Decreto dignità di Maio, eliminazione controlli fisco e salario minimo e nuovi contratti sul lavoro

Decreto Dignità il primo che il neo ministro del Lavoro porterà in Consiglio dei Ministri: cosa prevede. Tempi delle misure

Decreto dignità di Maio, eliminazione co

Decreto dignità controlli fisco Job Acts Cdm


E' stato battezzato Decreto dignità il primo pacchetto di provvedimenti che il neo ministro del Lavoro Di Maio porterà, annunciandone già la firma, in Consiglio dei Ministri. Secondo quanto riportano le ultime notizie, il primo decreto a firma nuovo governo M5S-Lega porrebbe al centro di ogni interesse il cittadino, il suo benessere e la sua dignità.

Decreto dignità: cosa prevede

Quattro, in particolare, secondo le anticipazioni delle ultime notizie, le misure che dovrebbero rientrare nel cosiddetto Decreto Dignità e che dovrebbero essere approvate in maniera prioritaria e rapida:

  1. eliminazione dei controlli del fisco con abolizione di spesometro, redditometro e studi di settore;
  2. disincentivare le delocalizzazioni con impiego dei fondi che si percepiscono in Italia e non all’estero;
  3. revisione del Job Acts per combattere realmente la precarietà, con l’obiettivo di ridurre il rinnovo illimitato dei contratti a tempo determinato e garantire lavoro stabile;
  4. blocco ella pubblicità del gioco d’azzardo, per combattere una piaga, quella appunto del gioco d’azzardo, nel nostro Paese ormai molto diffusa e che è riuscita a rovinare letteralmente intere famiglie.

Ulteriori misure del programma del nuovo governo

Intanto su diverse misure è già scontro all’interno del governo sui tempi da rispettare per la relativa attuazione delle stesse misure. E stiamo parlando di novità per le pensioni, istituzione del reddito di cittadinanza, pace fiscale, flat tax. C’è chi, come il leader della Lega Salvini, neo ministro degli Interni, parla di attuazione di queste misure entro l’anno, chi, invece, come il neo ministro dell’Economia Tria non è poi così d’accordo sull’approvazione subito di alcune misure, partendo dalle stesse novità per le pensioni. Per il ministro dell’Economia, infatti, nonostante consapevole della necessità di miglioramenti delle attuali norme pensionistiche, non ritiene sia necessaria una completa revisione della riforma pensioni Fornero. E le posizioni nettamente contrastanti di Tria e Salvini, sostenuto da Di Maio, aprono certamente uno scenario di probabile scontro sul tema con un conseguente e quasi certo prolungarsi dei tempi. Anche per Di Maio, infatti, bisognerebbe partire da novità per le pensioni e lavoro.

Disaccordo anche su flat tax (tassa con due sole aliquote di pagamento, al 15% per coloro che percepiscono redditi al di sotto degli 80mila euro annui e al 20% per chi percepisce redditi superiori agli 80mila euro), per la cui approvazione, secondo il ministro Tria, dovrebbero esserci prima tutte le coperture necessarie e considerando che si parla di circa 50 miliardi di euro è chiaro che non si potrebbe fare così presto. Stesso discorso per la pace fiscale, che dovrebbe permettere ai cittadini debitori nei confronti del Fisco di pagare secondo le loro possibilità sulla base di tre aliquote di pagamento, al 25%, al 10% e al 6% di quanto dovuto in base al reddito.

Per alcuni, ministro Salvini in testa, la misura dovrebbe essere approvata entro l’anno, per il ministro dell’Economia i tempi dovrebbero essere decisamente più lunghi. E anche sul reddito di cittadinanza c’è disaccordo e, di conseguenza, anche sulla pensione di cittadinanza: si tratta, stando a quanto riportano le ultime notizie, di due misure che dovrebbero arrivare, infatti, contestualmente e allo stesso tempo, rispettivamente per cittadini lavoratori e per pensionati, ma se c’è chi dice che in breve tempo dovrebbero ricevere l’ok, c’è chi parla del 2020 come anno di attuazione.