Emergenza per coronavirus sottovalutata, prima c'è stata l'economia. E' un fallimento per l'Italia per virologo Crisanti

di Marianna Quatraro pubblicato il
Emergenza per coronavirus sottovalutata,

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Sottovalutare l’emergenza coronavirus ci ha portato al disastro sociale ed economico: bisognava muoversi prima. La posizione di Crisanti

L’emergenza per coronavirus è stata sottovalutata e non ci sono ancora spiegazioni plausibili al perché l’Italia è stata messa in ginocchio dal Covid-19. A dichiarare il fallimento del nostro Paese di fronte al dilagare del coronavirus è stato il virologo Andra Crisanti. Vediamo quali sono le posizioni del virologo sull’emergenza coronavirus.

Emergenza per coronavirus sottovalutata e fallimento per virologo Crisanti

Secondo quanto ben spiegato dal direttore dell’Unità complessa diagnostica di Microbiologia a Padova e docente di Virologia all’Imperial College di Londra,  Andrea Crisanti, nel corso di una intervista al Corriere della Sera, a prescindere dei numeri resi noti, ci sono molte persone con sintomi non gravi e positivi, così come vi sono tantissimi asintomatici e bisognerebbe cercare anche fra gli asintomatici per cerchi concentrici.

Finora non c’è stata alcuna sorveglianza epidemiologica, ci persone che muoiono a grappoli e, come dichiarato dal virologo, i troppi morti rappresentano un grandissimo fallimento per l’Italia.

Secondo Crisanti, per evitare di contare morti e contagi a migliaia ogni giorno come sta accadendo nel nostro Paese, bastava fare come fatto in Corea e Giappone, per esempio, cioè mettere tutte le risorse possibili sui focolai iniziali, invece qui fino a qualche giorno fa erano ancora tantissime le industrie aperte in cui lavoravano ancora migliaia di dipendenti, soprattutto a Bergamo, dimostrazione del fatto che, come ormai sempre accade, si è preferito pensare all’economia piuttosto che allo scongiurare l’emergenza sanitaria che ora è diventata incontenibile portando gli ospedali, soprattutto lombardi, al collasso.

Emergenza per coronavirus sottovalutata i numeri reali per virologo Crisanti

Per Crisanti le misure di contenimento del contagio sono state prese decisamente troppo in ritardo rispetto a quando si sarebbe dovuto e del resto, ad oggi, i numeri reali del contagio sono molto più alti di quelli dichiarati perché quelli che vengono diffusi interessano solo i casi noti ma ci sono anche tantissime persone, migliaia, che si ipotizza sia positivi ed è sommando questi dati che quelli emersi diventano quasi inutili.

Secondo quanto dichiarato dall’esperto al Corriere della Sera, nella sola Lombardia i malati saranno almeno 250mila, 150mila sintomatici e 100mila asintomatici, per cui il numero dei 60mila malati risulta nettamente inferiore al calcolo fatto da Crisanti che conterebbe nel nostro Paese ben 450mila persone malate da coronavirus.

Alla luce dei dati sulla mortalità del virus in Veneto, dove si registra una percentuale del 3,4% grazie ai tamponi che il governatore della regione Luca Zaia ha fatto fare su tutti, asintomatici compresi prevedendo per questi ultimi isolamenti e cure in modo da evitare contagi inconsapevoli (si stima che la percentuale di asintomatici che contagiano sia addirittura del 40%), anche la Lombardia, dove la percentuale di mortalità è nettamente più alta, oltre il 13%, pare si stia muovendo alla ricerca dei cosiddetti sintomatici sommersi.

Ma si tratta di movimenti che, secondo Crisanti, si sarebbero dovuti quasi un mese fa, quando la situazione era ancora gestibile. Invece no: nulla è stato fatto in maniera profonda, drastica e reale. Le misure di contenimento del contagio sono state definite da Regione e governo in maniera graduale mentre nel frattempo la diffusione correva.

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