Debito pubblico, una totale falsità o una grave crisi comporterà. Esperti divisi

Il centro studi Istituto Bruno Leoni ha deciso di installare il contatore del debito pubblico nelle principali stazioni di Roma e Milano.

Debito pubblico, una totale falsità o un

La trappola del debito pubblico


Il debito pubblico, in questo momento con le elezioni italiane, ormai prossime è un argomento sempre più centrale e pare preoccupare qunto e se non di più dello stesso voto e di chi risulterà vincitore
 

Iniziamo da un numero che può apparire spaventoso: oltre 2.000 miliardi di debito pubblico. La cifra è in continuo mutamento, come si capisce molto facilmente osservando i pannelli che l'Istituto Bruno Leoni ha fatto installare anche nelle frequentate stazioni di Roma Termini, Roma Tiburtina e Milano Centrale. E come emerge ancora più chiaramente dalla presenza di un contatore sul sito web. Il periodo non è casuale perché tra pochi giorni si vota e, come si legge con un abile gioco di parole, ogni promessa è debito. Significa che tutte le rassicurazioni su riforme, taglio delle tasse, concessione di bonus hanno un costo economico e sociale da non trascurare. Perché se siamo arrivati nelle condizioni attuali è anche per via delle scelte allegre dei decenni passati. L'utilità di questa trovata è però un'altra: fare luce sull'annosa questione del debito pubblico: è un bene o è un male?

La trappola del debito pubblico: truffa o dramma?

Due premesse sono indispensabili. La prima è che i dati dimostrano come l'Eurozona sia riuscita a recuperare la ricchezza andata in fumo in seguito alla crisi del biennio 2007-08. La strada per la normalizzazione è stata imboccata. L'Italia no perché il Pil è cresciuto (poco), ma anche il fardello debito è sempre più pesante. E un parte delle ragioni è presto detta: da una parte i vincoli che l'Europa ha imposto per via dell'elevato debito pubblico, dall'altra il sistema fiscale non troppo progressivo associato a una distribuzione della ricchezza e produttività perlomeno differente rispetto a quanto accada al di fuori dei confini nazionali. La seconda premessa è invece nel merito dell'opportunità di avere debito pubblico: siamo sicuri che sia un male e non un'opportunità per l'Italia? Studi, ricerche e valutazioni si sono sprecati negli anni. Punto in comune è che fare debito pubblico può essere salutare, ma entro certi limiti.

Ebbene, il centro studi Istituto Bruno Leoni ha deciso di installare il contatore del debito pubblico nelle principali stazioni di Roma e Milano, sottolineando come in questa campagna elettorale, la politica prometta a più non posso e che ogni promessa è debito e fa debito. Gli oltre 2.000 miliardi di euro si traducono in quasi 40.000 euro sulle spalle di ogni italiano, bebè compresi. E ancora: la consapevolezza che prima o poi il debito andrà ripagato è il principale vincolo alla crescita italiana, il più forte freno agli investimenti e la più pesante eredità per le generazioni future. Singolare che sia anche il tema più trascurato della campagna elettorale. Ma non tutti la pensano in questo modo. Il sito ilprimatonazionale.it, ad esempio. O meglio, l'autore Filippo Burla, secondo cui la maxi cifra non deve spaventare perché il debito pubblico non va pagato, almeno completamente.

Debito pubblico da pagare o da cancellare

Il problema è piuttosto la sua sostenibilità e tira in ballo il caso giapponese come esempio. Si tratta di un punto di vista, come quello di chi fa presente che a un certo punto, i costi del debito diventano superiori al debito stesso. Di conseguenza per coprire i costi i governi intervengono sulla fiscalità che a suo volta mortifica i consumi, innescando un processo negativo.