Legge di Bilancio, Salvini su quota 100, costi di 6-8 mld intervento legge Fornero. E altre misure e date

È sul rapporto tra deficit e Pil che si gioca la partita della manovra. Tra i nodi da sciogliere ci sono quelle relativi alle pensioni e la riforma fiscale.

Legge di Bilancio, Salvini su quota 100,

Dal Def alla legge di Bilancio


La Legge di Bilancio così come il Def entrano in una fase sempre più importante e tra poco entreranno nel vivo delle decisioni, anche se l'iter durerà alcuni mesi. E tra le varie misure Salvini ritorna sull'interno intervento legge Fornero con quota 100 e costo di 6-8 mld

Si entra nel periodo più caldo dell'anno, quelle che passerà dal varo del Def prima e della legge di Bilancio poi. Innanzitutto le scadenze: il 27 settembre è il giorno entro il quale deve essere presentata alla Camere la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Contiene l'eventuale aggiornamento delle previsioni macroeconomiche degli obiettivi programmatici individuati dal Def e le eventuali modifiche e integrazioni. A tal proposito, la Commissione europea ha previsto per il 2018 e il 2019 un calo del disavanzo all'1,7%. Entro il 15 ottobre il governo deve inviare alle istituzioni europee il Documento programmatico di bilancio con cui illustra come rispettare gli obiettivi del Patto di stabilità.

Dal Def alla legge di Bilancio: le altre scadenze

Tra i nodi da sciogliere ci sono quelle relativi alle pensioni e la riforma fiscale. E sempre entro il 15 ottobre, il documento deve essere essere trasmesso alle Camere. Il 20 ottobre è invece il termine ultimo per la presentazione alle Camere del disegno di legge di Bilancio. Il Ddl deve essere varato dal Consiglio dei ministri e contiene le misure necessarie a realizzare gli obiettivi programmatici individuati nel Def o nella nota di aggiornamento e le previsioni di entrata e di spesa del bilancio dello Stato.

Quali misure possibili

È sul rapporto tra deficit e Pil che si gioca la partita della manovra e delle misure che potranno entrarvi. Nella Lega cresce la convinzione che il deficit nominale possa salire al 2,8-2,9% aprendo uno spazio di flessibilità di oltre 20 miliardi che consentirebbe di coprire gran parte della manovra destinata ad avvicinarsi a quota 30 miliardi. Per il Ministero dell'Economia sarebbe invalicabile quota 1,7-1,8% rimanendo preferibilmente attorno all'1,5%. Ma la maggioranza non appare disposta a scendere sotto il 2%. Nella legge di Bilancio si punta a una pace fiscale a 360 gradi: dalla fase del preaccertamento a quella degli accertamenti veri e propri con il rilancio del contraddittorio tra fisco e contribuenti fino alle liti fiscali pendenti.

E per la riscossione sarà prevista la definitiva rottamazione del magazzino della ex Equitalia. A completare il quadro della pace fiscale anche una terza versione della voluntary disclosure sul contante e le cassette di sicurezza. Il cantiere del Governo sull'introduzione della tassa piatta prevede allo stato attuale una Flat tax declinata su tre aliquote e riservata a imprese e professionisti che hanno avuto ricavi fino a 100.000 euro. In pratica, il restyling dell'attuale regime forfettario per le partite Iva si dovrebbe articolare su tre livelli di prelievo: il 5% per le start up, il 15% per chi ha ricavi fino a 65.000 euro e 20% per quelli fino a 100.000 euro di fatturato.

Ma ci sono divisioni sulle differenti idee

Tante e diverse le misure al vaglio del nuovo governo, comprese in quel programma che promette di lavorare per italiani e Italia. Ed effettivamente i temi affrontati sono quelli più cari ai cittadini, dalle novità per le pensioni, all'istituzione del reddito di cittadinanza, alla flat tax, alla pace fiscale. Tuttavia, nonostante le tanto dichiarate buone intenzioni da parte di M5S e Lega di lavorare per il bene del Paese, stando a quanto riportano le ultime notizie sarebbe già scontro nel nuovo governo sulle misure da attuare. O meglio, sui tempi di attuazione delle stesse. Secondo le ultimissime notizie, è possibile che inizialmente si lavori per mettere a punto un def per trovare i fondi necessarie per la copertura di tutte le misure annunciate.

Stando a quanto riferito da alcuni, sempre secondo le ultime notizie, alcune misure potrebbero potrebbero arrivare già entro quest’anno, altre più avanti, a partire dalla novità per le pensioni di quota 41 che, secondo quanto reso noto, dovrebbe già partire dal primo gennaio del 2019. Tempi più lunghi, invece, dovrebbero esserci per il reddito di cittadinanza che slitterebbe al 2020. Ancora in dubbio i tempi di diverse misure. Mancano conferme ufficiali che confermino o smentiscano, per cui bisognerà aspettare i primi incontri effettivi del governo per capire come si procederà e quali saranno le prime tappe da raggiungere. Secondo quanto dichiarato di recente dal neo ministro del Lavoro Di Maio, si dovrebbe partire da novità per le pensioni e lavoro.

Il programma di governo di M5S e Lega riporta tra i principali l’introduzione di una flat tax e il ministro Tria ritiene si tratti di una misura sì possibile ma solo a condizione che vi siano tutte le coperture necessarie. La flat tax dovrebbe prevedere due sole aliquote di pagamento, al 15% per coloro che percepiscono redditi al di sotto degli 80mila euro annui e al 20% per chi percepisce redditi superiori agli 80mila euro e, secondo i calcoli dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, avrebbe un costo di circa 50 miliardi di euro. Decisamente tanti per Tria da permettere una sua approvazione immediata. Diversa, invece, la posizione del leader della Lega Salvini che, stando a quanto riportano le ultimissime notizie, avrebbe parlato di arrivo della flat tax già in questo 2018 contestualmente a blocco dell’aumento dell’Iva e cancellazione delle accise sui carburanti.

Con particolare riferimento alle novità per le pensioni, per cui servirebbero, secondo le stime circa 5 miliardi di euro all’anno, se per la quota 41 si parlerebbe di avvio ad inizio gennaio 2019, per la novità per le pensioni di quota 100 non si fa ancora alcun accenno a tempi eventuali di attuazione anche se Salvini ha dichiarato, come confermano le ultime notizie, di voler introdurre subito la quota 100, con base 64 anni di età e 36 anni di contributi. Ma anche il terreno delle novità per le pensioni è un nuovo terreno di scontro perché per il neo ministro dell'Economia Tria le novità per le pensioni, da quota 41 a quota 100, non rappresentano una priorità rispetto ad altre misure come la stessa flat tax. Per Tria, pur essendo necessario un miglioramento delle attuali norme pensionistiche, non è necessaria una totale revisione delle stesse norme oggi in vigore. Cambiarla sì, dunque, ma solo con miglioramenti non cancellandola del tutto. E se così si andasse avanti, servirà certamente tempo per definire quei miglioramenti che no rovescino del tutto l’attuale riforma. E in tal senso, anche la certezza (paventata in questi giorni) di avvio della novità per le pensioni di quota 41 dal 2019 verrebbe meno.

Scontro anche sulla Pace fiscale: risulterebbe, infatti, tra gli obiettivi primari per Salvini da attuare entro l’anno. E’ necessario, secondo Armando Siri, consigliere economico di Matteo Salvini, che i cittadini debitori nei confronti del Fisco non vengano ulteriormente vessati se non sono nelle condizioni di poter pagare quanto dovrebbero. E’, invece, necessario che abbiano la possibilità di iniziare a pagare secondo le loro possibilità per saldare il loro stesso debito. La Pace fiscale darebbe, infatti, la possibilità di pagare una percentuale minima della cartella di cui si è debitori con il calcolo dell’importo dovuto sulla base di ogni singola situazione economica di ciascun cittadino.

Tre, in particolare, le aliquote di pagamento previste pari al 25%, al 10% e al 6% di quanto dovuto al fisco, da scegliere in base, appunto, al reddito. Potranno beneficiare della Pace Fiscale i contribuenti che hanno debiti fino a 200.000 euro, comprese sanzioni, more e interessi.  Il ministro dell’Economia Tria, però, in riferimento ai tempi di attuazione della pace fiscale che Salvini vorrebbe entro l’anno, ha parlato di tempi decisamente più lunghi perché fino a quando non si avranno le stime certe del costo della misura non si può già parlare di attuazione perché non si sa ancora se le risorse esistenti siano sufficienti alla copertura della misura stessa.