Cento giorni, cosa è stata fatto per l'economia. E le prospettive

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Cento giorni, cosa è stata fatto per l'e

Il bilancio impietoso dei primi 100 giorni

Daveri punta l'indice contro la distrazione dai veri problemi attraverso la minaccia dell'uscita dall'euro o la rivisitazione delle regole europee.

Sono trascorsi esattamente cento giorni da quanto il governo si è insidiato e scattano i primi bilanci. Anche se l'esecutivo ha rigettato sin dal primo giorno a politica dei cento giorno, è inevitabile fare il punto della situazione. E l'economista Francesco Daveri non le manda certo a dire: cento giorni senza far niente per l'economia sono troppi. Alla base di questa impietosa considerazione c'è un dato di fatto che, a detta dell'SDA Professor of Practic, non può passare inosservata e, anzi, è dirimente per fare una valutazione: fin a questo momento nessun provvedimento sarebbe stato in grado di aiutare l'economia italiana. Anche e soprattutto pensando la congiuntura attraversata non è affatto delle migliori.

Il bilancio impietoso dei primi 100 giorni

Ci sono allora due piani per muovere le valutazioni su quanto fatto e non fatto in questo primi tre mesi. Il primo si basa sul comportamento del governo sul piano economico e sulle pagine virtuali del sito lavoce.info, Daveri punta l'indice contro la distrazione dai veri problemi - il rallentamento dell'economia e il suo scivolamento verso una possibile recessione - attraverso la minaccia dell'uscita dall'euro o la rivisitazione delle regole europee. Durissimo l'economista: il governo non ha combinato nulla di concreto per l'economia, per i cittadini e per le imprese. Neanche un provvedimento economico minimale in favore del popolo.

Il secondo piano è su quanto farà da qui alla fine dell'anno, ben sapendo che il primo decisivo banco di prova sarò la legge di Bilancio, adesso in fase di preparazione e la cui prima bozza sarà pronta tra circa un mese. E il punto, al di là della gradualità nell'introduzione di nuove misure, molti dei provvedimenti cardine rischiano di uscire annacquati con la manovra, a iniziare dal reddito di cittadinanza, la cui implementazione, a dirla tutta, è fortemente in dubbio, fino ad arrivare alla flat tax, solo per pochi, e alla riforma dell'attuale legge previdenziale. E sulla stessa pace fiscale le previsione degli esponenti dell'esecutivo non combaciano.

Quali misure per la crescita

Si lavora alla proroga dell'iperammortamento e del superammortamento per il 2019. Quanto al prospettato taglio del cuneo fiscale, potrebbe essere riservato alle imprese più innovative. Rifinanziamenti in vista per altre misure ereditato dalle gestioni precedenti: contratti di sviluppo, legge 181 sulle aree di crisi, piano straordinario per il made in Italy, Fondo centrale di garanzia. In arrivo una piattaforma pubblica per il venture capital a favore delle startup in cui convogliare anche risorse provenienti dagli enti previdenziali e dalle partecipate statali. Attivare la leva degli investimenti pubblici a sostegno della crescita.

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