Conti correnti ancora aumenti costi e rincari in arrivo, pur con alcuni vantaggi

La bassa inflazione in alcuni Paesi europei, tra cui l'Italia, sta spingendo la Banca centrale europea ad adottare provvedimenti per la ripresa. Le conseguenze.

Conti correnti ancora aumenti costi e ri

Conti correnti 2019-2020, cosa cambia

C'è poco da stare tranquilli quando di mezzo ci sono i conti correnti perché i tempi sono profondamente cambiati rispetto a qualche anno fa. Dati alla mano, gli italiani continuano a essere un popolo di risparmiatori, attento alle spese e ben attento alle somme depositate in banca. Per gli amanti dei numeri, il più recente rapporto mensile dell'Abi rivela che ammontano a oltre un miliardo e mezzo di euro i risparmi sui conti correnti e sui conti deposito. Tuttavia, i tassi di interesse, anche a lunga scadenza, sono prossimi allo zero e il guadagno per i correntisti è praticamente inesistente.

Anzi, considerando l'imposta di bollo e i periodici aumenti, finisce per essere negativo. E in prospettiva, alla luce dell'intenzione della Banca centrale europea di contrastare la bassa inflazione, la situazione potrebbe peggiorare.

Conti correnti 2019-2020, cosa cambia e le novità tra aumenti e rincari

La bassa inflazione in alcuni Paesi europei, tra cui l'Italia, sta spingendo la Banca centrale europea ad adottare provvedimenti per la ripresa. E tra le ipotesi in pista c'è la riduzione dei tassi sui depositi overnight degli istituti di crediti ovvero della quota alla quale le banche prestano denaro fino a 24 ore. Cosa cambia in concreto per le banche?

Gli interessi sui prestiti a famiglie e imprese si riducono e quelli passivi per i clienti finiscono per sfiorare lo zero. A quel punto gli istituti di credito sono costretti ad attrezzarsi ovvero a compensare le mancate entrate preventivate. E lo faranno aggravando i costi di gestione dei conti correnti. In qualche modo i correntisti saranno costretti a subire e ad accettare questa situazione per assenza di alternative poiché i rincari coinvolgeranno tutti.

Che si tratti di Unicredit, Banco Bpm, Banca Nazionale del Lavoro (Bnl), Cassa di Risparmio di Genova e Imperia (Carige), Unione di Banche Italiane (Ubi), Crédit Agricole Cariparma, Intesa Sanpaolo, Bper Banca, Banca Popolare di Milano, Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps) cambia poco perché le nuove disposizioni coinvolgono tutti gli istituti di credito, senza alcuna distinzione.

Compresi Deutsche Bank, Credito Emiliano, Banco di Sardegna, Cassa di Risparmio di Firenze, Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Sondrio, Unipol Banca, Banca Piccolo Credito Valtellinese, BCC di Roma e Banca Sella. Si tratta di un aggravio dei costi di gestione che si va ad aggiungere a quelli degli scorsi mesi e che, nella maggior parte dei casi, passano quasi in maniera inosservata e senza troppa pubblicità.

Aumenti e rincari conti correnti

Se questa è la situazione, le voci di cui tenere conto per verificare aumenti e rincari dei costi di gestione dei conti correnti sono il prelievo Atm altra banca, il costo accredito stipendio, il movimento online, il costo assegno singolo, il canone annuo carta di credito, il prelievo Atm propria banca, il canone annuo carta di debito, il movimento allo sportello, il canone annuo, il costo singolo per domiciliazione utenza, i bonifici online, il prelievo contante allo sportello, i bonifici disposti allo sportello, il prelievo Ue, i versamenti di contati e assegni.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il