Die Welt, Italia peggio della Grecia nei conti pubblici. E da programmi elettorali poche speranze

Nessuno si è finora spinto fino a questo punto ovvero considerare l'Italia peggio della Grecia. Il nostro Paese è collocato all'ultimo posto tra i Paesi dell'eurozona.

Die Welt, Italia peggio della Grecia nei

Die Welt, Italia peggio della Grecia


L'attacco all'Italia è durissimo e, al di là se le ragioni sono di carattere politico e celano una strategia mediatica, non possono scivolare nell'indifferenza. Il quotidiano tedesco Die Welt punta l'indice contro lo stato di conti pubblici nazionali, azzardando un paragone forse eccessivo, ma di certo allarmante: lo stato di salute è peggiore di quello della Grecia. E se possibile c'è un altro aspetto ancora più scoraggiante: la scarsa fiducia nel futuro ovvero nella capacità dei partiti di ribaltare la situazione. Almeno stando ai programmi elettorali presi sotto esame dal quotidiano tedesco. Già il titolo dell'articolo che sta facendo discutere sia in Germania e sia in Italia e getta ombre sulla gestione dell'economia italiana, lascia capire le intenzioni: "Se i greci lasciano indietro gli italiani". E il contenuto è anche più preoccupante perché, senza un cambio di passo, il rischio di default ovvero di fallimento andrebbe realmente preso in considerazione.

Die Welt attacca l'Italia: conti pubblici a rischio

Nessuno si è finora spinto fino a questo punto ovvero considerare l'Italia peggio della Grecia, ma per il quotidiano tedesco di Berlino c'è realmente poco su cui ragionare e colloca il nostro Paese all'ultimo posto tra i Paesi dell'eurozona. A dimostrazione della tesi ricorda come l'Italia sia la sola nazione il cui livello di vita è peggiorato con l'entrata in vigore dell'unione monetaria. E l'aspetto preoccupante è proprio la scarsa fiducia nelle capacità della politica italiana di voltare pagina.

Senza riforme radicali - non quelle a cui abbiamo assistito, ma qualcosa di più profondo e doloroso come è successo in Grecia - l'Italia è destinata a sprofondare nel baratro. Almeno secondo Die Welt. E dando uno sguardo alle intenzioni dei partiti ovvero studiando i contenuti dei programmi elettorali sottoposti al parere e al voto dei cittadini, nessuno avrebbe intenzione di intervenire in maniera netta e puntuale.

Fiducia zero per i partiti italiani

In buona sostanza, tutti gli schieramenti partiti, anche se con intensità e toni differenti, punterebbero al mantenimento dello status quo con tutti i rischi che ne derivano ("cose del genere non sono nel programma elettorale di nessuno dei contendenti alle elezioni", si legge testualmente nell'edizione del quotidiano pubblicata proprio oggi). A esprimere maggiore preoccupazione, sempre secondo quanto scrive Die Welt, sono le grandi banche d'affari. Sono proprio loro a manifestare il più alto grado di scoraggiamento rispetto alle possibilità italiane di risalire la china.

L'appuntamento non con le elezioni non viene affatto ritenuto strategico poiché, a detta di Timo Schwietering, analista della banca Metzler, chiunque vinca non attuerà alcun programma di vere riforme. Gli fa eco Daniel Hartmann, capo economista della banca Bantleon, per cui l'Italia mostrava prima un modello economico facile e quando la congiuntura si bloccava, si svalutava la lira, che ridava benzina alle esportazioni e rianimava la congiuntura.







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di Lorenzo Pascucci pubblicato il