Di Maio, contro chi ha sempre pagato le tasse, basta leggi antievasione. Cosa cambia

Di Maio ed evasione fiscale: stop alle leggi contro chi ha sempre pagato le tasse. Via redditometro e spesometro. Le novità

Di Maio, contro chi ha sempre pagato le

Di Maio novità leggi antievasione Cosa cambia


Stop alle leggi antievasione contro chi ha sempre pagato regolarmente le tasse: è questa la posizione annunciata dal leader del M5S, Luigi Di Maio, neo ministro del Lavoro.

Di Maio e leggi antievasione: la posizione del ministro

Stando a quanto riportano le ultime notizie, il ministro Di Maio, all'indomani dell'incontro con i rappresentanti degli imprenditori dell'associazione Drappo Bianco, che chiedono riduzione della spesa pubblica, della burocrazia e dell'imposizione fiscale, avrebbe chiaramente detto che è arrivato il momento di mettere a punto leggi anti evasioni che non penalizzino chi ha sempre pagato le tasse ma che siano mirate a colpire gli evasori. Solo in questo modo qualcosa in Italia potrebbe realmente cambiare anche se, come ben sappiamo, il fenomeno dell’evasione fiscale nel nostro Paese è talmente profondo e radicato che difficilmente, nonostante le diverse leggi, si potrà eliminare del tutto. Secondo un recete studio, ad evadere maggiormente le tasse sono principalmente i lavoratori autonomi e chi può contare su rendite immobiliari, ossia sugli affitti.

Il tasso di evasione totale è, infatti, pari al 37% per i redditi da lavoro autonomo e impresa, e sale al 65% in riferimento alle rendite provenienti da case, uffici e stabili. Dei circa 38,5 miliardi l’anno che mancano, 20,9 miliardi sono ‘mancanze’ da parte dei lavoratori autonomi, 14,7 miliardi dalle rendite immobiliari, e 2,6 miliardi dai dipendenti. Inoltre, dallo stesso studio è emerso che chi dichiara entrate tra 20 e 26 mila euro, ne nasconde oltre 13 mila, e chi dichiara oltre 75 mila euro l’anno, in realtà ne guadagna circa 106 mila.

Di Maio e leggi antievasione: le novità

Di Maio è ben consapevole del fatto che oggi ad essere maggiormente colpiti sono imprenditori e professionisti la cui vita, tra imposizione fiscale e poche tutele, è sempre più complessa. Se, da una parte, Di Maio è tra coloro che ritiene che alcuni strumenti volti all'accertamento fiscale dei contribuenti debbano essere eliminati, da spesometro, a redditometro e split payment, e sostituiti con meccanismi digitali senza alcun onere per l’imprenditore ma con incrocio dei dati da parte dello Stato; dall’altra, ha previsto nel contratto di governo Lega-M5s un provvedimento denominato ‘pace fiscale’. Si tratta di una sorta di condono per chiudere le pendenze ancora a carico di alcuni contribuenti che dimostrano di essere in condizioni economiche difficili.

Il ministro ha, dunque, spiegato di voler eliminare spesometro, per i controlli sui pagamenti dell’Iva, e redditometro, strumento in grado di incrociare tutti i dati dei contribuenti per scoprire eventuali evasori e grazie al quale l’Agenzia delle Entrate può verificare il reddito delle persone fisiche in base al possesso di determinati beni, introducendo una serie di misure a costo zero, con particolare riferimento agli strumenti digitalizzati che non siano a carico degli imprenditori, rendendoli, dunque meno impegnati.