Etichetta semaforo, poche e false informazioni per consumatore e bocciano made in Italy

Non è il nuovo sistema in sé da bocciare, tra l'altro in vigore in Francia e nel Regno Unito, ma è la sua applicazione in Italia a suscitare preoccupazioni.

Etichetta semaforo, poche e false inform

Etichetta semaforo, poche e false informazioni


Etichetta semaforo, sì o no? La risposta è negativa, almeno per quanto riguarda l'Italia. La varietà di prodotti agroalimentari che il nostro Paese è in grado di offrire non può essere così facilmente ingabbiabile nei tre colori rosso, giallo e verde. Quelli del semaforo, appunto. Le intenzioni potrebbero essere delle migliori perché l'Unione europea punta a indicare in maniera semplice e inequivocabile il valore nutrizionale degli alimenti. Ma secondo Coldiretti questo schema non è applicabili sui prodotti Made in Italy. Su molti di questi - fa notare - verrebbe applicata l'etichetta di colore rosso anche se la qualità è eccellente. Anzi provando a entrare più nel dettaglio, per l'associazione dei coltivatori diretti, addirittura l'85% dei migliori prodotti alimentari italiani finirebbero per perdere valore con l'introduzione dell'etichetta semaforo.

Perché l'etichetta semaforo è da bocciare in Italia

Non è il nuovo sistema in sé da bocciare, tra l'altro in vigore in Francia e nel Regno Unito, rispettivamente con le denominazioni di nutriscore e traffic light. Ma è la sua applicazione in Italia. Le conseguenze sarebbero devastanti per almeno tre motivi:

  1. verrebbero privilegiati ingredienti sospetti, come gli edulcoranti e l'aspartame
  2. non si terrebbe conto dell'assunzione giornaliera dei cibi ovvero di una variabile fondamentale nella valutazione degli alimenti
  3. verrebbero premiati cibi non benefici per la salute

Il caso più classico è quello ketchup che otterrebbe il semaforo verde mentre il prosciutto di Parma verrebbe bloccato al palo. E non andrebbe meglio con il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano e perfino l'olio extravergine di oliva, simbolo della dieta mediterranea. La posizione di Coldiretti è chiara: il bisogno di informazioni del consumatore sui contenuti nutrizionali deve essere sì soddisfatto in maniera completa ma anche con chiarezza e non - tuona il sodalizio - cercando di condizionare in modo fuorviante le scelte del consumatore. Non solo si mette in discussione la salute dei cittadini italiani ed europei, ma anche un sistema produttivo di qualità che in Italia si è affermato nel tempo, anno dopo anno.

Proteste in corso contro l'etichetta semaforo

In questo contesto si ingrossa l'esercito che partecipa alla mobilitazione contro il regime dell'etichetta semaforo. Oltre a Coldiretti si segnalano le presenze del direttore di Federalimentare Luigi Scordamaglia, di Joachim Rukwied, presidente dell'organizzazione europea degli agricoltori, di Marie-Christine Ribera, direttore generale dell'associazione dei produttori di zucchero europei e di Alexander Anton, segretario generale dell'Associazione dell'Unione europea dei prodotti lattiero caseari. Come fa notare il presidente dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, se si privilegia un solo criterio il rischio è che si arrechino più danni che benefici ai consumatori, i quali potrebbero finire per orientare le loro scelte in tema di diete e regimi alimentari proprio seguendo informazioni nutrizionali eccessivamente semplicistiche.