Call Center, truffe nuove su Tre, Tim, Vodafone, Wind, gas e luce. Come difendersi

Nuove e sempre più conveniente tariffe degli operatori telefonici Tre, Tim, Vodafone, Wind, ma che spesso e volentieri presentano costi nascosti o non dichiarati.

Call Center, truffe nuove su Tre, Tim, V

Attivazione di servizi non richiesti


Il rischio che si corre è di fare tutta l'erba un fascio, ma è un dato di fatto che i tentativi di truffa dei call center siano in costante aumento e diventa realmente difficile riuscire a distinguere tra telefonate interessanti con promozioni da prendere in considerazione e veri e propri tranelli da cui tenersi alla larga. Gli operatori sanno meno quali leve azionare per catturare l'attenzione degli utenti. Due in particolare sono di stretta attualità: la prima è il passaggio al mercato libero di luce e gas che spinge i consumatori a individuare nuovi gestori. La seconda sono le nuove e sempre più conveniente tariffe degli operatori telefonici Tre, Tim, Vodafone, Wind, ma che spesso e volentieri presentano costi nascosti o non dichiarati.

Attivazione di servizi non richiesti

Peccato solo che le varie operazioni possano irregolarmente portare con sé l'attivazione in abbonamento di servizi non richiesti o, nei casi più gravi, perfino di portabilità del numero su un altro gestore ovvero l'abbandono del proprio operatore. Naturalmente all'insaputa del cliente. Eppure succede anche questo, sfruttando una tecnica ben consolidata che passa da una chiamata o da un messaggio esplorativo inviato via posta elettronica. Per fare abboccare all'esca l'utente, l'operatore di call center propone presunte novità vantaggiose e illustrano i punti di forza del contratto fino ad arrivare all'agognata firma ovvero a strappare il fatidico sì. Ma quando non si è sicuri ovvero c'è qualcosa di poco chiaro, meglio soprassedere e dire "no grazie".

Perché i call center hanno i nostri numeri

Almeno in teoria l'azione di contrasto alle chiamate indesiderate dei call center dovrebbe essere adesso più efficace. Le nuove norme in vigore promettono infatti di rivelarsi più efficaci per difendersi dal telemarketing ossessivo, a iniziare dall'allargamento della possibilità di iscriversi al Registro delle opposizioni anche ai numeri di cellulare e non solo a quelli fissi. Non solo, ma è stata messa nero su bianco la disposizione sulla cancellazione dei consensi per le attività promozionali dati in precedenza, magari per ragioni differenti da quelle per cui il call center sta chiamando. Il perfezionamento delle regole sulle telefonate pubblicitarie si è reso necessario proprio per l'inefficacia di quelle precedenti, come la richiesta di essere rimossi dai database per non essere più chiamati.

La difficoltà a sfuggire dai call center per fini pubblicitari si spiega facilmente. Gli operatori consultano gli elenchi pubblici delle guide del telefono oppure sfruttano il consenso all'utilizzo del proprio numero a scopo promozionale concesso in altre occasioni. Oppure hanno tra le mani liste acquistate da società specializzate. Ed ecco allora che il primo strumento sfruttabile è il Registro delle opposizioni ovvero l'inserimento del proprio numero nell'elenco di coloro che chiedono di essere esclusi dalle attività promozionali. Di interessante c'è appunto che con la nuova iscrizione cadono in automatico i consensi all'utilizzo del numero a scopo promozionale dati in passato. Diventa poi più semplice individuare le chiamate a fini promozionali perché potranno sfruttare solo due prefissi: uno per le telefonate con fine commerciale, un secondo per quelle legate ad indagini statistiche.

Il ricorso alle app

Una soluzione alternativa arriva dall'app Truecaller. In prima battuta è capace di rivelare nomi e numeri di telefono di persone e aziende che hanno aderito alla piattaforma. I vantaggi sono due: l'archivio è composto da numeri provenienti da tutto il modo e non è necessario aver salvato alcun contatto sul cellulare. In seconda battuta riconosce i numeri dei call center e li blocca. E per farlo sfrutta le segnalazioni degli utenti che contrassegnando il numero come telemarketing, anche aggressivo se serve, indicando perfino il settore in cui opera. E a testimonianza di come si tratti di una delle soluzioni più ricercate dagli utenti, il database è costantemente aggiornato con le nuove segnalazioni degli utenti.

L'app per smartphone capace di rivelare nomi e numeri di telefono di persone e aziende di tutto il mondo è di fattura svedese. A chiudere il cerchio delle funzionalità, Truecaller permette di annullare la sottoscrizione al servizio e cancellare il proprio numero dal database a disposizione dei call center. L'obiettivo dichiarato è estremamente chiaro: sostituirsi al sistema in vigore per comporre le chiamate sugli smartphone, rintracciare i numeri dei contatti, bloccare gli utenti indesiderati e riconoscere potenziali disturbatori come quelli di call center, telemarketing e compositori automatici.

E ancora una truffa nuova sul trading

Per qualcuno si tratta delle nuove frontiere della truffa dei call center, quella che riguarda il trading online. Ma con tre importanti precisazioni. La prima è che non tutti i call center si comportano in maniera scorretta. La seconda è che fare trading online è un'operazione perfettamente legale, anche se con diverse gradazioni di rischio.

La terza è che l'abbinamento tra call center e trading online è oggetto di approfondimenti e richiede molta ma molta cautela, ma non necessariamente è da condannare a tutti i costi.

Ebbene succede adesso che stanno aumentando le telefonate da parte di numeri sconosciuti con proposte che promettono un guadagno proprio giocando con l'online. E già con queste facili promesse occorre alzare il livello di attenzione perché, come è noto, non esistono possibilità di guadagno facile.

Succede allora che con queste telefonate di massa vengono proposti improvvisati broker pronti a scommettere che poche migliaia di euro di investimento nel forex si trasformeranno in lauti guadagni.

Ma evidentemente le cose non funzionano proprio così perché l'attività del trading online è regolamentata dalla Commissione nazionale per le società e la borsa a tutela degli stessi investitori, piccoli e grandi che siano. Il suggerimento è di adottare la necessaria prudenza senza lasciarsi sedurre dalle lusinghe degli operatori di call center associate al trading online.

La fregatura può essere realmente dietro l'angolo e quasi mai è possibile tornare indietro.

Il finto sì mai pronunciato

Una ennesima truffa sta dilagando attraverso le chiamate telefoniche, riuscendo a carpire un sì in diverse maniere e fare accettare contratti di luce e gas e di altri servizi. Non è la prima volta, ma sta di nuovo tornando in maniera molto forte, così come ulteriori frodi sempre per via telefono. Vediamo quali e alcune soluzioni.

E' stata ribattezzata la truffa del sì: basta che al telefono qualsiasi utente contattato pronunci la magica parolina del 'sì' per far scattare una nuova truffa telefonica per cui si stanno ricevendo tantissime segnalazioni da parte di italiani truffati per bollette di energia e gas. L’allarme del dilagare di questa nuova truffa cosiddetta del Pod è stato lanciato dalla polizia di Stato tramite la propria pagina Facebook, che ha informato i cittadini di come scopo della telefonata che si riceve sia quella di farsi fornire i numeri dei codici pod e pdr, necessari per l’eventuale passaggio da un gestore ad un altro per quanto riguarda le utente di luce gas.

Il meccanismo di questa ‘nuova’ truffa è decisamente semplice: si viene contattati telefonicamente da un numero con prefisso 02 o 06, basta semplicemente rispondere al telefono e dire sì alla domanda di identificazione da parte dell’operatore quando ci chiede nome e cognome e il gioco è fatto.

Attraverso un abile sistema di montaggio audio, il sì pronunciato dall’utente al momento della richiesta di conferma di nome e cognome viene inserito in un altro contesto di conversazione e domande che, in realtà, non sono mai state fatte all’utente stesso. E il sì detto per confermare di essere il signor o la signora… diventerà un sì alla sottoscrizione di un nuovo contratto elettrico. Nulla di più semplice, dunque. Meccanismo che sta mettendo in grande difficoltà tantissimi italiani che ignari del sistema di questa truffa appena alzano la cornetta telefonica con naturalezza e prontezza rispondono ‘sì’ alla domanda di conferma del proprio nome e cognome.

Come difendersi

Secondo quanto spiegato dalla Polizia di Stato, per tutelarsi, il consumatore deve chiedere alla società di identificarsi esplicitamente e chiaramente per avere la certezza di parlare con il proprio gestore e non deve mai fornire i codici Pod e Pdr. Codice Pod e Pdr sono numeri identificativi dell'utente di luce e gas, che solitamente sono riportati sulla parte superiore della bolletta. Per difendersi da questa truffa, bisognerebbe:

  1. evitare di pronunciare il sì in ogni occasione e ad ogni domanda;
  2. evitare di fornire proprio dati sensibili;
  3. cercare di contattare subito la propria società di luce o gas.

Se, invece, giovani finti operatori della stessa fantomatica azienda che propone nuove offerte per le bollette di luce e gas si presentano direttamente davanti alla nostra porta, pur mostrando il cartellino di riconoscimento, proprio per rendere ancor più veritiera la truffa, sarebbe bene non aprire e impedire pertanto l’avvio di qualsiasi conversazione.

Nel caso in cui si apra, è bene sapere che questi finti operatori chiedono di vedere le ultime bollette ricevute dall’utente, cercando di convincerlo che gli importi riportati sono troppo elevati e che le soluzioni da loro proposte sono decisamente migliori e più convenienti. Nel frattempo, però gli stessi truffatori controllano dati e codici su cui poi potrebbero ‘lavorare’. Il consiglio, dunque, è quello di non fornire alcun dato e alcuna bolletta a chiunque bussi alla propria porta e non sia della società con la quale si hanno contratti di energia e gas. Vietato, poi, assolutamente, firmare qualsiasi genere di documento o foglio che terze persone sottopongano.

In attesa nuove norme

Grazie al costo minimo per minuto appena introdotto dal Governo le telefonate aggressive dei call center dovrebbero diminuire, in quanto non sarà più il numero di contratti chiusi ad incidere sullo stipendio ma solamente il tempo speso al telefono. Vediamo come funziona questa nuova legge che dovrebbe rivoluzione il settore, garantendo anche più diritti agli addetti ai call center.

Approvato il decreto che tenta di limitare le telefonate aggressive andando a incidere sui costi minimi per minuto, ovvero quanto un dipendente di un call center deve guadagnare come minimo. Si parte da 33 centisimi fino a 50 in base al livello, in media 42 centesimi.

Questo metodo di imporre in pratica una salario minimo garantito eviterà le aste al ribasso che non potranno quindi scendere sotto le tariffe indicate dalla legge, nei fatti, si spera, che ponga finda all'esigenza forsennata di chi vince un'asta al ribasso di dover poter contare a fine giornata il maggior numero di contratti stipulati e pertanto dovrebbero calmierarsi anche il numero di telefonate aggressive che ricevono quasi quotidianamente milioni di italiani.

Il nuovo testo (Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni e istituzione di un prefisso unico nazionale per le chiamate telefoniche a scopo promozionale e di ricerche di mercato), nel caso di ottenimento del via libera finale, prevede un deciso allentamento delle disposizioni adesso in vigore. Più precisamente, nel caso di cambiamento di operatore telefonico, il gestore di partenza può ricontattare l'utente proponendogli una controfferta, anche se non dovrebbe più poter utilizzare il suo numero. Sparisce dunque il prefisso unico e, al contrario, ne spuntano più di uno: c'è il prefisso per le chiamate commerciali e c'è quello per le indagini di mercato e c'è quello semplicemente visibile e richiamabile. In buona sostanza significa che l'utente, richiamando, si troverebbe nella condizione di entrare in contatto con il call center ma a proprie spese.

In particolare, il comma 5 stabilisce che con l'iscrizione al registro si intendono revocati tutti i consensi precedentemente espressi, con qualsiasi forma o mezzo e a qualsiasi soggetto, che autorizzano il trattamento delle proprie numerazioni telefoniche fisse o mobili per fini di pubblicità o di vendita o per il compimento di ricerche di mercato. Ed è precluso l'uso delle numerazioni telefoniche cedute a terzi dal titolare del trattamento sulla base di consensi già rilasciati. Con una modifica introdotta dalle Commissioni di merito, sono stati mantenuti i consensi prestati nell'ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni, per la fornitura di beni e servizi

E gli iscritti al registro delle opposizioni che hanno seguito tutte le procedure per evitare di essere contattati? Come messo nero su bianco dall'emendamento, non cancella i consensi prestato ma solo quelli prestati nell'ambito di specifici rapporti contrattuali. Il testo originario, prima della modifiche proposte, prevede che tutti gli operatori che svolgono attività di call center rivolte a numerazioni nazionali fisse o mobili devono garantire la piena attuazione dell'obbligo di presentazione dell'identificazione della linea chiamante. All'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è assegnato il compito di individuare un codice o prefisso specifico per identificare in modo univoco le chiamate telefoniche finalizzate al compimento di ricerche di mercato e alle attività di pubblicità, di vendita o di comunicazione commerciale.

Gli operatori di call center devono provvedere ad adeguare tutte le numerazioni telefoniche utilizzate per i servizi di call center, anche delocalizzati, facendo richiesta di assegnazione delle relative numerazioni. La stessa Autorità è quindi chiamata a vigilare sul rispetto delle disposizioni.