Controlli Inps e Agenzia Entrate avvisi, casa e nuovi poveri e le ultime notizie

Da una decina di giorni l'Istituto .della previdenza sociale sta inviando avvisi bonari ai ritardatari del versamento dei contributi previdenziali di almeno un trimestre.

Controlli Inps e Agenzia Entrate avvisi,

Tesoretto case: è realmente così?


Sorprende solo fino a un certo punto la decisione dell'Inps di mettere in piedi l'operazione Silenti 2018. L'Istituto di previdenza ha deciso di recuperare in questo ultimo scorcio dell'anno i contributi previdenziali non versati dai datori di lavoro domestico a favore di colf, badanti e baby sitter. Già in passato ha infatti cercato di dare una scossa ovvero di andare a stanare i furbetti con procedure simile e dall'esito non sempre confortante. Questa volta ha deciso di procedere con una doppia velocità. Da una decina di giorni l'Istituto nazionale della previdenza sociale sta inviando avvisi bonari ai ritardatari del versamento dei contributi previdenziali di almeno un trimestre.

Al via i controlli Inps

Il calcolo dei contributi varia in base al tipo di contratto e alle ore di lavoro di colf e badanti. L'intento è evidentemente pacifico ovvero spingere a mettersi bonariamente in regola. Gli anni di contribuzione sotto esame sono quelli dal 2014 in poi. I destinatari della lettera hanno 30 giorni per provvedere al saldo dei contributi mancanti e indicati nell'avviso. Nel caso di mancato adempimento del sollecito di pagamento dell'Inps, scatta l'iscrizione a ruolo del debito previdenziale all'Agenzia delle entrate Riscossione e qui si apre una nuova partita. Il fisco provvede infatti a spedire al datore di lavoro moroso la cartella esattoriale.

Tesoretto case: è realmente così?

Invitando a cliccare in alto a destra nella homepage di questo sito per le ultime notizie più lette in materia e ulteriori approfondimenti, fa discutere la posizione - ben documentata - di Andrea Guarise, fondatore di Algebria Capital, con un post pubblicato in maniera integrale su Econopoly, la sezione del sito del quotidiano economico-finanziario Il Sole 24 Ore dedicata a numeri, idee e progetti per il futuro, secondo cui diventare proprietario immobiliare non significa affatto essere non povero. Negli ultimi 8 anni il valore delle case è calato in media di oltre il 15%. Il valore medio delle compravendite è quindi calato da 148.000 a 126.000 euro.

Nell'articolo con cui argomenta la sua posizione che sgretola certezze che sembravano inamovibili, si leggono altri quatto punti di basilare importanza che aiutano a inquadrare al meglio la situazione: la crisi del mattone dopo 10 anni non è finita; chi ha un immobile sta cercando di venderlo a tutti i costi per ottenere liquidità immediata; i possessori di un immobile che non riescono a vendere essendo sul mercato da troppo tempo sono disposti ad accettare una cifra più bassa; il 39,66% dei compratori ha chiesto l'agevolazione prima casa.

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