa non sia di chi si azzarda ad avere a che fare con cose che non conosce. Il testo non è stato ancora reso pubblico, ma è chiaro che la paura dell’associazione dei risparmiatori è quella che dietro la crescita vertiginosa della moneta criptata si nasconda una maxi truffa.

Dove è meglio investire per essere più sicuri e avere un minimo di rendimento

Dove investire per trovare valore? Si quali obbligazioni e azioni scommettere nei mesi finali di questo 2017 ovvero nel quadrimestre settembre-ottobre-novembre dicembre con prospettive allargate al 2018? Una premessa è d'obbligo: rispetto al recente passato, i segnali che arrivano sono moderatamente positivi: l'inflazione è aumentata, la crescita italiana è realtà. Tuttavia non si può fare a meno di ricordare come una spinta decisiva sia arrivata dal quantitative easing a firma della Banca centrale europea, l'acquisto massiccio di titoli di Stato per aiutare la ripresa economica con l'immissione di una montagna di liquidità, anziché da una ripresa strutturale. In questo contesto c'è allora chi suggerisce di puntare su portafogli meno convenzionali e meno liquidi rispetto a quelli più volatili.

Rispuntano i Btp come opzione di investimento

Succede che le banche italiane mettono in conto una stretta della Banca centrale europea e ne accelerano la vendita prima che Francoforte annunci in autunno una probabile riduzione degli acquisti, con il rischio di effetti negativi su prezzi e rendimenti. I timori di una stretta hanno così spinto i rendimenti sui Btp decennali al massimo annuale del 2,33%, ora sceso poco sotto 2%. Lo spread con il Bund oscilla su 157 ma secondo esperti e analisti potrebbe risalire a 190 entro fine anno. In questo quadro si inseriscono allora i suggerimento di Rose Ouahba, responsabile Fixed Income di Carmignac, che alza il pollici nei confronti del Btp con una cedola del 2,2% con scadenza nel 2027 e i titoli di Stato greci con cedola al 4,75% con scadenza nel 2019.

Il trend, si badi bene, non è solo italiano. A giugno in Europa le vendite sono ammontate a 46 miliardi di euro, portando il saldo da inizio anno a 257. I dati sono coerenti con l'idea che gli investitori domestici stanno riducendo le loro partecipazioni nel debito sovrano e mettono quanto incassato nei conti di Bankitalia. Che le banche stiano ricomponendo i portafogli emerge dagli Stati patrimoniali: da inizio anno Ubi, ha ridotto il portafoglio da 16,5 a 11,9 miliardi di euro mentre l'esposizione del gruppo Intesa verso lo Stato, assicurazioni incluse, è scesa da 86,5 a 84,5 miliardi di euro nonostante l'acquisto delle banche venete. Nell'ultimo trimestre Banco Bpm ha ceduto titoli italiani per 2,7 miliardi di euro. Secondo i dati di Bankitalia lo stock di titoli di Stato in pancia alle banche italiane ammonta, a fine giugno, a 365,8 miliardi di euro.

Obbligazioni, azioni e portafoglio 2017-2018

Poi ci sono i suggerimenti dell'esperto Alessandro Magnoli Bocchi, secondo cui è saggio concentrarsi sulla protezione del capitale, accettare minori rendimenti attesi in cambio di una minore volatilità, privilegiare un orizzonte pluriennale, accettare un'alta correlazione tra i prezzi degli attivi e una volatilità maggiore, aumentare gli investimenti alternativi anche nel settore immobiliare. E poi, solo il 60% degli attivi andrebbe mantenuto liquido mentre il restante dovrebbe essere illiquido. Il portafoglio nello spazio liquido dovrebbe privilegiare obbligazioni per il 25% e titoli azionari per il 20% rispetto a commodities per il 10% e cash per il 5%. In quello illiquido, la distribuzione in investimenti alternativi dovrebbe essere suddivisa in parti uguali tra settore immobiliare e società non quotate su mercati regolamentati.

Rischi banche, ancora allarme

Vi sono, poi, banche all'ordine del giorno che certamente al momento se non ci saranno gli interventi promessi sono a rischio come Creval o Carige, ma la paura tra gli operatori di Borsa e che le banche non abbiano detto ancora tutta la verità come spiegato in questo articolo dove è la stessa Banca Europa Centrale a lanciare un allarme sulle nostre banche ( e si trovano anche gli ultimi ranking delle banche più sicure e meno)

Conti correnti, congelamento e non più protezione

E poi c'è il problema della normativa Ue-Bce che permeterrebbe in caso di crisi di bloccare e congelare parte dei soldi sul proprio conto corrente e non ci sarà più la garaziainterbanciaria finoa  centomila euro che finora c'era stata,. QUesto per rendere omegeo tutte le regole bancarie in Europa, ma chiaramente a sfavore degli italiani. I dettagli qui

Migliori offerte di conti deposito del mese

Tra le migliori offerte di conti deposito di questo mese di ottobre segnaliamo quelle di:

  1. Conto Arancio Ing Direct;
  2. Conto Facto di Banca Farmafactoring;
  3. Conto Rendimax di Banca Ifis;
  4. Conto Widiba di Banca Widiba.

Conto Arancio Ing Direct, in promozione, garantisce a tutti i clienti titolari anche di Conto Corrente Arancio un rendimento lordo del 2% sugli importi vincolati per 6 mesi. Trascorsi i primi sei mesi, si avrà un rendimento prefissato al netto della ritenuta fiscale del 26%. In caso di chiusura anticipata del vincolo sarà riconosciuto il tasso base dello 0,10%, senza penali. Questo genere di conto corrente non prevede spese di apertura e chiusura del conto stesso.

Conto Facto di Banca Farmafactoring garantisce, invece, un rendimento dell’1% su somme depositate per 12 mesi, non prevede spese di apertura e chiusura conto, non prevede il pagamento dell’imposta di bollo che è a carico della banca, non permette l’estinzione anticipata e l’importo minimo vincolabile con Conto Facto e Conto Facto Plus è fissato a 5.000 euro.

Conto Rendimax di Banca Ifis, conto deposito che può essere aperto direttamente online, non prevede alcuna spesa di gestione, ha il pagamento dell'imposta di bollo a carico della banca e prevede rendimenti per investimenti vincolati a tre mesi dello 0,8%, per vincoli a 6 mesi dello 0,9%, per vincoli a 12 mesi del'1,3%, per vincoli a 24 mesi dell'1,7%, per vincoli a 48 mesi del 2%.

Banca Widiba per questo mese propone Conto Widba, conto deposito che non prevede alcuna spesa di gestione ma prevede il pagamento dell'imposta di bollo a carico del cliente. E' prevista la liquidazione degli interessi Posticipata trimestrale o alla scadenza del vincolo e non sono previsti limiti minimi e massima di giance. Questo conto garantisce per vincoli a tre mesi tassi di rendimento dello 0,7%, per vincoli a sei mesi dello 0,9%, per vincoli a 12 mesi dell'1,1%, per vincoli a 24 mesi dell'1,5%.