Cinquemila borse vendute in 20 minuti e altri successi di una piccola pelletteria italiana

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Cinquemila borse vendute in 20 minuti e

Storia di successo della piccola pelletteria italiana

Famosa per la produzione di borse e accessori per brand famosi, qla Pelletteria Fusella ha deciso di provare a farsi largo con un marchio personale.

Se anche noi siamo rimasti stupiti da questo record, c'è da credere che per il giovane Francesco Fusella sia stato uno dei giorni più belli della sua vita. Sono bastati 20 minuti dal lancio delle borse in pelle nel mercato della Corea del Sud per vederle polverizzate in termini di vendita. Le prime 5.000 sono state piazzate in un batter d'occhio.

E la scommessa non era così scontata da vincere. Famosa per la produzione di borse e accessori per brand famosi, questa volta la Pelletteria Fusella di Viggiù, nella provincia di Varese, aveva deciso di provare a farsi largo con un marchio personale e una linea di prodotti di propria concezione. E i risultati hanno premiato il coraggio.

La storia di successo della piccola pelletteria italiana

La storia di successo di Francesco Fusella, 27 anni, responsabile sviluppo e produzione della Pelletteria Fusella, è stata raccontata da Confartigianato Imprese Varese.

L'associazione degli industriali raccoglie le parole dell'imprenditore che riconosce le difficoltà per una pelletteria di crearsi un marchio e ricorda i rischi di essere considerati un concorrente dai clienti (stiamo parlando di brand come Chanel, Etro, Alviero Martini, Disquared, Maison Mollerus) nonostante il mercato sia differente. Ma per l'azienda si è trattato di un naturale processo di arricchimento e di crescita che ha comportato anche una parziale riorganizzazione aziendale e tecnologica.

Ecco dunque l'acquisto di due macchine a taglio automatico con doppia testa e un'incollatrice a spruzzo, insieme all'introduzione dell'utilizzo dei Cad per la modellistica. Come spiegato a Confartigianato Imprese Varese da Fusella, è fondamentale stare al passo con i tempi e digitalizzarsi, sia per attirare clienti sia per lavorare meglio, più velocemente e con maggiore precisione. A ben vedere le cose, non è tutto ora quel che luccica, come emerge dalla cassa integrazione metà dei 24 dipendenti.

Lo stesso imprenditore ricorda che a fine 2018, contando anche i lavoratori interinali per far fronte a commesse eccezionali, erano arrivati a essere in 38. Poi due grossi clienti hanno interrotto la collaborazione, per spostare la produzione in Romania-Bulgaria e a Napoli, portandosi via il 30% del volume d'affari. Senza nascondersi dietro a un dito riconosce che in Italia in questo campo è così, lavori sulla fiducia, senza reali garanzie. Nella sua zona c'erano una ventina di pelletterie mentre adesso sono rimasti solo loro.

Il segreto del successo? Svelato

Ma come ha fatto a vendere 5.000 borse in 20 minuti? Il segreto è presto detto: con la vendita televisiva, seguitissima in Corea del Sud. Non si tratta di quelle in stile italiano di padelle e materassi, ma di un trasmissioni più curati, anche per prodotti di lusso, a cui partecipano pure personaggi famosi come attori o cantanti. E perché la Corea del sud? Perché sono stati contattati da alcuni buyer di lì in quanto un cliente ha fatto il loro nome.

Infine, spiega il responsabile sviluppo e produzione della Pelletteria Fusella, al cliente italiano non interessa se una borsa è fatta in Cina o in Vietnam, ma guarda solo la marca e il prezzo. Il coreano a queste cose invece tiene molto. Spende anche di più, ma solo se è vero Made in Italy.

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