Cgia, ineludibile manovra di quasi 19 miliardi. Quali tasse aumenteranno e per chi

Occorre trovare numerosi miliardi e in fretta altrimenti si rischia di dover aumentare una serie di costi per i cittadini

Cgia, ineludibile manovra di quasi 19 mi

cgia mestre


Occorre trovare 19 miliardi, almeno e occorre fare in fretta. La richiesta potrebbe anche essere maggiore, o, comunque arrivare a circa 60 miliardi di nuove imposte per i cittadini
 

L'Ufficio studi della Cgia, lancia un messaggio preoccupante ovvero che bisognerà recuperare 12,4 miliardi per sterilizzare l'aumento dell'Iva, che altrimenti scatterà dal 1 gennaio 2019; altri 3,5 miliardi che lci vengono chiesti al fine di perseguire il pareggio di bilancio  e altri 2,6 miliardi per coprire una serie di spese non differibili.

Insomma, più che di sogni o di imprese irrealizzabili, l’Italia dovrebbe fare i conti con una situazione economica che non decolla e che, nonostante la crescita degli ultimi anni, in particolare del 2017, non ha risolto i problemi di sistema che relegano il Belpaese ancora nelle posizioni di coda rispetto ai principali competitors europei. 

Ma potrebbero essere di più

Tempi durissimi in arrivo per i contribuenti italiani perché a nuovo governo, qualunque esso sia, spetterà il compito tutt'altro che semplice di disinnescare oltre 60 miliardi di euro di tasse tra trappole fiscali e aumento dell'Iva. Ci riuscirà? E a che prezzo? Difficile a rispondere sin da subito, se non altro perché un nuovo esecutivo non c'è e restano perciò da scoprire intenzioni e strategie. E alla fine dei giochi sono gli stessi contribuenti chiamati a mettere mano al portafogli per sistema - in maniera diretta e indiretta - i conti pubblici piuttosto sballati. Per il Centro studi di Unimpresa si prospettano allora tempi molto duri.

Secondo l'analisi di Unimpresa, da qui a tre anni sono in arrivo 30 miliardi di euro per via dell'aumento Iva fino al 25% nel biennio 2019-2020. Non solo, ma altrettanti saranno versati dai contribuenti per via di quanto contenuto nell'ultima legge di bilancio ed evidentemente mai reso noto fino in fondo o comunque con estrema chiarezza. Gli studiosi parlando di trappole fiscali e puntano l'indice contro 27 voci nascoste o poco note. Dalle misure sulla fatturazione elettronica sono attesi aumenti delle entrate per 4,2 miliardi di euro nel triennio; la stretta sulle frodi nel commercio degli oli minerali vale 1,09 miliardi di euro; con la riduzione della soglia dei pagamenti della pubblica amministrazione a 5.000 euro occorre mettere in conto 495 milioni di euro; dai nuovi limiti alle compensazione automatica dei versamenti fiscali 717 milioni di euro.

Unimpresa ricorda che l'aumento dal 40 al 55% (per il 2018 e per il 2019) e al 70% (dal 2020) degli anticipi delle imposte sulle assicurazioni sono destinati a far incamerare più entrate pari a 960 milioni complessivi. Il ridimensionamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale vale 1,2 miliardi di euro. Le nuove disposizioni in materi di giochi valgono invece in totale 421,2 milioni di euro. Sono sei le voci che riguardano le detrazioni per spese relative alla ristrutturazione edilizia o alla riqualificazione energetica. Ma poi ci sono anche gli effetti dei rinnovi contrattuali e delle nuove assunzioni, l'entrate in vigore della nuova Iri, l'imposta sostitutiva sui redditi da partecipazione delle persone fisiche e tante altre voci sono apparentemente minori.

Secondo i calcoli dell'associazione, nel biennio 2019-2020 l'aumento delle aliquote Iva - quella ordinaria dal 22 al 25% e quella agevolata dal 10 all'11,5% - comporterà un aumento del gettito tributario superiore a 30 miliardi di euro. Solo quest'anno, invece, Nel dettaglio, il gettito tributario salirà di 11,7 miliardi di euro, nel 2019 crescerà di 9,5 miliardi di euro e nel 2020 aumenterà di 8,3 miliardi di euro.

Dunque, alcune sono già decisi di aumenti e altri potrebbero arrivare, come ad esempio, quelli sui carburanti che non sarebbero di poco conto così come per le assicurazioni per le auto che inquinano di più. Altro potrebbe arrivare dall'eliminazione di numerosi bonus per le famiglie come già si pensava di fare da tempo. Quegli stessi bonus che vengono utilizzati in sede di dichiarazione.

E c'è poco tempo

Non solo per conti alla mano occorrono subito 30 preziosi miliardi di euro per sterilizzare l'aumento dell'Iva (dal 10 al 12% quella intermedia e dal 22 al 24,2% quella ordinaria) ed evitare l'ennesima introduzione di una accise sui carburanti. Succede perché gli equilibri economici continuano a essere delicati e, a meno di un colpo di spugna, occorre andare in scia di quanto finora previsto. E anzi, considerando che il prossimo esecutivo sarà frutto di un compromesso, sarà inevitabile tenere conto della strada finora percorsa.

E che la situazione sia tremendamente delicata è dimostrato dalle recenti stime del Codacons sulla base dello studio di Confesercenti, secondo cui un eventuale incremento delle aliquote Iva dal prossimo anno sarebbe deleterio per i consumi perché produrrebbe una stangata per gli italiani pari a 791 euro annui a famiglia. E solo di costi diretti.