Criceto vietato in aereo, lei decide di buttarlo nel water. E altri casi di animali

Il caso di Belen si aggiunge ai tanti di quelli registrati in questi ultimi mesi ovvero i contrasti tra le compagnie aeree e i passeggeri con animali di supporto emotivo.

Criceto vietato in aereo, lei decide di

Criceto vietato in aereo


I fatti sono chiari e riguardano una studentessa statunitense di 21 anni. A Belen Aldecosea di Miami Beach hanno impedito di salire a bordo dell'aereo con il suo criceto nano che stava sul palmo di una mano e lei ha pensato bene di gettarlo nello scarico di una toilette. Una storia poco piacevole in cui non si capisce dove iniziano e dove finiscono le responsabilità della ragazza e della compagnia aerea. Perché nell'occhio del ciclone è finita anche la Spirit Airlines e le sue regole sul trasporto degli animali domestici. Se è vero che la compagnia aerea con cui viaggiava le aveva rifiutato il permesso di imbarcare Pebbles, è pur vero che non aveva intimato alla 21enni di sbarazzarsene nel peggiore dei modi.

La ricostruzione dei fatti

Stando a quanto si legge sul Miami Herald che ha raccontato l'episodio, alla ragazza sarebbero state date rassicurazioni sulla possibile di viaggiare con il piccolo animale prima di prenotare il volo da Baltimora a Florida. Solo quando è giunta all'aeroporto un assistente di volo ha opposto il suo rifiuto. E, stando alla ricostruzione delle 21enne, le avrebbe consigliato di lasciare libero il criceto o di buttarlo nel water. Da parte sua, la compagnia ha riconosciuto di aver fornito un'informazione sbagliata, ma ha negato in maniera decisa di aver consigliato alla ragazza di sbarazzarsi del criceto in quel modo ovvero di ucciderlo.

Il caso di Belen si aggiunge ai tanti di quelli registrati in questi ultimi mesi ovvero i contrasti tra le compagnie aeree e i passeggeri con animali di supporto emotivo. Nel caso della 21enne, il piccolo animale sarebbe stato d'aiuto nell'affrontare il problema di salute della comparsa di un nodulo sul collo. Quel che è certo è che della vicenda parlano adesso tutti, anche per via del gran trambusto provocato sui social media. Sulla questione è intervenuta anche la Peta ovvero l'associazione per il trattamento etico degli animali, secondo cui che sia la ragazza la Spirit Airlines dovrebbero essere denunciate per crudeltà nei confronti degli animali.

La studentessa ora sta valutando un'azione legale nei confronti della compagnia aerea per presunta pressione nella risoluzione immediata del problema e nel frattempo ha adottato già un altro criceto in sostituzione del precedente. Sembra anche che Spirit Airlines abbia offerto alla ragazza un buono per un volo gratuito in alcune città a mo' di risarcimento per questa incresciosa vicenda, ma Belen abbia rifiutato. La palla passa adesso all'avvocato della giovane.

Non è la prima volta....anche un pavone

No, non era un animale come gli altri perché quello che una donna ha cercato di imbarcare su un volo della United Airlines in partenza dal Newark Liberty International Airport del New Jersey era un pavone. Uno di quelli enormi, eleganti, belli a vedersi e regali. Ma anche tremendamente ingombrante e dunque fuori standard. Le insistenze sono state inutili così come le spiegazioni sul supporto emotivo perché non poteva salire a bordo come se fosse un gattino un cane di piccola taglia. La differenza c'è e si vede. Di conseguenza il personale incaricato dell'imbarco non ha potuto fare altro che accendere il semaforo rosso e impedire l'accesso al pennuto che, anticipiamolo subito, è rimasto a terra. C'è stato perfino chi ha ripreso tutta la scena sul cellulare che adesso sta facendo il giro del web.

Ma perché la donna voleva salire a tutti i costi con il pavone sull'aereo. Intendiamoci, lo voleva fare sul serio e non a scrocco perché aveva acquistato due biglietti: uno per sé e uno per l'animale. E la motivazione della presenza è presto detta: lo considerava il suo animale di supporto. Al pari di un cagnolino o un gattino. Le scene all'aeroporto statunitense sono state di sorpresa perché gli altri passeggeri non si aspettavano di trovarsi faccia a faccia con il volatile che, a dirla tutta, dalle foto sembra estremamente pacifico. Vale però la pena rilevare che, stando a quanto riferito dalla compagnia aerea, la donna aveva già ricevuto una serie di no e la scena al Newark Liberty International Airport del New Jersey è stata solo l'ennesimo capitolo per la sua insistenza.

United Airlines ha infatti ricostruito l'accaduto spiegando come il pavone non abbia soddisfatto le linee guida della compagnia per molti motivi, a iniziare dal suo peso e dalle sue dimensioni. Lo avevano già spiegato alla cliente in tre diverse occasioni - ha messo nero su bianco - prima che arrivasse in aeroporto. In buona sostanza, la presenza del pavone poteva rappresentare un rischio incontrollato per gli altri passeggeri, come del resto è accaduto altre volte con differenti animali. Eppure norma nazionale statunitense impone alle compagnie aeree che operano collegamenti interni di consentire il trasporto, nelle classi di volo degli esseri umani, di tutti quegli animali classificati come da supporto emozionale o da assistenza psichiatrica. Ma evidentemente c'è chi abusa e approfitta dell'elasticità di questa regola.

E altri animali

Questo della donna fermata in aeroporto perché voleva volare con il suo pavone è solo l'ennesimo caso da raccontare. Perché stanno aumentando le segnalazioni delle compagnie aeree contro i passeggeri. Nei voli dagli Stati Uniti, fanno notare i vettori, troppi animali a bordo sono spacciati per supporto psicologico. Non solo pavoni, ma anche pappagalli e perfino scimmie e canguri. A detta delle compagnie, le certificazioni sull'effettiva necessità psicologica degli animali sarebbero state rilasciate con un po' troppa facilità e a rimetterci sono gli altri passeggeri.