Bosco Verticale in Olanda è per le case popolari. Per noi per i ricchi

Ecco il primo destinato al social housing e quindi a una utenza popolare. I diciannove piani della torre ospiteranno in tutto 120 piccoli appartamenti.

Bosco Verticale in Olanda è per le case

Il Bosco Verticale di Boeri


Una dimostrazione di cultura differente, ma anche di impegno diverso verso i cittadini e come si spende i soldi pubblici. E questo l'esempio che offre il Bosco verticale che in Italia è simbolo, anche non volendo, di ricchezza, mentre in Olanda è social housing

C'è una differenza che balza subito all'occhio. Mentre in Italia si continua a discutere, dimostrando come resta ancora molto da fare in termine di efficacia per passare dalle parole ai fatti, all'estero viaggiano spediti. E il caso del Bosco Verticale di Stefano Boeri in Olanda è uno dei tanti esempi. Non si tratta di esterofilia, ma dell'evidenza dei fatti. Certo, anche dalle nostre parti (a Milano, per la precisione, tre anni fa) questa soluzione abitativa è diventata faticosamente realtà. Si tratta di quei grattacieli che rubano l'occhio per via della presenza di un balcone equipaggiato con alberi e piante anti inquinamento. Ma adesso la città di Eindhoven mette la freccia ed è pronta al sorpasso partendo da zero. Il nuovo grattacielo è solo il primo di una serie destinato al social housing ovvero pensato come abitazione popolare.

Bosco Verticale anche in Olanda

La soluzione olandese è dunque ben diversa da quella italiana proprio perché le residenze sono pensate per una utenza popolare e non di lusso. In comune c'è invece l'architettura di base. Il grattacielo sarà alto 19 piani ovvero 75 metri e al suo interno saranno ricavati 120 piccoli appartamenti, di non più di 50 metri quadri, destinati alle giovani coppie alle prese con un disagio abitativo. E soprattuto sul balcone di 4 metri quadri troveranno spazio un albero e 20 cespugli. Il pensiero di fondo che ha ispirato lo studio italiano di architettura italiano è proprio questo: il Bosco Verticale some soluzione per migliorare le condizioni di vita dei cittadini meno abbienti e non solo per migliorare l'ambiente delle città nel mondo. La presenza di tanto verde è infatti una forma di contrasto al grigiore delle grandi città. Una vera e propria oasi nella quale cercare ristoro anche visivo.

Non solo Olanda e Italia

Per la progettazione della componente vegetale, lo Studio Laura Gatti collaborerà con DuPré Groenprojecten di Helmond e il vivaio Van den Berk di Sint-Oedenrode, mentre Sint Trudo è stata incaricata di curare la manutenzione. Più in generale, il grattacielo olandese esibirà 125 alberi e 5.200 tra arbusti e piante ovvero un ecosistema con oltre 70 specie vegetali differenti in grado di contrastare l'inquinamento atmosferico, grazie alla capacità degli alberi - assicurano gli archittetti - di assorbire oltre 50 tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Oltre a Milano (e a Eindhoven), il progetto ha già preso forma a Liuzhou Forest City, Losanna, Nanchino, Parigi, Tirana, Shanghai, Utrecht, a dimostrazione dell'interesse suscitato a tutte le latitudini.

Tanto per renderci conto della loro utilità, le due torri residenziali di Milano hanno certificato Gold Leed, che riconosce le prestazioni sostenibili degli edifici in settori chiave, quali il risparmio energetico e idrico, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, i materiali e le risorse impiegati, il progetto e la scelta del sito. Ogni anno assorbe 30 tonnellate di anidride carbonica e produce 19 tonnellate di ossigeno.