Def, stop aumento Iva ma nulla Flat Tax e Reddito Minimo. Ecco cosa ci sarà da Governo

Via libera allora alla risoluzione di Lega e Movimento 5 Stelle che impegna il nuovo governo ad assumere tutte le iniziative per scongiurare l'aumento dell'Iva.

Def, stop aumento Iva ma nulla Flat Tax

La risoluzione sul Def 2018


Al lavoro sulla definizione del Def 2018 da parte del nuovo governo con una priorità che dovrebbe essere centrata senza troppe difficoltà ovvero il disinnesco delle clausole di salvaguardia. Significa che l'Iva non aumenterà. Il principale punto interrogativo riguarda piuttosto l'introduzione della flat tax, ancora in bilico, mentre sembra da escludere l'implementazione del reddito di cittadinanza in tempi stretti. Il concetto è chiaro: non tutto si fa subito, soprattutto quando di mezzo ci sono le grandi questioni. E tra queste rientrano anche le pensioni, la cui riforma potrebbe avere un assaggio entro la fine dell'anno, magari con la proroga dell'opzione donna. Ma per i cambiamenti più sostanziosi occorre attendere gli anni successivi. E poi ci sono gli altri temi chiave della lotta alla povertà, delle misure per la scuola, dello stimolo alle politiche attive.

La risoluzione sul Def 2018

Via libera allora alla risoluzione di Lega e Movimento 5 Stelle che impegna il nuovo governo ad assumere tutte le iniziative per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti l'aumento dell'aliquota Iva e delle accise su benzina e gasolio e a individuare misure da adottare nel 2018 nel rispetto dei saldi di bilancio. Il ministro dell'Economia annuncia che sarà costituita un task force all'interno del governo per il rilancio degli investimenti con l'intento di affrontare tali temi in maniera rapida e organica. E il reddito di cittadinanza, volto a contrastare le sacche di povertà presenti in Italia tramite interventi non assistenziali bensì tramite l'integrazione nel mercato del lavoro - assicura - avrà un ruolo centrale.

Il programma di investimenti

Nel confronto europeo che inizierà ufficialmente domani con la due giorni in Lussemburgo per Eurogruppo ed Ecofin, l'Italia rilancerà la richiesta di una golden rule per considerare la spesa per investimenti in modo diverso dalla spesa corrente nella valutazione degli obiettivi di indebitamento netto. In campo domestico, il programma di governo indicato dal ministro dell'Economia Giovanni Tria punta prima di tutto a rimuovere gli ostacoli che finora hanno frenato la reazione degli investimenti pubblici. Il programma dovrebbe partire già nel primo decreto legge con lo sblocco degli avanzi degli enti locali e i bonus alle regioni. A frenare la spesa per investimenti, nell'analisi del responsabile del Tesoro, figura chiave nel governo, è anche la perdita di competenze tecniche nelle pubblica amministrazione.

Sul punto dovrebbe ora intervenire l'attuazione della riforma della pubblica amministrazione che punta sull'individuazione dei fabbisogni di competenze per il ricambio generazionale che dovrebbe sostituire almeno 500.000 dipendenti pubblici in quattro anni. Nel mirino del ministro dell'Economia finiscono anche gli effetti non desiderati della riforma del Codice appalti, che nel lungo periodo di transizione ha rallentato la spesa per investimenti. In cantiere arriva quindi una semplificazione delle regole, che sarà portata avanti da una task force interministeriale aperta anche al contributo dei privati.