Chiusura negozi, scuole, aziende prolungate e nuove misure più severe per coronavirus dichiara Conte

di Marianna Quatraro pubblicato il
Chiusura negozi, scuole, aziende prolung

Chiusura negozi scuole prolungate nuove misure severe

Scuole ancora chiuse, stop ad attività all’aperto per tutti, riduzione di apertura dei supermercati: le nuove misure restrittive ipotizzate dal governo per prossimo decreto

C’è ancora troppa gente in giro: questo il ‘rimprovero’ unanime dal mondo della politica ai cittadini italiani, a tutti coloro che, nonostante divieti e misure restrittive, continuano ad uscire senza motivi necessari, o continuano a fare sport all’aperto, incuranti delle norme. Per mettere un freno anche a questi comportamenti, il premier Conte si prepara a misure ancora più severe per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Chiusura negozi e scuole prolungate e nuove misure più severe dichiara Conte

Il premier Conte, all’indomani della riunione di governo tenutasi ieri sera, dopo aver spiegato come le misure restrittive stiano funzionando, ha anche annunciato, come riportato dal Corriere della Sera, che le misure di chiusura e restrizione saranno prorogate, dalle scuole a diverse attività. Ha, infatti, chiaramente parlato di chiusura di negozi e altre attività e di scuole da prorogare una volta raggiuta l’attuale scadenza al momento fissata.

Per Conte la linea da seguire ancora deve essere quella del massimo rigore per evitare che il contagio da coronavirus continui ancora a diffondersi, considerando che aumentano i casi di persone malate, che si attende ancora il picco ma che anche una volta raggiunto non si potrà abbassare la guardia perché per la fine dell’emergenza ci vorrà ancora del tempo. Proprio per questo il governo, come anticipato dallo stesso presidente del Consiglio, si prepara a varare nelle prossime settimane un nuovo decreto.

Conte ha parlato delle ipotesi sul tavolo per il nuovo decreto, dallo sblocco di investimenti pubblici per alcune decine di miliardi di euro (forse di 50 o 70 o 100 miliardi di euro), a misure ancora più severe come il blocco per tutti di praticare sport all’aperto o la riduzione degli orari di apertura anche delle attività ancora aperte, come i supermercati.

Secondo le indiscrezioni, le nuove misure potrebbero essere:

  • stop perentorio e per tutti di sport all’aperto;
  • riduzione dell’orario di apertura di negozi alimentari e supermercati, permettendo l’ingresso nei negozi più piccoli a una persona per volta;
  • nuovi limiti per i trasporti, sia aerei che ferroviari, dopo le misure già in vigore di limitazione delle tratte dell’Alta Velocità e degli Intercity, la chiusura dei collegamenti aerei con la Sardegna e il blocco totale verso la Sicilia.

Si vedrà nel prossimo decreto se tali misure ci saranno effettivamente o meno. Sempre in questo decreto, ci potrebbe esssere, una nuov estensione di chiusura per tutte le attività non ritenute essenziali fino al 3 Aprile-

Come detto, comunque, la chiusura delle scuole e l'indicazione di stare in casa, dovrebbe come ha detto lo stesso Conte, proseguire dopo il 3 Aprile, almeno fino a dopo Pasqua (quindi presubilmente fino al 14-15 Aprile) e, potrebbe coinvolgere ancora una volta tutte le attività non essenzionali.

Il Comitato scientifico, tra l'altro, ha espresso, come si legge su Repubblica oggi, un consiglio riguardante l'attività scolastica riferendo al Governo che le scuole dovrebbero rimanere chiuse per un totale di 60 giorni, dunque ancora circa 40 giorni dopo il 3 Aprile.

Conte ha, inoltre, precisato che per tutti coloro che trasgrediscono le misure restrittive imposte, sono e saranno applicate in maniera severa a perentoria le sanzioni penali

Misure più restrittive già in vigore in alcune regioni di Italia

Nell’attesa che il prossimo decreto di aprile del governo imponga (o meno) nuove misure più severe per divieto di attività sportiva all’aperto o di riduzione degli orari di apertura anche dei supermercati, alcune regioni, in piena autonomia, hanno già messo in campo misure restrittive dallo stop alla corsa in strada, alla chiusura dei giardini, a supermercati chiusi prima.

Se in tutta la Lombardia e quasi tutte le regioni di Italia i giardini pubblici con cancelli sono stati chiusi e non vi si può più accedere già da qualche giorno, in altre è vietato sostare anche nei giardini pubblici senza cancelli. La Sicilia ha deciso lo stop dei collegamenti e dei trasporti ordinari delle persone da e per la regione lasciando regolare solo il trasporto merci e permettendo alle persone di viaggiare via mare sullo Stretto solo ‘per comprovate esigenze di lavoro, salute o necessità’.

In Lombardia, così come anche in Piemonte, ma anche probabilmente in Campania, come vedremo sotto, si dovrebbe prendere misure più drastiche come quelle decise dalla regione Emilia Romagna

Infatti, in Emilia Romagna, dopo la sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati, già vietato lo sport all’aperto a tutti, ad unica eccezione degli atleti professionisti e di categoria assoluta che partecipano ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, e che siano muniti di apposita dichiarazione, con unica possibilità per tutti gli altri di:

  • fare passeggiate o uscite con animali di compagnia solo ed esclusivamente in prossimità di casa propria;
  • usare la bicicletta e spostarsi a piedi solo ed esclusivamente per lavoro, ragioni di salute o fare la spesa o andare in farmacia. (con un implicito divieto anche alle corsette)

Nel caso di false dichiarazioni si rischiano pesanti sanzioni penali. Sempre in Emilia Romagna, il presidente della Regione Bonaccini ha deciso che tassisti e autisti di mezzi a noleggio con conducente debbano indossare mascherina e guanti e sanificare i veicoli.

A Torino, sono già state ridotte le corse dei mezzi pubblici, mentre la Regione Lazio ha già disposto nuovi orari di apertura dei supermercati.

Dovrebbe diventare tra poco operativa anche una bozza di circolare per la Campania, che prenderebbe misure ancora più rigide per apertura e rari attività ancora rimaste  aperte e blocchi a corse e passeggiate.

Tutto chiuso anche da e per la Sardegna: la Regione ha già deciso, come fatto in Sicilia, di bloccare il traffico passeggeri su linee marittime da e per l’isola, lasciando questa possibilità solo a chi dimostra di viaggiare per improrogabili esigenze per di lavoro, salute, rientro al proprio domicilio o residenza, altre situazioni di necessità e comunque in questo caso il passeggero deve obbligatoriamente presentare copia dell’autorizzazione rilasciata insieme a carta d’imbarco e un documento d’identità in corso di validità.

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