Cittadino belga duemila miliardi depositati sul suo conto corrente. La vicenda

La banca si è ripresa la somma versata e i tecnici antifrode sono ancora alla ricerca della spiegazione su cosa abbia generato l'accredito da capogiro.

Cittadino belga duemila miliardi deposit

L'uomo più ricco del mondo per qualche ora: sul conto si trova duemila miliardi


Ad un cittadino belga per errore vengono accreditati 2 mila miliardi sul conto corrente e diventa l'uomo più ricco del mondo anche solo e pochissimo tempo. Che cosa fa? Quale è la sua reazione? Ecco la storia.

Cosa fareste se all'improvviso il vostro conto corrente presentasse un saldo positivo di 2.000 miliardi di euro? Avvisereste la banca dell'anomalia o fareste finta di nulla per progettare la fuga dall'altra parte del mondo. Chissà, bisognerebbe trovarsi in questa situazione per rispondere con certezza. In Belgio, nella pittoresca cittadina di Dinant, Luc Mahieux ha avuto cinque giorni per maturare una decisione, anche la più estrema. In questo breve ma intenso periodo ha potuto fregiarsi del titolo di uomo più ricco al mondo. Sulla sua carta Visa ha inaspettatamente trovato questo maxi bonifico, senza riuscire a trovare una spiegazione plausibile.

Bonfico da 2.000 miliardi di euro

Che poi è la stessa cosa che è capitata all'istituto di credito, ignara del perché sia partito il bonifico di 2.000 miliardi di euro. Si tratta di una cifra realmente eccessiva che travalica le più lontane fantasie. La banca si è ripresa la somma versata e i tecnici antifrode sono ancora alla ricerca della spiegazione su cosa abbia generato l'accredito da capogiro. Si sa che l'Iban di provenienza della somma è quella di un sito di cui avrebbe disdetto l'abbonamento di 30 euro al mese. Ma da lì a capire cosa abbia generato questo corto circuito è ancora oggetto di indagine. A proposito, è stato lo stesso Luc Mahieux ad avvisare la banca dell'anomalia.

Lo ha raccontato all'emittente locale MaTelè, senza nascondere che in testa gli era balenata l'idea di risolvere in quattro e quattr'otto tutti i problemi. Lui è un assistente parlamentare e ha capito che prima o poi i nodi sarebbero venuti subito al pettine. Inevitabile allora la telefonata all'istituto di credito. Ma anche il messaggio pubblico su Facebook, con cui ha invitato i presunti amici a tenersi alla larga perché la somma non è più disponibile ovvero non lo è mai stata: "Je tiens à préciser à tous mes futurs «amis» que je n'ai pas de pognon. Je me demande même si je ne ferait pas appel aux dons aussi? La banque à effacé le chiffre bien normalement".

Interessante leggere i commenti di chi è venuto a conoscenza di questa vicenda. La maggior parte lo ha criticato per aver raccontato tutto e subito. C'è chi sostiene che li avrebbe incassati e poi avrebbe parlato e chi giura che avrebbe trasferire il capitale (e se stesso) in un paradiso fiscale. Ma anche chi, scherzando, riconosce che avrebbe prosciugato il conto e chi lo invita a chiedere gli interessi che la somma ha generato in quei 5 giorni. E poi c'è chi domanda: perché queste cose capitano solo agli assistenti parlamentari e mai all'operaio che ha appena finito il turno?