Buoni postali, giovane ottiene 4mila euro in più. E altri ricorsi di tanti risparmiatori

di Marianna Quatraro pubblicato il

Le norme 2019 sui buoni postali prevedono che il risparmiatore abbia diritto alla restituzione di tutto il capitale sottoscritto maggiorato dal rendimento.

Buoni postali, giovane ottiene 4mila eur

Buoni postali e tasso di interesse

Il caso del risparmiatore veronese non è isolato. Perché sono in tanti che, al momento della riscossione del buono postale custodito gelosamente per anni e anni in un cassetto, si vedono riconoscere una somma inferiore rispetto a quella inizialmente prospettata. In questo caso l'errata liquidazione degli interessi da parte di Poste Italiane ha provocato la perdita dai 4.000 euro, poi ottenuti grazie al ricorso all'Arbitro bancario, a cui fare ricorso per buoni postali rimborsi inferiori.

Si tratta di una questione da non sottovalutare perché la differenza tra quanto liquidato dalle Poste e quanto si ha diritto può essere consistente. Succede perché i tassi di interesse dei buoni postali possono variare al ribasso con decreto del Ministero dell'Economia. Ma solo se il cambiamento sia espressamente indicato sul retro del buono con tanto di timbro. Altrimenti la variazione è nulla nonostante Poste si rifiuti di liquidare la cifra pattuita. Le decisioni dell'Arbitro bancario danno ragione ai contribuenti e riconoscono il diritto alla liquidazione completa, ma vediamo come fare.

Buoni postali, lo Stato può cambiare il tasso di interesse?

Le norme 2019 sui buoni postali prevedono che il risparmiatore abbia diritto alla restituzione di tutto il capitale sottoscritto maggiorato dal rendimento, variabile in base alle caratteristiche del buono, ai tassi di interesse variabili e al momento della richiesta del rimborso. La cifra massima è alla scadenza del buono, pari a 20 anni per quelli di tipo ordinario.

Proprio questa è la caratteristica di fondo dei buoni postali: il risparmiatore è a conoscenza di quanto incasserà anno per anno sin dal momento della sottoscrizione perché la progressione del rendimento è prestabilita, come messo nero su bianco nella parte posteriore dello stesso buono postale.

A tal proposito, dal punto di vista formale, il buono deve indicare con chiarezza il nome del titolare, il taglio, la serie, la scadenza e la progressione degli interessi. Il problema si pone quindi se gli interessi dei buoni postali diminuiscono nel tempo anziché aumentare. Il Ministero dell'Economia lo può fare, ma solo a tre condizioni:

  1. la variazione al ribasso deve essere decisa con decreto da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale
  2. la variazione al ribasso deve essere comunicata al possessore del buono postale, nella cui parte posteriore va apposto il timbro con il nuovo valore
  3. i buoni postali devono essere stati emessi dopo il 1986 altrimenti il rendimento non può essere variato

Se tutte e tre le condizioni non sono contemporaneamente rispettate, Poste è tenuta liquidare il buono postale applicando i tassi di interesse previsti al momento della sottoscrizione.

Buoni postali, come sapere se il rendimento è stato cambiato

Per sapere se il tasso di interesse del proprio buono postale è stato cambiato, occorre controllare se dopo la sottoscrizione è stato emanato un decreto di modifica delle condizioni di partenza. Se il titolo da riscuotere ha una data anteriore alla entrata in vigore del decreto che varia gli importi da corrispondere. E se le Poste hanno apposto il timbro sul retro con l'indicazione dei nuovi tassi di interesse.

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