Chi comanda e ha il vero potere in Europa. Lo spiega una cartina.

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Chi comanda e ha il vero potere in Europ

Germania, Paese leader nei rapporti commerciali

Non Ŕ tutto oro quel che luccica se i cinque principali istituti di ricerca tedeschi - Ifo, Ivw, Diw, IfW e Rwi - hanno abbassato le previsioni di crescita allo 0,8%.

Alcune volta una foto rende meglio l'idea di qualunque spiegazione e soprattutto dei flussi ininterrotti e particolareggiati di numeri. Questo è il caso di una mappa che sta facendo il giro del web sul principali partner commerciali di ogni paese europeo. In buona sostanza, ciascun Paese è ricoperto con la bandiera del Paese estero con cui intrattiene il rapporto più stretto tra importazioni ed esportazioni.

E sono subito due i dettagli che balzano subito all'occhio. Innanzitutto il partner privilegiato dell'Italia è la Germania e da questa evidenza si capisce la delicatezza del rapporto politico e di una certa deferenza dei nostri politici. In seconda battuta è proprio la Germania il Paese di riferimento per la maggior parte degli Stati dell'Unione europea. E si comprende in questo modo perché sia considerata la locomotiva d'Europa e la sua crescita appaia inarrestabile.

Germania, Paese leader nei rapporti commerciali

La cartina è stata pubblicata su reddit.com ed è diventata oggetto di condivisioni e commenti. La Germania è il partner principale dell'Italia, ma anche delle principali economiche dell'ovest e dell'est dell'Europa, della Gran Bretagna e dei Paesi scandinavi fino ad arrivare alla Turchia. Sono esclusi la Spagna (relazioni più strette con la Francia) e il Portogallo (relazioni più strette con la Spagna), la Grecia (relazioni più strette con l'Italia), Cipro (relazioni più strette con la Grecia) e pochi altri Paesi dell'area balcanica e quelli sotto l'egemonia russa.

E la Germania? Non guarda affatto in Europa, ma agli Stati Uniti d'America. Si tratta evidentemente di una posizione egemonica che le permette di esibire un Prodotto interno lordo pari a 3,677 migliaia di dollari rispetto ai 2,073 migliaia di dollari dell'Italia

Ma intanto il Pil tedesco cresce meno del previsto

Eppure non è tutto oro quel che luccica se i cinque principali istituti di ricerca tedeschi - Ifo, Ivw, Diw, IfW e Rwi - hanno abbassato le previsioni di crescita allo 0,8% ovvero un quota pari a meno della metà rispetto all'1,9% stimato a settembre. La revisione al ribasso delle stime di crescita per il 2019 stupisce però solo fino a un certo punto, tenendo conto che già l'esecutivo di Angela Merkel e il Consiglio degli esperti economici tedeschi avevano messo in conto il calo.

Come si apprende all'Ufficio federale di statistica, nel secondo trimestre del 2019, il prodotto interno lordo reale è quindi sceso dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, dopo l'aggiustamento per le variazioni stagionali e di calendario. Si tratta di un lieve calo delle prestazioni economiche, considerando che nel primo trimestre di quest'anno l'economia tedesca era cresciuta dello 0,4%.

Lo sviluppo del commercio estero in Germania ha rallentato la crescita economica nel secondo trimestre del 2019. Dopo l'adeguamento stagionale, le esportazioni adeguate ai prezzi sono diminuite dell'1,3% rispetto al trimestre precedente, in modo marcato più delle importazioni. Il confronto trimestrale mostra che i contributi positivi provenivano dalla domanda interna.

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