Conti correnti, in aumento depositi come truffe per il 2018

Un aumento dei depositi sui conti correnti per diversi motivi, ma anche una crescita delle truffe. Vediamo tutto nel dettaglio

Conti correnti, in aumento depositi come

Sempre più soldi sui conti correnti. In dieci anni sono aumentati del 44%


I conti correnti vedeono per differenti ragioni un crescita dei depositi e delle giacenze, ma così anche come le truffe nel 2018 con una crescita costante,
 

Aumentano i depositi lasciati sui conti correnti dagli italiani e nello stesso tempo, però, aumentano anche le truffe. L'aumento dei depositi in giacenza sui conti degli italiani è cresciuto del 44% negli ultimi 10 anni. Ma molto dipendende anche dalla paura di fare investimenti, dalla necessità di risparmio in condizioni di crisi, dalle volontà minore di fare spese. E poi investimenti "sicuri" come i Bot e Btp o gli stessi conti depositi che rendono davvero poco e hanno, comunque, dei rischi. 
In questa panoramica, aumentano nel frattempo i tentativi di truffa nel 2018 sui conti correnti come dimostra sia un ultimo studio che alcune vicende che andiamo a raccontare

In questo contesto di insicurezza rispetto alle banche e alla loro solidità e ai conti correnti, sempre più cari e con costi aggiuntivi se non nascosti, ecco che scatta l'allarme dal tenere troppi soldi nei forzieri del proprio istituto di credito. Sono insomma lontani i tempi in cui le banche offrivano la massima garanzia, al di là dei costi di gestione del conte corrente. E se c'è un primo rischio di cui tenere conto è proprio quello del fallimento della banca. Sono i fatti d'attualità a dimostrare come si tratta di una eventualità per nulla da escludere. Stando alle regole in vigore, esiste una lista di soggetti a cui rivalersi nel caso di crac. E tra questi rientrano anche i correntisti, sebbene non ai primissimi posti. E poi, in quanto hanno notato che non solo sono spariti gli interessi, bassi o bassissimi che siano, ma depositare denaro è addirittura una operazione in perdita. Succede anche per l'inflazione ovvero l'aumento del livello medio dei prezzo, che provoca una perdita di potere d'acquisto.

Ma è meglio non tenere troppi soldi su conto corrente

Non solo il rischio fallimento della banca e l'inflazione con cui fare i conti, c'è poi un altro aspetto che dovrebbe scoraggiare i correntisti dal tenere troppi soldi in banca: la crisi economica che non è affatto finita alla spalle. Significa che il governo, questo o quelle futuro, potrebbe decidere di applicare una tassazione supplementare una tantum a carico degli intestatari di conti più sostanziosi. In passato è già successo e non è affatto da escludere che questo scenario possa replicarsi. Naturalmente l'auspicio è che non accada mai ovvero che il Paese torni a crescere in misura significativa e non con impercettibili variazioni decimali. A dominare è l'incertezza dei tempi e fare previsioni è sempre piuttosto complicato. Mettersi al riparo da pericolosi scenari è invece un'operazione più semplice.

Se gli affari vanno particolarmente bene o comunque c'è una tendenza al risparmio individuale e familiare, ci sono comunque alcuni preziosi suggerimenti di base per evitare spiacevoli sorprese dal tenere troppi soldi in banca. In prima battuta è utile distribuire i propri guadagni in più depositi. Non necessariamente è indispensabile attivare un altro conto corrente bancario, ma affidarsi ai più economici conti deposito. E a proposito di fallimenti di banche, siccome le persone fisiche e le piccole e medie imprese titolari di depositi sono chiamate a contribuire se l'importo del conto corrente è superiore a 100.000 euro, meglio non superare questa soglia ovvero distribuire l'eccedenza in altri depositi. Al di là dei conti, ci sono anche altre forme di risparmio o di investimento, come i titoli di Stato o le obbligazioni, purché emesse da banche sicure.

Tra le ultime analisi su banche sicure e banche a rischio fallimento, sempre al centro dell'attenzione e costantemente oggetto di aggiornamenti, si registra quella dell'Università Bocconi. La graduatoria tiene in considerazione la stabilità degli istituti di credito operanti nel nostro Paese ed è stilata sulla base dell'indicatore Cet1 ovvero del rapporto fra il capitale di qualità e le attività ponderate per il rischio, dai crediti alle partecipazioni: Bper 13,80%, Credem 13,70%, Intesa Sanpaolo 12,70%, Banca Popolare di Milano 12,30%, Mediobanca 12,27%, Credito Valtellinese 11,78%, Unicredit 11,49%, Ubi Banca 11,48%, Cariparma 11,40%, Banca Carige 11,40%, Popolare di Sondrio 11,09%, Deutsche Bank 9,25%, Monte dei Paschi di Siena 8,17%.

Un altro tetto di cui tenere conto è 1.345,56 euro. Si tratta di una cifra non individuata a caso in quanto è la soglia al cui raggiungimento può scattare il pignoramento del conto corrente di lavoratori dipendenti e pensionati. Se si rimante al di sotto di questa cifra non si corre alcun rischio. E poi, se la giacenza media annua non raggiunge i 5.000 euro è possibile usufruire di alcune facilitazioni, come il mancato pagamento dell'imposta di bollo.

Aumenti truffe conti correnti 2018

Ci sono alcune regole ben precise per difendersi dai tentativi di truffa sul proprio conto bancario. In fin dei conti i numeri raccontano come i casi siano in costante aumento. Meglio allora iniziare a prendere confidenza con parole come phishing ovvero l'attività di cattura dei dati personali con email o sms; carding matematico ovvero la clonazione di una carta; sniffing ovvero la raccolta di dati attraverso il controllo delle comunicazioni.

Bisogna allora modificare periodicamente i codici di accesso all'area riservata e controllare con regolarità i movimenti del conto corrente per assicurarsi che le transizioni riportate siano quelle effettuate. I sistemi di notifica messi a disposizione dagli stessi istituti di credito possono essere utili per verificare le operazioni. Per connettersi al sito della banca è sempre meglio digitare direttamente l'indirizzo nella barra di navigazione e controllare che il nome del sito sia scritto correttamente. 
E in parallelo non cliccare mai sul link che rimandano al sito della banca se sono all'interno di email o sms sospetti. Sul sito della banca, il consiglio è di cliccare due volte sull'icona del lucchetto nella barra di navigazione e verificare la correttezza dei dati visualizzati. Diverso è il caso delle truffe fisiche atraverso la manomissione degli sportelli Atm o dei punti di pagamento nei luoghi in cui più comunemente si utilizzano le carte di credito associate ai conti.

Truffa conto corrente e Iban, prima vicenda

Ancora una vittima della truffa dell'Iban, questa volta è accaduto nella zona di Viterbo ad Andrea, un concessionario di auto. Ma la sua è una, purtroppo, delle tante staoria di truffa che continua ad aumentare come riportano i dati più recente su questo tipologie di frodi.

Andrea getisce una concessionaria di auto e un pomeriggio, una sua cliente con cui stava trattando un auto, gli scrive una mail per confermare il pagamento di un veicolo. E così procede al bonifico. Ma il giorno successivo la signora lo chiama dicendo di non aver ricevuto i soldi e così il malcapitato scopre che l'Iban non era quello di un negozio di auto di Milano, ma di un privato. Nella distinta aveva inserito anche il nome, ma quello che conta è l'Iban

Andrea era diventato, purtroppo, uno delle vittime della truffa dell'Iban, con un virus o per meglio dire un trojan che entra nella posta elettronica e cambia tutti gli iban registrati, ad esempi quelli dei clienti o dei fornitori.

A questo punto, Andrea fa la denuncia alla Polista Postale e, fortunatamente, dopoi circa 30 giorni, la Polizia Postale riesce a riostruire la vicenda e recuperare i soldi, ma come spiega sempre lo stesso Andrea, gli stessi poliziotti gli hanno spiegato che è stato molto fortunato, perchè di solito i soldi vengono ritirati da un prestanome su cui vengono messi sul proprio conto che, poi, li spedisce all'estero. E anche se viene trovato, si dichiara ed è, poi, concretamente nullatenente.

A quanto sembra, le credenziali per entrare nel suo computer e poi nella sua posta elettronica, tra l'altro, non sono state "prese" attraverso un virus inviato via email, ma dopo essersi riusciti a intriffalarsi nella rete Wifi del suo negozio di autovetture e da l'aver inserito sul pc un trojan sul pc per entrare nel programma email e cambiare gli Iban

E la truffa conto corrente e sms

E' differente dalle altre perchè non avviene via email o attraverso Facebook o altri strumenti social, ma via Sms con un messaggino che annuncia il rimborso di una fantomatica iva del 22% deciso da Equitalia.
L'unica azione che viene chiesta all'utente è di linkare sul sito della banca di Cariparma che in realtà sembra identico a quello originale, ma già dall'url è chiaramente diverso ovvero www.cari-parma.it.

A quel punto se l'utente inserisce i suoi dati, i truffatori hanno in mano username e password del contocorrente e ne possono rubare i soldi liberamente.

Al momento la denuncia di questa nuova truffa via sms è stata fatta dallo Sportello dei diritti,
associazione dei consumatori, a cui è seguita la conferma e l'allarme della Polizia Postale e sembra essere legata solo a Banca di Parma.
Ma è fortamente probabili che analoghi sms siano inviati con nomi di altre banche o che lo potrebbero essere in futuro.
Massima attenzione, dunque, e occorre appena si riceve un sms del genere non fare nulla, non seguire il link e denunciarlo online alla Polista Postale.

Più delle rapine...le truffe in costante aumento. Le statistiche.

C'è un problema di base che riguarda le frodi creditizie. Qualunque siano le regioni e le città più colpite si tratta di un problema che viene troppo spesso sottovalutato. Eppure, dinanzi agli 11.000 casi rilevati dell'Osservatorio Crif occorrerebbe avviare una riflessione più completa. Anche perché l'importo medio rilevato nei primi 6 mesi di quest'anno è stato pari a 7.047 euro per un valore stimato in oltre 80 milioni di euro. E poi, per quanto riguarda la tipologia di finanziamento oggetto di frode, il prestito finalizzato continua a essere preso maggiormente di mira con il 56,5% dei casi che interessano questa tipologia di prodotto creditizio. C'è da essere preoccupati? Sì perché il trend è in ascesa. Nello stesso periodo dei due anni precedenti la media è stata di circa 8.000 unità.

Insomma, la tendenza delle frodi creditizie è in costante aumento, a differenza di quanto accade con le tradizionali rapine. Queste appartengono al passato se nel corso del 2016 ne sono state commesse 360 che hanno fruttato un guadagno di 29.500 euro. La continuità è rappresentata dalla regioni in cui si registra il maggior numero di frodi creditizie. Al pari dello scorso anno, anche in questo periodo l'ordine della classifica non cambia:

  1. la Sicilia con il 18,4%
  2. la Campania con il 16,4%
  3. la Puglia con il 11,5%
  4. la Lombardia con il 10%

La 25esima edizione dell'Osservatorio svela anche che sono colpiti soprattutto i più giovani. I maggiori incrementi hanno riguardato la fascia compresa tra i 18 e i 30 anni e quella tra 31 e 40 anni mentre è diminuita l'incidenza tra i 51 e 60 anni e tra gli over 60. Si acccennava al prestito finalizzato come principale tipologia di finanziamento oggetto di frode. A seguire ci sono quelle perpetrate su carte di credito, quindi il prestito personale. A rivelarsi interessante è anche la graduatoria delle principali categorie di beni e servizi acquistati attraverso un finanziamento ottenuto fraudolentemente:

  1. elettrodomestici 38,0%
  2. elettronica-informatica-telefonia 3,6%
  3. consumi/abbigliamento/lusso 3,6%
  4. arredamento 5,0%
  5. auto-moto 9,1%
  6. spese per immobili/ristrutturazione 8,4%
  7. travel/entertainment 3,4%
  8. finanziarie/assicurazioni 0,5%
  9. trattamento estetico/medico 4,2%
  10. spese professionali 0,6%
  11. altro 23,7%

L'importo medio è stato pari a 7.047 euro per un valore stimato in oltre 80 milioni di euro. Capitolo tempi di scoperta delle frodi, secondo i dati relativi al primo semestre dell'anno, da un lato quasi il 60% viene alla luce entro 6 mesi, dall'altro continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e addirittura 5 anni prima. Dallo studio emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi riguardano cosiddetti small tickets mentre quelli di frode con importi superiori ai 10.000 euro hanno bisogno di tempi più lunghi per essere individuati. Per uno su cinque si superano i 5 anni.

A detta di Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif, frodi creditizie e truffe online stanno diventando la nuova piaga del crimine. Se le rapine in banca sono in diminuzione, si registra l'ascesa di nuove tipologie di reati che sfruttano la tecnologia e la possibilità di effettuare operazioni online.