Bozza decreto lavoro (non solo Fisco) di Marzo, tutte le 10 modifiche e da quando entreranno in vigore

di Marianna Quatraro pubblicato il
Bozza decreto lavoro (non solo Fisco) di

Bozza decreto lavoro Marzo modifiche quando vigore

Come potrebbe cambiare il mondo del lavoro con nuovo Decreto pronto ad essere presentate: misure al momento annunciate

Quali sono le modifiche previste dalla bozza del decreto Lavoro e da quando entreranno in vigore? Mentre il governo si prepara a presentare a giorni la nuova riforma del Fisco, sta lavorando anche sul nuovo decreto Lavoro che dovrebbe arrivare subito dopo la riforma fiscale per stringere i tempi di lavoro del governo e riuscire a mettere a posto tutti i tasselli di un puzzle che sembrava molto complesso ma che sembra si stia ben organizzando, tra un impegno e un altro. 

Diverse sono ad oggi le modifiche già annunciate che dovrebbero rientrare nel prossimo decreto Lavoro con importanti novità per tutti i lavoratori. Vediamo quali sono nel dettaglio.

  • Tutte le modifiche della bozza del nuovo Decreto Lavoro
  • Da quando saranno in vigore le nuove misure del Decreto Lavoro 2023

Tutte le modifiche della bozza del nuovo Decreto Lavoro

Da novità per la Naspi a introduzione della Mia al posto del reddito di cittadinanza destinato ad esaurirsi entro la fine dell’anno, passando da modifiche per contratti di lavoro: sono tante e diverse le misure che dovrebbero rientrare nel nuovo Decreto Lavoro.

Entrando più nel dettaglio, i provvedimenti al momento annunciati per il nuovo Decreto Lavoro sono i seguenti: 

  • revisione della indennità di disoccupazione Naspi, con revisione dei tempi di durata dell’indennità, considerando che oggi la Naspi viene riconosciuta ai lavoratori in totale stato di disoccupazione involontaria per un massimo di 24 mesi e il disoccupato percepisce l’indennità per la metà delle settimane lavorate nel quadriennio precedente e matura il 50% delle giornate di lavoro effettuate come giornate indennizzabili da Naspi e si potrebbe ridurre tale percentuale al 40% o al 30%, in ogni caso inferiore al 50%;
  • possibile introduzione della settimana corta a lavoro di quattro giorni;
  • novità per i contratti di lavoro a tempo determinato, con eliminazione delle causali da inserire fino a 24 mesi e possibilità di prorogare i contratti a tempo determinato di ulteriori 12 mesi, per una durata complessiva di 36 mesi (pari a 3 anni) e non più di 24 mesi;
  • avvio di nuove politiche attive di inclusione per il lavoro per migliorare l’inserimento lavorativo delle persone, con particolare attenzione di beneficiari di ammortizzatori sociali o altri sostegni al reddito, lavoratori fragili e disoccupati, per cui scatterà l’obbligo di frequentare percorsi di formazione;
  • tassazione ridotta su premi di produzione, straordinari e indennità per aziende e datori di lavoro virtuosi che assumono (soprattutto disoccupati, donne e over 50) e aumentano la produttività;
  • introduzione della nuova Mia, misura di inclusione attiva, come alternativa al reddito di cittadinanza che si avvia ad esaurirsi;
  • riforma dell’attuale sistema di welfare, per adeguarlo alle nuove esigenze di lavoro e società;
  • novità per lo smartworking, per introdurlo come modalità di lavoro se possibile in base alle condizioni lavorative;
  • nuova revisione di opzione donna per permettere nuovamente alle lavoratrici dipendenti e autonome di andare in pensione prima, rispettivamente, a 58 e 59 anni di età, con 35 anni di contributi, considerando le finestre di 12 e 18 mesi per l’uscita definitiva indipendentemente dalla presenza o meno, e quanti, figli o dalla categoria di appartenenza;
  • sconti contributivi al raggiungimento della pensione per tutte le donne con figli, per ogni figlio, per valorizzazione del lavoro di cura di famiglia e figli. 

Da quando saranno in vigore le nuove misure del Decreto Lavoro 2023

Per quanto riguarda i tempi di entrata in vigore delle misure del nuovo Decreto Lavoro 2023, se dovessero essere rispettati i tempi previsti e annunciati, tra due settimane, vale a dire verso la fine del mese di marzo, il Decreto con le misure ufficiali dovrebbe essere presentato per poi arrivare in Parlamento per la sua approvazione tra la fine del mese di maggio e l’inizio del mese di giugno 2023.

Dopodicchè i relativi decreto potranno essere adottati entro 24 mesi, cioè due anni, dalla sua approvazione. In ogni caso, per concludere l’iter di riforma del lavoro definitiva il governo ha il tempo di legislatura (5 anni).