Conti correnti: le famiglie italiane più ricche di quelle tedesche

Le famiglie italiane sono più ricche di quelle tedesche: le prospettive ottimistiche sul nostro Paese e situazione ricchezza

Conti correnti: le famiglie italiane più

Conti correnti famiglie italiane piu ricche tedesche

Le famiglie italiane sono più ricche di quelle tedesche: ad affermarlo il ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier, che nonostante debolezze e difficoltà economiche attuali dell’Italia, confermano l’ottimismo sulle prospettive del Paese.

Famiglie italiane più ricche di quelle tedesche

Stando a quanto spiegato dal ceo di Unicredit, l’Italia avrebbe molti asset, considerando che si tratta della seconda manifattura d’Europa, e che primeggia non sono per food e lusso ma anche nell’industria tecnologica e la ricchezza finanziaria delle famiglie sarebbe anche superiore a quella dei tedeschi. A confermare questa situazione anche le ultime notizie secondo le quali alla fine del primo trimestre 2019 sui conti correnti degli italiani sono risultati 1.504,76 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Si tratta di una liquidità che resta, appunto, sui conti correnti e non viene investita in modo da ottenere rendimenti, decisione che dimostra come gli italiani non abbiano ancora fiducia nell’andamento dell’economia e del sistema in generale, nonostante alcuni prodotti finanziari, come i conti deposito, riescono a garantire buoni rendimenti, soprattutto nel lungo periodo.

Economia italiana: ottimismo sul futuro

Nonostante Mustier sia ben consapevole che la crescita del Pil allo 0,1-0,2% è lenta, ha anche spiegato che si tratta di un problema che non è solo dell’Italia. E se nei confronti del nostro Paese regna ottimismo per le prospettive future, per Mustier il rischio che potrebbe invece profilarsi sarebbe il rallentamento degli Stati Uniti quando si esaurirà l’impatto dei tagli fiscali e arriveranno le conseguenze sulle altre economie.

L'amministratore delegato di UniCredit ha inoltre spiegato come quello appena conclusosi sia stato il miglior primo trimestre degli ultimi dieci anni, smentendo l’ipotesi che il gruppo, dopo la vendita del 17% di Fineco, si stia disimpegnando dall'Italia, perché, come ha spiegato, l’impegno in Italia non è mai stato più forte.

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di Sara Melchionda pubblicato il